29 lug 2009

I will survive


Metti una sera d'estate, in un bianco paesino della terra di Puglia dove l'occidente abbraccia l'oriente dando forma a colori così brillanti come non potresti vederli in nessun altro luogo, con profumi che sanno di mare, sale, ginepro.
Metti un cielo stellato, un'aria calda riscaldata anche dalle note blues che si impossessano di tutto il tuo essere, mentre la voce strepitosa di Cheryl Nickerson ti attanaglia fin dentro l'anima.
Metti una dolce, sensuale brezza che accarezza la tua pelle mentre la musica si leva fin lassù, fino a raggiungere la luna, così bella come sa esserlo solo la luna d'oriente.
E ti chiedi come non si possa essere grati di tutto questo, di ringraziare di esserci.
E pensi che domani sarà un lungo giorno. Che domani qualcuno combatterà un'altra battaglia, l'ennesima dura battaglia per continuare a esserci.
E già Giulio, come non pensare a te. A te, guerriero solare che lotti per la vita con la voglia di vivere..
Ma domani sarà un lungo giorno.
In bocca al lupo, Giulio!

27 lug 2009

La vantaggiosa professione di moglie 2

2° parte - Come rimanere vedove in quattro lezioni

Ed eccoci alla seconda parte dell'articolo, quella più esilarante.
Stremare il marito fisicamente e psicologicamente, scrive il dott. Hutchin, é più efficace che usare un veleno o un'arma (anche più tranquillo dal punto di vista penale, direi..).
Uno dei sistemi più semplici ed eleganti è quello di trovargli impegni mondani o sociali ogni sera, specialmente nei periodi in cui è maggiormente preso dal lavoro (non dovrebbe essere poi così difficile..). E' importante che sia sempre infastidito, annoiato o depresso. Meglio se tutto questo è insieme.
Altri preziosi consigli per la vita di ogni giorno: fare in modo che gli arrivino molte telefonate durante il pasto o immediatamente dopo, quando si è appena disteso in poltrona davanti alla TV( in questo la sua mamma non la batte proprio nessuno!... oppure le telefonate di mamy non valgono?!). Non risparmiategli mai una telefonata sgradita o fastidiosa.
Volete esagerare? Se c'è una partita di Champions League, trovate un pretesto per passargli vostra madre e che non riagganci mai prima di venti minuti.
Siate sempre persuasive nel convincerlo che è insostituibile nelle incombenze che non gradisce, e che non si può delegare a nessun altro. Non desistete mai ai primi rifiuti, esortatelo, dovete essere tenaci.
Non trascurate le occasioni per ricordargli qualche preoccupazione al momento di andare a letto: è importante che dorma poco e male. Da non evitare un litigio mattutino mentre si fa la barba o beve il suo cappuccino. Ottima cosa è riprendere l'argomento, causa della lite serale.
Il dott.Hutchin consiglia alle mogli di essere sempre calme nei battibecchi, l'importante è che si arrabbi lui, cercando di non lasciargli mai l'ultima parola che deve essere sempre vostra, perché è fondamentale fargli iniziare male la giornata (a pensarci bene, questa è una sua specialità.. ma non starà mica panificando la sua vedovanza?!).
Quindi benvenuto litigio! Perché esiste un'ampia gamma di contrasti, dal piccolo battibecco al litigio furioso, idonei ad alzare la pressione del sangue, ad aumentare la frequenza del battito cardiaco, a scatenare extrasistoli e a favorire la crisi di angina pectoris.
E come ci si difende dagli attacchi coronaici? Con un salutare pianto, come raccomandavano le brave madri di un tempo alle figliole: "non discutere mai, mettersi a piangere, specialmente quando si ha torto".
Infatti lo sfogo del pianto sarebbe liberatorio e benefico: allevia l'ansia e la tensione, attenua il tono nervoso simpatico, abbassa la pressione, riduce il lavoro del cuore. (Adesso mi spiego la longevità di tante donne piagnone e ipocondriache!)
E per finire, Raab, un grande cardiologo morto suicida (e aggiungerei mal ammogliato e misogino) includeva, fra le cause del dilagare dell'infarto fra i maschi statunitensi, le mogli e le suocere, a suo parere più importanti del colesterolo e dei trigliceridi.
E a noi donne, basta sostituire il termine mogli con consorti e le pari opportunità son tutte salve, credetemi.

25 lug 2009

La vantaggiosa professione di moglie

1° parte - Come non uccidere vostro marito
Con un marito medico, a casa non mancano riviste di divulgazione scientifica. Fra le tante , la mia preferita è Cuore & Salute, una pubblicazione del centro della lotta all'infarto. E' un piacere leggerla anche per i non addetti ai lavori.
L'altro ieri ho letto un articolo spassoso: La vantaggiosa professione di moglie.
Studi americani dicono che 3 mogli su 10 restano vedove fra i 40 e i 50 anni, in maggioranza a causa dell'infarto del marito.
Un tal dottor Kent C. Hutchin ha redatto un manuale dedicato alle mogli dall'esplicito titolo "Come non uccidere vostro marito".
Premessa : la tendenza non è del tutto correggibile perché le donne , a parere del dottor Hutchin, sono più resistenti degli uomini alle difficoltà della convivenza, soprattutto ai litigi (mah, sarò io l'eccezione?) e perché sono meno esposte alle malattie coronarie (e le bistecche dove le mette dott. Hutchin?).
Premesso questo, ecco una serie di consigli per le signore:
  • Sgridate vostro marito ogni volta che accende una sigaretta;
  • nascondetegli il whisky;
  • impeditegli con qualunque pretesto di mettersi in poltrona quando rientra a casa (questo mi piace!);
  • il sabato svegliatelo presto, tiratelo giù dal letto almeno un'ora prima del solito. Trovate ogni volta un motivo diverso: spostare un mobile, dipingere una parete, fare l'idraulico. Se fate il week-end in campagna le possibilità sono più numerose e adatte ad ogni stagione: falciare l'erba, spalare la neve, potare le piante, coltivare l'orticello. Non importa se si arrabbia, l'importante e che lo faccia, specialmente se ne ha poca voglia e che non stia in ozio.
Su questo simpaticissimo dottor Hutchin, che si qualifica cardiologo e psicologo, non abbiamo notizie. Non sappiamo neppure se sia una donna , ma a me piace moltissimo.
Nella parte finale del manuale si consiglia alle mogli "come rimanere vedove in 4 lezioni".
Ma di questo scriverò nei prossimi giorni...

22 lug 2009

Ho cambiato pelle

Oggi ho cambiato pelle al mio blog.
Mi sembra che così abbia un aspetto più ordinato, più pulito.
Certo non è stato un cambiamento radicale, ma tanto quanto basta per avere un aspetto più gradevole, almeno per me.
Che ne dite?
Presumo che seguirà una fase di adattamento con altre piccole modifiche fino a quando non sarò più soddisfatta.
Graditi suggerimenti.

16 lug 2009

LA BUSSOLA D'ORO

di Phil Pullman

E' un'allegoria della condizione umana che propone grandi temi della riflessione filosofica: il daimon socratico, il libero arbitrio, il rapporto tra fede e scienza e potere, la ricerca della verità.
I diversi liveli di lettura ne fanno un libro adatto a tutti, e pur cogliendo solo il livello più semplice, resta una lettura gradevole e avvincente.
Io l'ho letto per onorare una promessa a Roberta, la quale ha così amato questo romanzo da chiedermi di condivividere l'emozione della lettura. Ho un debito di riconoscenza ora verso una bimba di 9 anni...

LA TRAMA
Lyra Belacqua ha 11 anni e vive presso il college Jordan di Oxford, in Inghilterra.
Un giorno Lyra sente casualmente una conversazione tra suo zio Lord Asriel e alcuni professori riguardo a una misteriosa Polvere che si trova solo al Polo Nord e che mette in contatto mondi paralleli.
Alcuni bambini di Oxford scompaiono inspiegabilmente e Lyra conosce la misteriosa signora Coultier che fa parte dell'organizzazione religiosa "Intendenza Generale per l'Oblazione".
Lyra parte così per un'avventurosa missione nell'Artico per liberare dai malvagi Ingoiatori i bambini scomparsi e scoprire il suo ruolo nell'universo.

Gli abitanti di Oxford vivono accanto alla loro anima , portandosela accanto come un animale domestico, il daimon, un animale parlante che incarna il loro spirito più profondo.
Mentre per gli adulti il daimon ha un aspetto stabile, immutabile, per i bambini sono mutevoli, aperti alle più diverse possibilità. La costante trasformazione dei daimon indica la dinamicità dell'apprendimento dei bambini che crescono liberi, aperti a nuovi orizzonti e sempre pronti a sperimentare nuove scoperte.
I daimon corrispondono alla parte complementare dell'uomo, l'altro diverso da sé.
il Magisterium, il potere clericale teme l'apertura dell'anima dei bambini, un bambino senza anima è un essere ubbidiente e quindi più controllabile e facile da gestire. Perciò i bambini vengono rapiti per essere privati dai loro daimon e la missione di Lyra sarà quella di impedire il massacro dell'anima dei bambini.
In questa missione Lyra sarà guidata da un aletiometro, da alethia - verità svelata; uno strumento che le permetterà di scoprire la verità in un mondo complesso.
Libero arbitrio che tanto è temuto dal potere teocratico, rapporto tra scienza e fede, il potere supremo, la diversità, la verità svelata , il viaggio verso il nord che rappresenta lo slancio verso il futuro alla scoperta di altre verità , di mondi paralleli..tutto questo fanno della bussola d'oro un'allegoria della condizione umana.

14 lug 2009

Quest'amore

" Eavesdropping" by Karin Jurick
Venticinque anni fa Angelo e Marisa hanno unito le loro vite e iniziato un cammino che li ha condotti fino a oggi vivacemente innamorati così come ho avuto la fortuna di conoscerli in questi anni.
Voglio dedicare a loro, a me, a noi, voi ... a tutti quelli che tanto hanno camminato, vissuto, amato e ancora hanno voglia di crederci... questa poesia splendida, a mio avviso una delle più appassionate dichiarazioni d'amore.


Quest'Amore


Jacques Prévert

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso
negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E' tuo
E' mio
E' stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

10 lug 2009

la primavera dei vent'anni...

...La piazza di San Marco si fermò un istante,
Firenze, in primavera, quasi scomparì
e rimanesti solo, là, nell'inquietante
primavera dei vent'anni che nell'anima fiorì..
E andasti ad aspettarla con il cuore in gola
e dentro un'emozione antica ti bruciò...
Sciamavano ragazze fuori dalla scuola
riempiendo quella strada che s'illuminò
di voci, risa, grida, gioventù e richiami,
ma la sua voce chiara il nome tuo chiamò:
ti corse incontro accesa, ti afferrò le mani,
vi guardaste silenziosi e poi forte ti abbracciò...
E credevate che
sarebbe stato eterno quell'amore,
quel fiore non avrebbe mai visto l'inverno
,quel giorno non sarebbe mai mutato in sera,
per voi sarebbe stata sempre, sempre primavera...
Adesso dove sei, bimba d'allora,
con i tuoi sedici anni e il tuo sorriso?
Chissà se senti che ti pensa in questo autunno,
che consuma ora pianoanche il ricordo del tuo viso?
Ma i giovani s'illudono d'essere immortali
e che ogni storia duri per l'eternità;
non sanno quanti fili, trame occasionali,
si tessono o svaniscono in casualità...
Una stagione muore, un'altra prende il volo,
sai quando inizia, non se e quando finirà,
ma è bella l'illusione di un momento solo,
quella luce che ti abbaglia, anche se si spegnerà...
Ma allora, a pranzo in una trattoria,
scrutando ansiosi il tempo che passava,
poi un cinemino, persi in galleria,
per qualche bacio che però bastava...
Di corsa al treno per il tuo ritorno,
l'ultimo bacio lungo il marciapiede:
tanto veloce volò via quel giorno,
poco quel tempo da passare assieme..
Di ritornare forse le giurasti
mentre era ferma,
immobile nel pianto:
parole perse, so che non tornasti
da quella donna allora amata tanto...
E tutto è solo un episodio, un giorno,
un uscio chiuso che non si aprirà
,una partenza che non ha ritorno
come il tempo in questo autunno,
che la nebbia scioglierà......
ed io rimasi solo, là, nell'inquietante
atmosfera dell'autunno, che quest'anima ferì.....
Francesco Guccini

03 lug 2009

Tempo di esami

Un omaggio a tutti i maturandi...
In bocca al lupo!


Di spalle il professore e di fronte gli studenti: sono gli esami di fine anno nella scuola di Sangarkhel, in Afghanistan (Ap)

02 lug 2009

ciao, nonna


La morte non è niente.
Sono soltanto nascosto nella stanza accanto
Io sono sempre io, e tu sei sempre tu
Ciò che eravamo prima uno per l’altro, lo siamo ancora
Chiamami col mio vecchio nome, che ti è familiare
Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato
Non cambiare il tono di voce
Non assumere un’aria forzata di solennità o di tristezza
Ridi come facevi sempre
Ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Gioca, ridi, pensami e prega per me
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima
pronunciato senza enfasi, senza traccia di tristezza
La mia vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.
È la stessa di prima
C’è una continuità che non si spezza.
Perchè dovrei essere fuori dalla tua mente?
solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Ti sto aspettando, solo per un attimo
in un posto qui vicino,
proprio dietro l’angolo.
Va tutto bene.

Henry Scott Holland, 1847-1918

Jezabel


di Irène Némirovsky

Il romanzo inizia dalla fine, dall’aula di tribunale a Parigi in cui si svolge il processo a Gladys Eysenach, accusata di aver ucciso il giovane Bernard Martin.
Le prime 46 pagine non costituiscono il primo capitolo, sono piuttosto un ouverture da melodramma. Leggendole si ha il privilegio di cogliere tutta la grandezza della Némirovsky, il suo talento nello scavare nell’animo umano, nel tratteggiare figure complesse e contorte, nel comporre dialoghi perfetti.

“Una donna entrò nella gabbia degli imputati. Nonostante il pallore, nonostante l'aria stanca e stravolta, era ancora bella; solo le palpebre, di forma squisita, erano sciupate dalle lacrime e la bocca aveva una piega amara, ma la donna sembrava giovane. I capelli erano nascosti dal cappello nero. Con un gesto automatico si portò le mani al collo, cercando, probabilmente, le perle del lungo sautoir che lo ornavano un tempo, ma il collo era nudo; le mani esitarono; con un movimento lento e desolato lei si torse le dita e dal pubblico trepidante che seguiva con lo sguardo ogni suo minimo gesto si levò un sordo mormorio. «Si tolga il cappello» disse il presidente. «I giurati vogliono vederla in faccia». Lei se lo tolse, e di nuovo tutti gli sguardi si appuntarono sulle sue mani nude, piccole e dal disegno perfetto. La sua cameriera, seduta in prima fila fra i testimoni, si protese istintivamente in avanti, come per andarle in aiuto, poi riacquistò la consapevolezza della situazione e, confusa, arrossì.”

A pagina 47, con il capitolo uno, la storia si riavvolge su se stessa e comincia dall’inizio, dando un ordine ai fatti, mettendo insieme i pezzi del puzzle.

"Gladys aveva della propria bellezza una consapevolezza profonda, che non l’abbandonava mai e le dava una pace interiore in ogni momento della giornata. La sua vita era semplice: vestirsi, piacere, incontrare un uomo innamorato, e poi ancora vestirsi, piacere...".

Questa è Gladys, la protagonista di Jezabel, la seduttrice, la mangiatrice di uomini.

“Lei amava proprio questo, e proprio questo la eccitava: provare costantemente a se stessa il suo dominio sugli uomini.. Quando i suoi pensieri correvano alla vecchiaia, questa le sembrava ancora così lontana che la guardava in faccia senza tremare, e si figurava che per lei la morte sarebbe arrivata prima della fine del piacere."

Leggere questo breve romanzo è stata un’ulteriore conferma dello straordinario talento della Némirovsky, della sua impeccabile capacità di scrittura.
Adoro lo stile di questa scrittrice, la sua assoluta padronanza di linguaggio, la sua maestria nello sviluppare i dialoghi. Riesce a catturare il lettore nel vortice della sua scrittura e chiudendo il libro, resta in bocca la piacevole consapevolezza di aver gustato un pregiato champagne millesimato.
Stephen Vizinczey afferma "I grandi scrittori non sono quelli che ci dicono di non giocare col fuoco, ma quelli che ci bruciano le dita."
Irène Némirovsky sta bruciando tutte le mie...

P.S. Gladys-Jezabel mi ricorda tanto un certo personaggio sceso in campo della politica...

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