27 nov 2009

SETA

di Alessandro Baricco

Una lettura dolce e impalpabile come la seta di cui parla. E altrettanto inconsistente. Che non lascia alcun segno, scivola via dai ricordi, senza far rumore. Come seta, appunto.

"Ogni tanto , nelle giornate di vento, Hervé Joncour scendeva fino al lago e passava ore a guardarlo, giacchè, disegnato sull'acqua, gli pareva di vedere l'inspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita."

Baricco è bravo, non c'è dubbio. E' bravo ad usare le parole, conosce il mestiere. Peccato che al lettore non resti nulla. Parole, parole, parole, soltanto parole.
E poi quella lettera che spiazza e confonde. Una lettera che vibra di un'eterea carnalità; ma che sa tanto di finale a grande effetto, messo lì giusto per spiazzare il lettore.

Del libro è stato tratto il film omonimo nel 2007. Vale la pena di vederlo per la stupenda fotografia, per i paesaggi esotici, eterei, per i movimenti così lenti che fanno tanto Oriente e i bellissimi primo piano sui giovani protagonisti.

2 commenti:

annalisa ha detto...

Durante la discussione sul libro, anch'io ho sottolineato l'incongruità della lettera scritta da un personaggio assolutamente marginale, incomprensibile, sconosciuto. Tutti hanno contestato questa mia affermazione. Effettivamente si tratta di un "coup de théâtre", oppure il fortissimo improvviso e spiazzante di un brano musicale lento e ripetitivo(visto il legame di Baricco con la musica).
Il romanzo funziona però ed è piaciuto.

patty ha detto...

Bella l'associazione con la musica.
Mi dispiace non esserci stata all'incontro di lettura, mi sarebbe piaciuto ascoltare le diverse opinioni.
Alla prossima

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