20 mar 2010

Ritratto di donna

 Ritratto di donna
Deve essere a scelta.
Cambiare, purché niente cambi.
E' facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, l'unica al mondo.
Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma è un'ottima consigliera.
Debole, ma ce la farà.
Non ha la testa sulle spalle, però l'avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serve questa vite, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre più giovane.
Tiene nelle mani un passero con l'ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.
Dove è che corre, non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama, o si è interstardita.
Nel bene, nel male, e per l'amore di Dio.

 Wislawa Szymborska - Grande numero - Libri Scheiwiller

12 mar 2010

Il colore viola

Da oggi nel mio blog c'è più colore viola a cominciare dal titolo.

"Conosciuto come il colore dello spirito e, in effetti, agisce sull'inconscio dando forza spirituale ed ispirazione. Questo colore rappresenta il valore medio tra terra e cielo, tra passione ed intelligenza, tra amore e saggezza.
È il colore della volontà di essere diversi, della metamorfosi, della transizione, ma anche della fascinazione erotica. Questo colore esprime un'energia pura, atavica: è una forza legata alla vitalità del rosso e all'intimo accoglimento dell'azzurro. È una colorazione insieme di attesa e di precognizione, ed eleva la coscienza umana fino al raggiungimento della pura luce bianca. È anche associato alla preghiera ed agli stati alterati di coscienza." (Wikipedia- Viola)
Il colore viola per  pensare al nostro paese, all’importanza della nostra democrazia, alla forza generosa che ci occorre per sopravvivere alla crisi economica etica democratica.
Il colore viola  contro la mafia e  per la legalità.
Per la Costituzione e la democrazia.
Per il lavoro e la libera informazione.

Perché etiamsi omnes, ego non

ed ecco una satira in versi: ode molto ma molto liberamente ispirata al Conte di Carmagnola a cura di  ellekappa : Premier's List
           1°parte
                2° parte   
                3° parte
              ultima parte

09 mar 2010

Marcovaldo

di Italo Calvino
 Ci sono libri che van bene a 10 anni così come a 40. Marcovaldo è uno di questi.
Leggerlo è stato come scorrere le immagini di tavolette di fumetti, quelle di tanti anni fa. Anche i nomi dei personaggi delle 20 novelle sembrano appartenere ai fumetti di un tempo lontano: la moglie Domitilla, il vigile Tornaquinci, il capo-magazziniere Viligelmo, il dottor Godifredo... una galleria di personaggi buffi e reali, a metà strada tra il mondo reale e quello fantastico. Fiaba e realtà si intrecciano sapientemente nella scrittura leggera e veloce di un grande maestro qual è Calvino. Ogni novella inizia con buffo disincanto, come una favola per bambini, per finire poi con un melanconico umorismo che fa riflettere.
C'è tutta la vita in Marcovaldo: la povertà di un manovale che  non riesce a sfamare la sua numerosa famiglia, il delirio del "divertimento" di massa, la corsa ipnotica al consumismo, l'incapacità di adattarsi al nuovo mondo urbano ostinandosi a cercare la natura anche dove mai potrebbe esserci, le prepotenze dei capi...
Vita, filosofia, temi importanti, ma trattati con una leggerezza e una competenza stilistica raffinata ed elegante che fa di Calvino uno scrittore morale,  mai moralista o ancora peggio propagandista, proprio come afferma Alberto Asor Rosa: " Lo scrittore morale non si pone il problema di dire qual è il bene e qual è il male.(...) Per me lo scrittore morale è quello che si limita a suggerire dei comportamenti e ad additare una linea di condotta."
La prima pubblicazione di Marcovaldo risale alla vigilia del Natale del '63 con le bellissime tenere illustrazioni di Sergio Tofano, celebre illustratore de "Il Corriere dei Piccoli", anche se parte dei racconti erano già usciti con L'Unità.
 Ecco un link all'ascolto di un frammento de "La villeggiatura in panchina" letto dal bravo Marco Paolini. Un ascolto che vi raccomando anche per le suggetive musiche di Taint con la tromba del grande Paolo Fresu.   
  Per l'ascolto:  Marcovaldo letto da Paolini
  Per leggere alcuni frammenti delle novelle frammenti di Marcovaldo
  Un aneddoto riguardo Calvino e Borges Il silenzio di Calvino

Nel '72 a dei ragazzi di scuola media Calvino rispose così:
"Mi chiedete se Marcovaldo sono un po' io. Direi di sì, ma il fatto strano è che ho cominciato a sentirmi simile a Marcovaldo dopo aver scritto il libro. Quando lo scrivevo credevo che fosse un personaggio un po' buffo un po' triste ma molto diverso da me. Col passar degli anni invece..."

06 mar 2010

Buon compleanno blog!

Dicesi blog il reparto manicomiale virtuale di una comunità di mattocchi,
per lo più non furiosi,
affetti da sindrome narciso-esibizionistica.
Questi pazienti si chiamano guest.
La sintomatologia del guest
si manifesta nello scrivere messaggi,
in sostanza dei test,
che però si chiamano post.

I pazienti godono nella pubblicazione del post
anzi, non li pubblicano, li postano.
L'argomento è libero, può spaziare dall'east al west,
from coast to coast.
In buona sostanza e buon italiano
potremmo dire che:
il must del guest è il post di un post.

La speranza è di imbattersi
in analoghe comunità, affette da voyeurismo,
che assicurino ai pazienti
la modica quantità di lettori.
Al fine di catturarne in gran numero
meglio che il post sia fast,
non troppo brodoso,
per non far fuggire il potenziale lettore.

Sarebbe bene che il guest
postasse non più di un post al giorno
e non meno di uno alla settimana.
Il post, corredato di una o più immagini
che rendono più gradevole la lettura,
viene pubblicato in tempo reale,
anche se è possibile pentirsi e c'è possibilità di modifica,
in casi estremi di cancellazione.

Infine, niente contropost:
graditi, importanti e auspicabili invece
commenti frequenti

                    tratto dal post di Solimano - Stanze all'aria

Voglio festeggiare così il 1° compleanno di questo mio blog. Una sorta di taccuino cibernetico nato ad uso e consumo strettamente personale e che  ho il  narciso-esibizionistico piacere di condividere con chi, bontà sua, ha avuto la sorte di passare di qua.
Un grazie particolare a tutti coloro che hanno voluto lasciare traccia del loro passaggio.

04 mar 2010

¿Adónde va Italia?

Oggi leggendo l'editoriale de El Paìs "¿Adónde va Italia?" sono stata colta da stupore prima, disagio dopo.
In una prima e svogliata lettura avevo l'impressione di leggere qualcosa che non riguardasse l' Italia, ma un Paese non democratico, non libero.
Riporto testualmente da EL Paìs:


"El desasosiego al que se enfrenta el país se ve multiplicado por el hecho de que la oposición a Berlusconi se encuentra tan desarticulada como el sistema político del que forma parte. Si hasta ahora un alto porcentaje de ciudadanos italianos pensaba que el problema era tan sólo el Gobierno, en estos momentos es la República en su conjunto la que empieza a preocuparles. Las instituciones italianas están siendo carcomidas desde un flanco por la corrupción y, desde el otro, por unas reformas legales que se proponen invalidar el Estado de derecho como instrumento para hacerle frente."
   La estrategia del primer ministro parece haber perdido cualquier otro horizonte que no sea garantizar su propia inmunidad, desviando periódicamente la atención hacia problemas muchas veces artificiales y suscitados con la sola intención de obtener réditos de las recetas populistas. Entre tanto, Italia sigue aproximándose a un abismo del que nadie parece saber cómo alejarla.


Solo sotto la tirannia il titolare del potere può sottrarsi al " criterio della pubblicità per distinguere il giusto dall'ingiusto, il lecito dall 'illecito"; solo per il tiranno "pubblico e privato coincidono in quanto gli affari dello Stato sono i suoi affari e viceversa" secondo la lezione di Norberto Bobbio ne Il futuro della democrazia.


Oggi, come il tiranno dei classici, il premier ritiene che per lui sia lecito tutto. In fondo la caratteristica dell'uomo tirranico è credere di potere tutto.


Allora il mio Paese non è più un paese democratico.


Qui per leggere tutto l'editoriale

02 mar 2010

Portami con te



Portami con te

 
Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l'amore,

sono gli ultimi giorni dell'inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,

ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione

se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,

sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.
                                                          
Da Viaggio d'inverno - Portami con te - Attilio Bertolucci

01 mar 2010

Gli scrittori? una razza di guardoni

Gli scrittori tendono ad essere una razza di guardoni. Tendono ad appostarsi e a spiare. Sono osservatori nati. Sono spettatori. Sono quelli sulla metropolitana il cui sguardo indifferente ha qualcosa dentro che in un certo senso mette i brividi. Qualcosa di rapace. Questo è perché gli scrittori si nutrono delle situazioni della vita. Gli scrittori guardano gli altri esseri umani un po' come gli automobilisti che rallentano e restano a bocca aperta se vedono un incidente stradale: ci tengono molto a una concezione di se stessi come testimoni”.

(D.F. Wallace, Tennis, tv, trigonometria, tornado)
 Siamo tutti un po' voyeur?

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