30 giu 2009

mare mattutino

alba sul mare - foto di s. gianfranca
Fermarmi qui! Mirare anch'io questa natura un poco.
Del mare mattutino e del limpido cielo
smaglianti azzurri, e gialla riva: tutto
s'abbella nella grande luce effusa.
Fermati qui. Illuso di mirare ciò che vidi davvero l'attimo che ristetti,
e non le mie fantasie, anche qui,
le memorie, le forme del piacere.
Costantino Kavafis

28 giu 2009

Lessico famigliare

di Natalia Ginzburg

Lessico famigliare narra in un registro diaristico la storia famigliare di Natalia Ginzburg nello sfondo storico del periodo fascista fino al dopoguerra.
Si tratta, quindi, di un esercizio di memoria ed, essendo la memoria labile, i libri tratti dalla realtà sono spesso esili barlumi e schegge di quanto è visto e udito.
La storia di ogni famiglia è anche depositata nel linguaggio, nell'uso di parole speciali, nel gergo domestico che è segno di appartenenza, di familiarità.

Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all'estero: e non ci scriviamo spesso. Quando ci incontriamo, possiamo essere, l'uno con l'altro, indifferenti o distratti, ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase: una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte nella nostra infanzia. per ritrovare ad un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole. Una di quelle frasi o parole ci farebbe riconoscere l'uno con l'altro, noi fratelli, nel buio di una grotta, fra milioni di persone.

E' questa la forza di questo libro, l'uso del gergo domestico come segno di appartenenza.

Un libro che tuttavia non sono riuscita ad apprezzare nel suo complesso, che ho trovato piuttosto ripetitivo e nelle espressioni e nelle situazioni. Certo, espressioni e frasi ripetute troppo spesso avranno avuto lo scopo di creare familiarità anche nel lettore, ma nel mio caso hanno solo abbassato il livello di godibilità della lettura.

E poi, quanto mi è sembrata snob la Ginzburg!
Quel suo sciorinare in tutto il libro le amicizie dai nomi altisonanti degli intellettuali che frequentavano la sua casa: Togliatti, Turati, Sion Segre, Pavese, Balbo, Olivetti...
Ma questa sarà solo una sana e pura invidia , la mia.

Un libro che, tutto sommato non sono riuscita ad amare.
Credo che l'orgoglio di aver vissuto in una famiglia della alta borghesia intellettuale degli anni del fascismo abbia finito, forse, con l'oscurare la Ginzburg scrittrice.
O forse, l'ho solo letto in un momento sbagliato. Forse.

24 giu 2009

E poi, pioggia d'estate...

Sapete che cos'è una pioggia d'estate?

All'inizio la bellezza pura irrompe nel cielo, quel timore rispettoso che si impadronisce del cuore, sentirsi così irrisori al centro stesso del sublime, così fragili e così ricolmi della maestà delle cose, sbalorditi, ghermiti, rapiti dalla magnificenza del mondo.
Dopo, percorrere un corridoio e d'improvviso penetrare in una stanza piena di luce. Un'altra dimensione, certezze appena nate. Il corpo non è più un involucro, la mente abita le nuvole, sua è la potenza dell'acqua, si annunciano giorni felici, in una nuova nascita.
Poi, come le lacrime, che sono talvolta tonde, abbondanti e compassionevoli, si lasciano dietro una lunga spiaggia lavata dalla discordia, così la pioggia estiva, spazzando via la polvere immobile, è per l'anima degli esseri come un respiro infinito.

Quindi certe piogge d'estate si radicano in noi come nuovo cuore che batte all'unisono con l'altro.

23 giu 2009

Movin' Up Rock

Orgoglio di mamma.

Roberta che strimpella al pianoforte. La prima esibizione pubblica dopo le sue prime lezioni di piano.

GRANDE ROBERTA !

10 giu 2009

Il calore del sangue

di Irène Némirovsky

"Il calore del sangue" è un romanzo breve ma densissimo, da centellinare come un vino pregiatissimo.
E’ ambientato nello stesso paesino del Morvan dove Némirovsky con la sua famiglia cercò inutilmente rifugio dalle leggi antirazziali e dove sarà arrestata nel luglio del ’42 e deportata ad Auschwitz (morirà pochissimi mesi dopo).
E’ ritratta la tranquilla provincia rurale francese, ma già dalle prime pagine, con la sua straordinaria soave crudeltà, Némirovsky insinua poche note stridenti che aprono voragini inaspettate nella superficie apparentemente tranquilla e cristallina delle vite dei protagonisti.
Come un fiume sotterraneo di lava e fuoco che scorre impetuoso nelle vene, il calore del sangue

è l’inconfondibile espressione della giovinezza, colma di sfida, irrequietezza e slancio…
Chi non ha visto un fuoco simile deformare e piegare inaspettatamente la sua vita..?


La giovinezza infiamma le vene fino a spingere a compiere azioni spregiudicate, perfino delittuose pur di non rinunciare alla passione , alla fame di vita.

come sono belle le follie d’amore!per giunta si pagano talmente care che centellinarle, a se stessi o agli altri, è inutile. Sì, si pagano sempre.

E infatti pagheranno Colette, Brigitte , così come hanno già pagato i lori genitori, quando anche loro a vent’anni sono stati travolti dal fiume impetuoso della gioventù.

Una fiammata che travolge ogni cosa nel giro di pochi mesi, pochi giorni, a volte poche ore; poi si spegne. E non resta che fare il conto dei danni.

E Némirovsky usa la sua penna come lancia crudele contro chi ha dimenticato sé stesso, ha rinnegato la sua vitalità, ha rinunciato a vivere. Ormai vecchio, freddo e saggio.

09 giu 2009

elezioni 2009


Questa vignetta di Giannelli mi è piaciuta tanto... decisamente eloquente.


Trascrivo alcune considerazioni di José Saramago postate sul suo blog all'indomani delle elezioni europee.
C'è poco da commentare, ahimè.

"Già altre volte mi sono chiesto verso dove si dirigesse la sinistra, e oggi ho la risposta: lì da qualche parte, umiliata, a contare i miseri voti raccolti e a cercare le cause della loro esiguità. Quella che è arrivata ad essere, in passato, una della più grandi speranze dell’umanità, capace di mobilitare le volontà facendo semplicemente appello a quello che di migliore caratterizzava l’essere umano, e che col passare del tempo è riuscita a creare i cambiamenti sociali e i proprio errori, le sue stesse perversioni interne, ogni giorno più lontana dalle promesse originarie, assomigliando sempre di più agli avversari e ai nemici, come se fosse l’unica maniera per farsi accettare, ha finito per ridursi in pantomima di se stessa, in cui concetti di altre epoche sono stati utilizzati per giustificare azioni che questi stessi concetti combattevano.
Scivolando progressivamente verso il centro, azione proclamata dai suoi promotori come la dimostrazione di una genialità tattica e di una modernità inappagabile, la sinistra sembra non aver capito che si stava avvicinando alla destra.
Se, nonostante tutto, è ancora capace di imparare dalle lezioni, questa appena presa vedendo la destra superarla in tutta Europa, dovrà interrogarsi, rispetto a ciò che resta delle loro proposte, sulle cause profonde dell’allontanamento indifferente delle sue fonti naturali d’influenza, i poveri, i bisognosi, ma anche i sognatori.
Non è possibile votare a sinistra se la sinistra ha smesso di esistere."

08 giu 2009


...a volte ho la sensazione che la vita mi abbia respinto, come una marea troppo alta.
Mi sono arenato su una sponda triste, come una barca che, sebbene vecchia, è ancora solida, ma i suoi colori sono stinti dall'acqua e rosi dal sale.

06 giu 2009

Dona Flor e i suoi due mariti

di Jorge Amado
Ho letto "Dona Flor e i suoi due mariti" dopo un percorso di letture belle ma sconvolgenti, dolorose. Leggerlo è stato come farsi una doccia fresca dopo una lunga giornata di fatica e sudore.
Una lettura fresca, leggera, solare, ironica che mi ha regalato il sorriso e la voglia di lasciarmi travolgere dal turbine voluttuoso di un samba irrefrenabile.
C'è tutto il Brasile con i suoi odori, sapori pungenti (il gusto piccante di ginepro, di pepe e di miele- il sale della vita- e la verità vera), colori vividi.
C'è il vocio incessante di strade popolate da vicine calorose, invadenti e pettegole; ci sono le sale da gioco dove perdere il tempo, il denaro e la stessa dignità; ci sono splendide mulatte dalle forme da mozzafiato che rallegrano i sensi e la vita.
C'è il Brasile con il suo carnevale, con il ritmo sfrenato del samba, i riti magici , le entità soprannaturali, maghi, indovini e cartomanti imbroglioni.
E c'è Dona Flor, mulatta di calda bellezza ed avvenenza, color di tè, dalle forme scultoree e lo sguardo languido.
Quanto è bella dona Flor! Quanto è fortunata Dona Flor!
Lei non dovrà scegliere tra l'amore fedele, devoto, rispettoso del suo secondo marito farmacista , metodico e ben organizzato ("un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto" è il suo motto) e l'amore passionale, travolgente e tormentato di Vadinho, primo marito, donnaiolo, mascalzone, seduttore e irresistibile amante appassionato.
Eh sì, per essere felici si deve sempre avere bisogno di due amori, perché uno non basta a riempire il cuore. L'amore tenero e rispettoso, nobile e rispettabile e l'amore sballato, impuro e ardente che fa soffrire e di fronte al quale non c'è possibilità di fuga.

04 giu 2009

We have the power to make the world we seek



"We have the power to make the world we seek,
but only if we have the courage to make a new beginning
.
All people yearn for certain things: the ability to speak your mind and have a say in how you are governed;
confidence in the rule of law and the equal administration of justice;
government that is transparent and doesn't steal from the people;
the freedom to live as you choose.
Those are not just American ideas, they are human rights.
There are some who advocate for democracy only when they are out of power;
once in power, they are ruthless in suppressing the rights of others.
No matter where it takes hold, government of the people and by the people sets a single standard for all who hold power:
you must maintain your power through consent, not coercion;
you must respect the rights of minorities, and participate with a spirit of tolerance and compromise;
you must place the interests of your people and the legitimate workings of the political process above your party.
Without these ingredients, elections alone do not make true democracy.
All of us share this world for but a brief moment in time.
The question is whether we spend that time focused on what pushes us apart, or whether we commit ourselves to an effort - a sustained effort - to find common ground, to focus on the future we seek for our children, and to respect the dignity of all human beings.
It is easier to start wars than to end them.
It is easier to blame others than to look inward;
to see what is different about someone than to find the things we share.
But we should choose the right path, not just the easy path.
There is also one rule that lies at the heart of every religion - that we do unto others as we would have them do unto us.
This truth transcends nations and peoples - a belief that isn't new; that isn't black or white or brown; that isn't Christian, or Muslim or Jew.
It's a belief that pulsed in the cradle of civilization, and that still beats in the heart of billions.
It's a faith in other people, and it's what brought me here today.
We have the power to make the world we seek, but only if we have the courage to make a new beginning"

Alcuni passi significativi del discorso del presidente Barack Obama all'Università di El Cairo

01 giu 2009

La meditazione

La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
E' la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
Nelson Mandela

Le mie letture

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