07 nov 2010

Pier Paolo Pasolini

Dal Diario 1945-47


Pier Paolo Pasolini
Come un naufrago incolume mi volgo
e vedo, inteneriti dal passato,
alle mie spalle, oceani di rare
viole, di silenziose primule.
E' già un sogno lontano più del cielo
il paesaggio di germogli azzurri
che il trasparente Aprile intiepidiva.

Il tempo è dileguato senza moto:
le farfalle che volano pudiche,
i fiori violenti, l'irta quiete...

 E so ancora atterrirmi ad un accento
 che disaccordi con la fioca musica
 dei campi? Alzare il capo, puerilmente, 
                                                    angosciato dai baratri celesti

 tra i veli tranquilli delle nuvole?
 Se l'iroso usignolo nell'azzurro
arido, esala i suoi canti diurni,
lo ascolto ardente, ma non ho spera
Io non sogno, son veglio...

 Pier Paolo Pasolini

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