21 dic 2010

Los justos

Tempo di Natale. E' tempo di poesia, tempo di pulizia, tempo di ottimismo. E' tempo dei giusti.

Los Justos

Un hombre que cultiva su jardín, como quería Voltaire.
El que agradece que en la tierra haya música.
El que descubre con placer una etimología.
Dos empleados que en un café del Sur juegan un silencioso ajedrez.
El ceramista que premedita un color y una forma.
El tipógrafo que compone bien esta página, que tal vez no le agrada.
Una mujer y un hombre que leen los tercetos finales de cierto canto.
El que acaricia a un animal dormido.
El que justifica o quiere justificar un mal que le han hecho.
El que agradece que en la tierra haya Stevenson.
El que prefiere que los otros tengan razón.
Esas personas, que se ignoran, están salvando el mundo.

Jorge Luis Borges, “Los Justos” da La Cifra, 1981


segue la versione tradotta in italiano:

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
 Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
 Il ceramista che premedita un colore e una forma.
 Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
 Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
 Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.




a loro vorrei aggiungere:

 quell'uomo con la tuta blu che ogni sera torna a casa sempre più curvo, stanco delle sue 8 + 2 ore di lavoro in fabbrica per garantire il diploma ai suoi cinque figli;
  la donna del secondo piano che inebria il palazzo con il profumo della sua cucina per la sua famiglia extra large e poi la sera si accuccia sul divano con un libro e una lapis al chiarore di una lampada accanto alla finestra;
alla maestrina precaria pluri-specializzata che dà l'anima ai suoi alunni pur sapendo di "essere di passaggio";
mia zia che persino negli ultimi giorni della sua battaglia non parlava mai della malattia che la stava divorando ma sorridendo mi chiedeva di me, dei miei figli, della mia vita e a cui non sono riuscita a dirle quanto fosse importante per me.

Anche loro non si conoscono, anche loro stanno salvando il mondo...il mio.


15 dic 2010

E adesso?


"Ieri il Cavaliere ha trovato una riserva di ossigeno in un parlamento di nominati con una pessima legge elettorale, grazie ad una contrattazione dai contorni imbarazzanti e profittando soprattutto della debolezza degli avversari. Ma la sua esperienza a Palazzo Chigi potrà continuare solo se riuscirà ad imbarcare qua e là un transfuga di ritorno da Fli e qualche più consistente pezzo dell'Udc, restando comunque ostaggio della Lega e della sua voglia di voto.

Sullo sfondo rimane un paese che attende stordito elezioni ormai più che probabili, e dove la dimensione della crisi di consenso della politica e delle istituzioni è molto maggiore di quella che può essere misurata su tre voti di scarto."
(tratto dall'articolo di  Andrea Romano - Tutti sconfitti: le elezioni sono più vicine - Il Sole 24 ore)

12 dic 2010

La caffettiera

Ennesimo attacco d'arte della piccola di casa...Una bella poesia, ironica, buffa e divertente.

 La caffettiera mai zitta

Serr, serr,
sgrr, sgrr,
sbruuff, sbruuff,
uchuchuch...
Espresso Pot by Karen Winters

 Eccola qui,
la mia caffettiera
mai zitta;
grigia, bianca
e annerita.

Ogni giorno
borbotta
non sta
mai zitta!
Sbuffa sbuffa
borbotta borbotta  
 brontola brontola
 e non la
 finisce più !

 Serr, serr,
 sgrr, sgrr,
 sbruuff, sbruuff,
 uchuchuch...

       Alessandra




09 dic 2010

Libri sotto l'albero

Libri sotto l'albero, perché no? Tranquilli, qui non troverete il titolo dell'ultimo libro-strennadinatale, né l'ultimo vincitore di uno tanti premi dell'anno, né quello appena pubblicizzato negli ambiti salotti buoni della tv...tanto sono libri già ampiamente sponsorizzati e noti.
Qui solo titoli di libri collaudati personalmente, libri che sono piaciuti e che potrebbero piacere ai più.
Fuori i titoli:

Il buio oltre la siepe di Harper Lee.
Ci sono libri di cui abbiamo "bisogno", libri che devono entrare nella vita di ognuno di noi e aiutarci a far propri i valori di una società civile. "Il buio oltre la siepe" è uno di quei libri. Un grande classico, e che oggi di fronte al nostro razzismo europeo, alle accuse affrettate verso i diversi, alle aggressioni contro gli stranieri, oggi sentiamo il "bisogno" di metterlo nelle nostre mani e in quelle dei nostri ragazzi, come ho già affermato in un post di qualche tempo fa.

 Notte di Natale. Quindici storie sotto l'albero di Hoffmann, Andersen, Stifter, Gogol', Gasiceli, Dickens, Dostoevskij, Maupassant, Van Dyke, Anstey, Le Braz, Hume, Cechov, O. Henry, Yeats.
"Un caleidoscopio di letture per aspettare insieme a quindici grandi autori l'arrivo della notte di Natale. Voci diverse, atmosfere di sogno e di mistero, temi delicati e amari al tempo stesso: le storie qui raccolte ci raccontano miracoli, apparizioni di fantasmi, solitudini e improvvisi stupori. Ma tutte ci parlano di speranza e di magia.".
 Ecco l'elenco dei  quindici racconti:
  • E.T.A. Hoffmann - Le avventure della notte di san Silvestro
  • Hans Christian Andersen - L'abete
  • Adalbert Stifter - Cristallo di rocca
  • Nikolaj Gogol' - La notte prima di Natale
  • Elizabeth Gaskell - La storia della vecchia balia
  • Charles Dickens - Un albero di Natale
  • Fëdor Dostoevskij - Il bambino e l'albero di Natale di Gesù
  • Guy de Maupassant - Racconto di Natale
  • Henry Van Dyke - L'angelo di Natale
  • F. Anstey - La maledizione dei Catafalques
  • Anatole Le Branz - L'avventura del marinaio
  • Fergus Hume - Il tocco del fantasma
  • Anton Cechov - Van'ka
  • O. Henry - Natale per forza
  • William Butler Yeats - La sorte di Frank M'Kenna
Un Natale senza  poesia che Natale è? Allora:
La pubblicazione integrale delle raccolte della poetessa polacca Premio Nobel 1996. Una produzione particolarmente apprezzata per l'ironia e la leggerezza, la capacità disincantata di comprendere e insieme di prendere le distanze, dai sentimenti, dalle illusioni come dalle delusioni. Una sua poesia in questo mio post

 E per i più giovani?
Magari qualcosa che non sia il solito Harry Potter o vampiro di turno. Magari il bellissimo
Per questo mi chiamo Govanni di Luigi Garlando.
Un libro che racconta del senso della giustizia ai ragazzini. Tappa dopo tappa, nel racconto prendono vita i momenti chiave della storia di Giovanni Falcone, il suo impegno, le vittorie e le sconfitte, le rinunce, l'epilogo. Un testo importante e di cui ho scritto qualcosa in questo post. L'augurio che questo libro venga molto letto e commentato, nelle scuole, nelle famiglie. Perchè la mafia va combattuta subito, senza aspettare di diventare grandi. Perchè a forza di accettare l'ingiustizia, non vedrai più l' ingiustizia. 

Altro libro interessante, fatto di storie straordinariamente esemplari per le adolescenti spaesate tra "velinismo" e paure:
 Le tue antenate. Donne pioniere nella società e nella scienza dall'antichità ai giorni nostri di Rita Levi Montalcini.
A loro, ma anche ai loro fratelli e genitori, la più grande scienziata italiana racconta con passione i propri riferimenti personali: figure innovative, fiere e rivoluzionarie che hanno saputo affermarsi e trascinare con sé l'emancipazione della donna nella società occidentale, fino ai giorni nostri.

Per i più piccini niente di meglio che un bel libro di fiabe come il prezioso
 Fiabe d'Italia di Roberto Piumini.
Cosa c'è di più bello che leggere una favola ai propri figli, magari una delle tante favole del nostro patrimonio socio culturale? E Piumini è davvero  un grandissimo narratore di storie, come ho avuto la fortuna di sperimentare un felice pomriggio estivo. Un vero nonno che ammalia con il suo vocione e la sua passione di narratore.

E adesso perdonatemi una nota di fiero campanilismo: due libri di autori della mia terra.
Ad occhi chiusi metterei sotto l'abero di Natale uno degli intriganti libri di
Gianrico Carofiglio, magari Le perfezioni provvisorie,
di cui potreste leggere l'incipit in questo mio post. Con una straordinaria abilità narrativa questo scrittore barese regala storie oggetto di indagini giudiziarie ambientate a Bari, città che con Carofiglio diventa un personaggio vero e proprio, qualcosa di più che un semplice background.

E per concludere un bellissimo libro di favole pugliesi, un libro per grandi e piccini, da gustare insieme.
 
Favole pugliesi  di ManlioTriggiani .
Sessanta parole con sessanta illustrazioni per sessanta favole "ripropone frammenti di sapienza popolare per lo più dimenticati o, al limite, sedimentati nel “DNA culturale” di più generazioni grazie agli insegnamenti che hanno riempito il tempo e lo spazio, dove divengono indistinti l’immaginare del bambino e il narrare dell’adulto. Il recupero di storie dimenticate, spesso nella versione in italiano dall’originario dialetto, non è, tuttavia, il solo fine del libro, né il principale. “Favole pugliesi” propone, piuttosto, una originale esperienza di ascolto e di lettura che mette al centro il legame tra la malia del racconto, l’efficacia didascalica della singola parola, la suggestione dell’illustrazione. L’alleanza tra queste tre dimensioni comunicative propone in nuova veste l’antichissimo piacere della scoperta, nella fiaba e nella favola, di tracce delle nostre tradizioni, di credenze, di ritualità antiche, di una saggezza che non c’è più. Un piacere che non ha tempo e non ha età, che prescinde da appartenenze sociali e ideologiche. Un piacere che diventa immenso quando il racconto si fa occasione di contatto tra generazioni".

Libri per riflettere con il sorriso, libri che si fanno occasione di contatto tra generazioni.
Libri sotto l'albero.

05 dic 2010

Paisaje

Paisaje  
La tarde equivocada
se vistió de frío.
Detrás de los cristales
turbios, todos los niños
ven convertirse en pájaros
un árbol amarillo.

La tarde está tendida
a lo largo del río.

Y un rubor de manzana
tiembla en los tejadillos.



 

03 dic 2010

Elenco del peggio e del meglio della scuola

Dalla puntata del 29 novembre della trasmissione televisiva Vieniviaconme:

1. La scuola peggiore è quella che si limita a individuare capacità e meriti evidenti.
   La scuola migliore è quella che scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero.

2. La scuola peggiore è quella che esclama: meno male, ne abbiamo bocciati sette, finalmente abbiamo una   bella classetta.
   La scuola migliore è quella che dice: che bella classe, non ne abbiamo perso nemmeno uno.

3. La scuola peggiore è quella che dice: qui si parla solo se interrogati.
   La scuola migliore è quella che dice: qui si impara a fare domande.

4. La scuola peggiore è quella che dice: c’è chi è nato per zappare e c’è chi è nato per studiare.
    La scuola migliore è quella che dimostra: questo è un concetto veramente stupido.

5. La scuola peggiore è quella che preferisce il facile al difficile.
    La scuola migliore è quella che alla noia del facile oppone la passione del difficile.

6. La scuola peggiore è quella che dice: ho insegnato matematica io? Sì. La sai la matematica tu? No. 3, vai a posto.
   La scuola migliore è quella che dice: mettiamoci comodi e vediamo dove abbiamo sbagliato

7. La scuola peggiore è quella che dice: tutto quello che impari deve quadrare con l’unica vera religione, quella che ti insegno io.
  La scuola migliore è quella che dice: qui si impara solo a usare la testa.

8. La scuola peggiore rispedisce in strada chi doveva essere tolto dalla strada e dalle camorre.
   La scuola migliore va in strada a riprendersi chi le è stato tolto.

9. La scuola peggiore dice: ah com’era bello quando i professori erano rispettati, facevano lezione in santa pace, promuovevano il figlio del dottore e bocciavano il figlio dell’operaio.
   La scuola migliore se li ricorda bene, quei tempi, e lavora perché non tornino più.

10. La scuola peggiore è quella in cui essere assenti è meglio che essere presenti.
      La scuola migliore è quella in cui essere presenti è meglio che essere assenti.

01 dic 2010

Un incipit al mese: Dicembre

Continuiamo con la rubrica un incipit al mese, ovvero un post dedicato alla trascrizione delle prime righe del libro che ho in lettura. Un post al mese, ogni primo giorno del mese.

Questo mese sto leggendo un libro di uno scrittore che amo particolarmente. Appena letto le prime righe è stato come riabbracciare un vecchio e caro amico.
Ho ritrovato la vecchia atmosfera, lo stile asciutto e pulito, l'autoironia leggera e melanconica, i flashback nel passato, le citazioni, il background musicale. Sì, leggere questo romanzo, come del resto ogni libro di questo scrittore, mi dà lo stesso dolce piacere di quando  prendo un tè con una vecchia amica del liceo.

Dicembre - secondo incipit da "Le perfezioni provvisorie" di Gianrico Carofiglio

Tutto cominciò con un'innocua telefonata di un vecchio compagno di università.
Sabino Fornelli fa l'avvocato civilista. Quando un suo cliente ha un problema penale, lui chiama me, mi passa il caso e poi non vuole saperne più niente. Come molti civilisti, pensa che gli uffici giudiziari penali siano posti malfamati e pericolosi, e preferisce tenersene alla larga.
Un pomeriggio di marzo, mentre ero impegnato a studiare un ricorso che avrei dovuto discutere il giorno dopo in cassazione, Sabino Fornelli mi chiamò. Erano parecchi mesi che non ci sentivamo
«Ciao Guerrieri, come stai?».
«Bene, e tu?».
«Come sempre. Mio figlio è andato a farsi tre mesi di scuola negli Stati Uniti».
«Bello. Ottima idea, avrà qualcosa da ricordarsi».
«Anch'io avrò qualcosa da ricordarmi: da quando è partito mia moglie mi massacra con la sua ansia, e io sto per diventare pazzo».


Gianrico Carifiglio,  Le perfezioni provvisorie,  Sellerio editore Palermo

Questo il libro che sto leggendo, e il tuo?

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