21 dic 2011

NATALE NON E' PER TUTTI

Illustrazione di Tom Foty





 NATALE NON E' PER TUTTI

 Conosco questo Natale
questa neve che sa di antico
che scende lenta a parlarci
con il suo tempo che è tempo di sempre.
Non il nostro tempo
ma quello della volpe
che ora mi attraversa la strada
con il suo passo di paura.
Forse, anche per lei sarà Natale
non vi sono orme d'uomo nella neve.
Come è distratto mio figlio
per la testa ha regali da scartare
e si è lasciato sfuggire la madre
che torna alla tana.
Conosco l'assenza rigata di pianto.
So che il Natale non è per tutti.
Lontano è il tempo quando bambino
pensavo il Natale nel cuore di ognuno.
Conosco questa strada e questo bosco
che sa di casa mia e il fuoco caldo di sempre.

Poesia del Molise

Luciano D’Agostino

30 nov 2011

La mia recensione pubblicata su "Corriere della Sera"



Una gioia inaspettata, autostima alle stelle...per un po'.
Bella emozione leggere la propria recensione sul supplemento culturale del Corriere della Sera "La Lettura".





pagina 20 de "La Lettura" del Corriere della Sera del 27 novembre 2011

































In fondo a sinistra , nell'angolo de "La recensione dei lettori" è stata pubblicata la mia recensione di "Cecità" di Saramago, già postato in questo blog qualche tempo fa. Qui il post
Una bellissima sorpresa di una domenica mattina di fine autunno.

09 nov 2011

Sic transit gloria mundi

«Il premier si dimetterà dopo la legge di stabilità»: la nota del Quirinale

Il documento dopo che Berlusconi è salito al Colle

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, accompagnato dal Sottosegretario dott. Gianni Letta. All'incontro ha partecipato il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Donato Marra. Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione. (Testo pubblicato su www.quirinale.it)

Un'avventura temeraria che finalmente è stata battuta dalla democrazia delle istituzioni, dell'Europa, della pubblica opinione.

Ora basta, devi andartene/ più lontano che puoi”. Ecco la nuova canzone di Paola Turci dedicata a misterB con le parole di Marcello Murru. Si intitola Devi andartene. L’album (Le storie degli altri) uscirà a fine gennaio, ma il brano è presentato oggi in anteprima 




15 ott 2011

A proposito di Calvino...


Italo Calvino era un uomo di poche parole, quasi brusco. Un po' per timidezza, un po' per abitudine al silenzio o forse un riflesso di difesa nei confronti di genitori autoritari. Del resto lui stesso aveva scritto: "la parola è una cosa gonfia, molle, un po' schifosa, mentre ogni tipo di comunicazione dovrebbe essere improntata a un criterio di precisione, d'economicità."
Ecco un aneddoto.
Nella primavera del 1984 Calvino è a Siviglia con sua moglie Esther Judith Singer (affettuosamente chiamata Chichita), argentina di nascita. In un albergo della città Jorge Luis Borges, cieco da tempo, incontra degli amici. Arrivano anche Calvino e sua moglie. Mentre Chichita conversa amabilmente con Borges, il nostro scrittore si tiene come al solito in disparte, tanto che la moglie ritiene opportuno avvertire: " Borges, c'è anche Italo..."
Appoggiato al bastone, Borges solleva in alto il mento e dice: " L' ho riconosciuto dal silenzio".

24 lug 2011

Mapping the summer

Estate: tempo di viaggi, tempo di letture.
Allora perché non coniugare entrambe le passioni?
Un luogo, un libro, una mappa di letture estive, ma anche no.


Visualizza Mapping the summer in una mappa di dimensioni maggiori

21 giu 2011

A mia sorella

Ci sono giorni interminabili, figli di notti insonni e buie.
Giorni appesantiti scanditi da secondi dilatati .
Giorni che vorresti che volassero via , in un batter ciglio, per ritrovarsi  risollevati in uno spazio e in un tempo diverso, lontano.
Giorni che vorresti vivere tutto di un fiato.
Giorni in cui senti un nodo alla gola, un vuoto nella testa, un martellare cupo e profondo al cuore.
E oggi vivo un giorno così
aspettando te, Cecilia





Ama la vita così com'è
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono. 
Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano. 
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un po'.
Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole. 
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.
Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti. 
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.
Non vivere mai senza vita!
 Madre Teresa di Calcutta

14 giu 2011

Il primo vero libro regalatomi dai miei

(Sentita sul marciapiede davanti all'ingresso della libreria.)

Bambino: "Papà, mi compri un libro?"


Papà: "No. Hai già la Wii."

Questo post letto in uno dei miei blog preferiti, l'apprendista libraio, (un luogo straordinario per farsi due belle e sane risate), mi ha trasportata lontano nel tempo, quando un libro ben rilegato poteva fare il suo bel figurone come regalo per un'occasione importante, perfino per festeggiare una Prima Comunione.
E allora perchè non fare un viaggio nel tempo e ricordare quale è stato il libro, il primo o il più prezioso, quello che ci è stato regalato o magari tramandato da nostro padre o da nostra madre . Qual è stato il primo vero libro che con orgoglio abbiamo sistemato sullo scaffale della libreria di casa liberato apposta per noi perchè diventasse anche la nostra libreria?
In seguito un sondaggio dove ho raccolto alcuni titoli, sicuramente non esaustivo e.. meno male!
Come sarebbe bello poi leggere i vostri titoli e magari le storie legate al vostro primo vero libro.


Il primo vero libro regalatomi dai miei...







13 giu 2011

Frammento di tempesta

Dall'ombra delle cupole nella città delle
cupole,
un fiocco di neve, tormenta al singolare,
impalpabile,
è entrato nella tua stanza e si è fatto
strada fino al bracciolo
della poltrona dove tu, alzando lo sguardo
 dal libro, lo hai scorto nell'attimo in cui si
posava. Tutto qui.
Niente altro che un solenne svegliarsi
alla brevità, al sollevarsi e al cadere
dell'attenzione, rapido,
un tempo tra tempi, funerale senza fiori.
Niente altro
se non per la sensazione che questo
frammento di tempesta,
fattosi niente sotto i tuoi occhi, possa
tornare,
che qualcuno tra anni e anni, seduta come
adesso sei tu, possa dire:
"E' ora. L'aria è pronta. C'è uno spiraglio
 nel cielo".

L'uomo che cammina un passo avanti al buio
Mark Strand

01 apr 2011

Orgoglio e pregiudizio

di Jane Austen
It is a truth universally acknoledged, that a single man in possession of a good fortune, must be in want of a wife
Questo il geniale incipit del romanzo più famoso di Jane Austen e subito sono messa in guardia: mi spetta un bel romanzo ironico e anticonvenzionale che ritrae un mondo in miniatura, quello della provincia inglese dell'Inghilterra fra fine Settecento e inizio Ottocento.
Matrimoni, patrimoni, intrighi, fatti e personaggi di indubbia universalità resi indimenticabili da una struttura narrativa perfetta. Tutte le tensioni  si creano e si risolvono nei dialoghi: tra più persone, tra due persone, con sé stessi, nello scambio epistolare. E' un romanzo che ho letto divertendomi tantissimo, con il sorriso sulle labbra e mai ho rischiato di annoiarmi.
 La Austen ha piena padronanza del dono forse più prezioso per un romanziere: mantenere sempre alta l'attenzione del lettore. Se dovessi dichiarare quale è il leit motiv che, a mio parere, pervade "Orgoglio e pregiudizio" direi senz'altro l'ironia. Personaggi ritratti con grande maestria, prima fra tutti l'ossequioso e untoso Mr Collins , la stupida Mrs Bennet, ritratti con spietata arguzia ormai sono entrati a pieno titolo nell'immaginario collettivo di noi lettori.
 Protagonisti l'affascinante e fiera Elizabeth che fa innamorare di sé l'orgogoglioso e inafferrabile Mr Darcy. Un amore contrastato dalle convenzioni sociali, dalla differenza  fra classi sociali,  i draghi che il bel tenebroso dovrà sconfiggere per rivendicare il diritto di scelta, il diritto alla felicità. E forse la questione della libertà individuale, il diritto di scelta sono le coordinate entro cui si muove Elizabeth e fanno di "Orgoglio e pregiudizio" un romanzo moderno, dal taglio universale.
 Fatti e personaggi sono plasmati dall'ironia della voce narrante permettendo a una trama così decisamente romantica di non scivolare nel sentimentalismo, nella melassa e la rende una lettura capace ancora oggi, a distanza di due secoli, uno dei romanzi più amabili che io abbia mai letto.

Consiglio di vedere la bellissima trasposizione cinematografica di  Joe Wright : meravigliosa nella sua fedeltà a non stravolgere il romanzo. La produzione è completamente inglese. Perfetta Keira Knightley nel ruolo di Elizabeth, impertinente e bella. Perfetto, e affascinante come richiede la parte, Matthew Macfadyen nel ruolo di Mr Darcy. Perfetta  la ricostruzione degli ambienti e dei costumi e la capacità di offrire allo spettatore immagini e paesaggi incantevoli. Forse Wright ha accentuato l’elemento romantico e sentimentale, lasciando in secondo piano quello ironico di Jane Austen, ne risulta comunque una produzione cinematografica che riesce a incantare ed emozionare.

Molto bella la colonna sonora del film di Dario Marianelli, evocativa e dolcissima, che ha Jean-Yves Thibaudet al pianoforte accompagnato dalla English Chamber Orchestra. Una colonna sonora che mi delizio di acoltare frequentemente, anche adesso mentre sto scrivendo questo mio post...Uno dei pezzi che più amo è "Darcy's letter", di una bellezza struggente.

17 mar 2011

150 anni di Italianità

 
Io do il mio nome alla Giovine Italia

 associazione di uomini credenti nella stessa fede;
giuro, invocando sulla mia testa l'ira di Dio, l'abominio degli uomini e l'infamia dello spergiuro, s'io tradissi in tutto o in parte il mio giuramento.
Giuro di uniformarmi alle istruzioni che mi verranno trasmesse, nello spirito della Giovine Italia da chi rappresenta con me l'unione dei miei fratelli e di conservarne, anche a prezzo della vita, inviolati i segreti. Giuro di consacrarmi tutto e per sempre a costituire con essi l'Italia nazione una, indipendente libera e repubblicana."
Giuramento dei ragazzi della Giovine Italia-

Benigni canta l'Inno di Mameli  "come lo avrebbe intonato uno di quei ragazzi che andavano a morire per fare la patria". E ammonisce: "Un Paese che non proclama con forza i propri valori è pronto per l'oppressione"
 


 
A seguire la "lectio magistralis" di  Roberto Benigni sull' Inno di Mameli:
1° parte
2° parte
3° parte

Gli storici si confrontano sulla storia d’Italia. Il Risorgimento, la classe dirigente, la Chiesa, la prima guerra mondiale, il fascismo, la resistenza, la seconda guerra mondiale, l’emigrazione, le trasformazioni sociali: gli storici rispondono alle domande di Giovanni Minoli

15 mar 2011

Il grande Gatsby

Il grande Gatsby
di Francis Scott Fitzgerald

Se la letteratura ha come pregio quello di acuire le nostre percezioni, far sentire la complessità della vita e degli uomini, difenderci dall'ipocrisia e dalla meschina certezza dei nostri giudizi che spesso hanno il fetore della  condanna, se la letteratura è anche questo, sicuramente "Il grande Gatsby" è uno dei romanzi più straordinari che io abbia letto finora.
Non si può non rispecchiarsi in Nick, l'io narrante, e non provare una certa empatia per Gatsby,  l'ideale del sogno americano, l'uomo nato dal nulla e fattore del proprio destino. Il sogno  americano: la promessa del futuro,  a differenza di noi vecchi europei che abbiamo un passato con cui dobbiamo continuamente confrontarci. Povero e per questo respinto dalla ragazza più desiderata che gli preferisce  il brillante e ricco signorotto, Gatsby sin da adolescente sa ciò che vuole essere e venderà persino l'anima per realizzare il suo sogno:  diventare sfarzosamente ricco per conquistare Daisy, la ragazza dai modi affettati e dalla voce "full of money", volubile e inafferrabile come lo sono i sogni.
E infatti "Il grande Gatsby" acquista valenza di universalità proprio quando incarna l'illusione di realizzare il sogno. I sogni sono puri finchè c'è il desiderio, etereo, evanescente che li renderli grandi. Ma i sogni sono ideali perfetti e quando si cerca di sovrapporli a una realtà, che per sua natura è imperfetta, incompleta, in continuo divenire, il sogno si distrugge e spesso trascina nel  suo vuoto lo stesso autore.
C'è un'immagine  in questo romanzo che resterà senz'altro per sempre nel mio immaginario: il colore verde.
Verde, come ci dice lo stesso Fitzgerald, è il colore dell'America, così come la videro gli europei che vi sbarcarono per la prima volta; verde è il colore dei dollari; è il colore del"via libera", del permesso di partire.
Verde è la luce che illumina il pontile della casa di Daisy. Quando Nick incontra Gatsby per la prima volta, lo vede solo nell'oscurità con le braccia protese verso quella luce verde, in direzione dell'estremità del molo dove era la casa di Daisy, quasi ad abbracciare idealmente il sogno di tutta la sua vita.
Ed empaticamente, anche noi, come Gatsby  siamo incapaci di resistere al richiamo della luce verde..
Pensai, mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, allo stupore di Gatsby la prima volta che vide la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle(...)Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C’è sfuggito allora ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia...e una bella mattina… Cosi continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato."

10 mar 2011

Un widget per i 150 anni

Alcuni giorni fa ho avuto la faccia tosta di chiedere a Iole, il cui blog è una miniera di idee e risorse,  di realizzare un widget per i 150 anni della nascita del nostro Paese. Mi piaceva l'idea di testimoniare, seppure con un semplice simbolo sul blog, il mio sano orgoglio di essere italiana, oggi più che mai.
Con grande disponibilità e generosità Iole ha esaudito la mia richiesta e adesso sul mio blog e, credo e spero su altri blog, sventola un bellissimo tricolore. Grazie Iole

08 mar 2011

Alcuni pensieri delle donne


le iniziative dell'8 marzo
Elenco di alcuni pensieri delle donne che lavorano



Io sono l'invisibile. Durante la notte o all'alba, pulisco il luogo dove lavorerai.

Curo la vita e la morte, mi chiamano badante, sono prigioniera di un permesso di soggiorno.

Ho firmato un foglio di dimissioni in bianco. Previene la gravidanza.

Cerco lavoro. Meglio nascondere laurea e master, giuro di non avere specializzazioni.

Corro a casa, ma la pizza con il mio capo era necessaria per la carriera.

Guardo la fabbrica e so che il mio lavoro è andato in Serbia.

Invento, ricerco. Aspetto un biglietto aereo per l'estero..

Curo, accudisco, lavo, stiro e tanto altro: chissà se è un lavoro...

Sono nata nel sud, posso scegliere tra obbedire o emigrare.

Avevo un lavoro, poi hanno abolito il tempo pieno a scuola.

Rispondo a un annuncio di lavoro: sarò abbastanza carina? E abbastanza giovane?

Passo le ore ad una cassa, sorrido. Ma non era domenica?

Quanti asili si possono fare con i soldi del Ponte sullo stretto di Messina?

Sono un dottore. Non sono un primario.

Quando lavoro produco lavoro, potete spiegarlo a economisti e governanti?

Ho inventato nuove professioni.

Ho conquistato le otto ore.

Ho conquistato il tempo del matrimonio, della maternità, dell'allattamento.

Ho conquistato il diritto di sentirmi uguale nel lavoro, restando differente.

Felice il giorno in cui non dovrò conquistare niente di più, staranno meglio anche gli uomini.



Elenco delle cose che le donne non vogliono mai più sopportare di Arabella Soroldoni


Avere paura di uscire quando cala il buio.

Avere paura di uscire con il cane quando fuori non c'è nessuno

avere paura di un marito geloso

essere picchiata da un marito geloso

essere uccisa da un marito geloso

non poter indossare un abito corto sui mezzi pubblici

essere molestata in metropolitana

sentir dire che si è state molestate perché si indossava un abito corto

essere licenziata perché si vuole avere un figlio

non trovare lavoro perché si è brutte

non trovare lavoro perché si è troppo giovani

non trovare lavoro perché si è troppo vecchie

avere paura di non essere più accettata perché arrivano le rughe sul viso

essere presa in giro perché si piange davanti a un film

essere stuprata, molestata, insultata

vedere le donne rappresentate costantemente come veline o come escort

essere considerata intelligente, quindi pericolosa

essere considerata bella, quindi stupida.

IN  GENERALE le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è così difficile.

La situazione delle donne - "Vieni via con me" di Fabio Fazio e Roberto Saviano
Andato in onda il: 22/11/2010

23 feb 2011

Un filo lontano



L'albero della vita -  Klimt
 E per la barca che è volata in cielo
e i bimbi ancora stavano a giocare
che gli avrei regalato il mare intero
pur di vedermeli arrivare

Per il poeta che non può cantare
per l’operaio che ha perso il suo lavoro
per chi a vent’anni se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile
e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze
perché stanno uccidendoci il pensiero

per il bastardo che sta sempre al sole
per il vigliacco che nasconde il cuore
per la nostra memoria gettata al vento
da questi signori del dolore

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole (...)

Perché le idee sono come le farfalle
che non puoi toglierli le ali
perché le idee sono come le stelle
che non le spengono i temporali
perché le idee sono voci di madre
che credevamo di avere perso
e sono come il sorriso di Dio
in questo sputo di universo (...)

ROBERTO VECCHIONI Chiamami ancora amore

E' un filo invisibile e lontano quello che mi lega a Vecchioni e alle emozioni della sua musica.
Un filo che si srotola anni e anni fa in una sera d'estate, quando poco più che bambina, mi introfulai nello stadio della mia città, a metà concerto, per vivere da vicino l'avventura di ascoltare e vedere le emozioni che si fanno musica. A passi lenti, come se entrassi in un santuario , mi avvicinai in punta di piedi a quella manciata di ragazzi che, seduti a ferro di cavallo sull'erba del campo, ascoltavano e cantavano insieme a lui, come ragazzi intorno ad un fuoco sulla spiaggia in una di quelle magiche sere d'estate al mare. Così "Samarcanda " e "Luci a San Siro" divennero parte della mia anima.
Un filo che continua a srotolarsi  fino ad oggi quando affido ad una sua canzone le mie paure e le mie emozioni di madre che abbraccia alla stazione un figlio che parte per andare incontro alla vita.
Ancora emozioni da condividere con chi ci sta accanto da tanto tempo.
Ascoltare insieme questa musica e sciogliersi in un abbraccio. Un lungo abbraccio. 


21 gen 2011

Le donne, per favore, no

Trascrivo e condivido:
Berlusconi, con le sue parole e i suoi comportamenti, ha inferto una ferita a tutte le donne italiane: alle donne che studiano e lavorano (spesso percependo stipendi inadeguati o, come nel caso delle casalinghe, senza percepirli affatto), a tutte noi che facciamo fatica un giorno dopo l'altro; alle donne che per raggiungere ruoli di rilievo non soltanto a certe feste non ci sono andate, ma hanno semmai dovuto rinunciare a vedere gli amici; a quante, invece di cercare scorciatoie, hanno percorso con dignità la strada dell'impegno e del sacrificio. E a coloro alle quali è stato chiesto, più o meno esplicitamente, di scegliere tra vita privata e vita pubblica, perché conciliare un figlio con il successo sarebbe stato troppo difficile: con il risultato che hanno rinunciato alla maternità o che ci sono arrivate ben oltre il momento in cui avrebbero voluto.


A ciascuna di loro - nel momento in cui le donne vengono scelte e "premiate" in base non al merito ma a qualcos'altro che con la professionalità, l'impegno, l'intelligenza ha poco o nulla a che fare - è stata riversata addosso l'inutilità del suo sacrificio.
Brucia, questa ferita.(...)
Ma sono le donne che per prime devono farsi forti della loro dignità e della consapevolezza del loro valore - senza distinzione di età, credo politico, provenienza geografica - per esprimere a voce alta lo sdegno che questa mentalità suscita, ne sono sicura, nella stragrande maggioranza di noi.
Se credono, gli uomini continuino pure ad ammirare e a sostenere Silvio Berlusconi; le donne, per favore, no.

Noi donne calpestate, non possiamo tacere di GIULIA BONGIORNO

Qui il testo integrale della lettera

06 gen 2011

Calendario 2011

Giorno della befana e voglia di regali.
Ecco il mio, da buona e vecchia befana: il calendario "fai da me" con le letture del 2011, scelte tra lo scaffale dei miei libri preferiti.
Buon Anno e Buone Letture!

calendario 2011 Patty

03 gen 2011

Un incipit al mese: Gennaio

Continuamo la rubrica "Un incipit al mese".
Ho voluto iniziare il nuovo anno alla grande con la lettura di un classico della  letteratura russa:

Nell'androne d'una locanda della città di N., capoluogo di governatorato, entrò una graziosa, piccola vettura a molle, di quelle in cui viaggiano gli scapoli: tenenti colonnelli a riposo, capitani in seconda, proprietari di campagna che possiedono un centinaio d'anime di contadini: in una parola, tutti quelli che si dicono signori di mezza taglia. Nella carrozza sedeva un signore, che non era proprio un bell'uomo, ma non era neppure di brutto aspetto, né troppo grosso né troppo esile; non si poteva dire che fosse anziano, ma neppure, d'altronde, che fosse troppo giovane. Il suo arrivo non sollevò in città il minimo scalpore, e non fu accompagnato da alcunché di singolare: solo due mužík russi, piantati sulla porta d'un'osteria di faccia alla locanda, fecero qualche osservazioncella, che si riferiva del resto piuttosto alla carrozza, che non a colui che vi sedeva dentro. – Non vedi? – disse uno dei due. – Guarda che ruota! Che dici, tu: ci arriverebbe quella ruota lí, mettiamo caso, fino a Mosca, o non ci arriverebbe? – Ci arriverebbe, – rispose l'altro. – Ma fino a Kazàn', dico io, mica ci arriverebbe? – Fino a Kazàn' non ci arriverebbe, – rispose l'altro; e con questo la conversazione ebbe termine. C'è ancora da aggiungere che nel momento in cui la carrozza s'accostava alla locanda, un giovanotto s'era trovato a passare, in bianchi calzoni di bambagino assai stretti e corti, con un frac che aveva grandi pretese di moda, e lasciava risaltare la pettina della camicia, chiusa da una spilla di Tula con pistola di bronzo. Il giovanotto s'era voltato indietro, aveva guardato la carrozza, s'era acchiappato con la mano il berretto, lí lí per volar via con una ventata, e se n'era andato per la sua strada.
Nicolaj Gogol' LE ANIME MORTE - traduzione di Nicoletta Marcialis - La Biblioteca di Repubblica 2004 - Gruppo Editoriale L'Espresso

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