09 mar 2010

Marcovaldo

di Italo Calvino
 Ci sono libri che van bene a 10 anni così come a 40. Marcovaldo è uno di questi.
Leggerlo è stato come scorrere le immagini di tavolette di fumetti, quelle di tanti anni fa. Anche i nomi dei personaggi delle 20 novelle sembrano appartenere ai fumetti di un tempo lontano: la moglie Domitilla, il vigile Tornaquinci, il capo-magazziniere Viligelmo, il dottor Godifredo... una galleria di personaggi buffi e reali, a metà strada tra il mondo reale e quello fantastico. Fiaba e realtà si intrecciano sapientemente nella scrittura leggera e veloce di un grande maestro qual è Calvino. Ogni novella inizia con buffo disincanto, come una favola per bambini, per finire poi con un melanconico umorismo che fa riflettere.
C'è tutta la vita in Marcovaldo: la povertà di un manovale che  non riesce a sfamare la sua numerosa famiglia, il delirio del "divertimento" di massa, la corsa ipnotica al consumismo, l'incapacità di adattarsi al nuovo mondo urbano ostinandosi a cercare la natura anche dove mai potrebbe esserci, le prepotenze dei capi...
Vita, filosofia, temi importanti, ma trattati con una leggerezza e una competenza stilistica raffinata ed elegante che fa di Calvino uno scrittore morale,  mai moralista o ancora peggio propagandista, proprio come afferma Alberto Asor Rosa: " Lo scrittore morale non si pone il problema di dire qual è il bene e qual è il male.(...) Per me lo scrittore morale è quello che si limita a suggerire dei comportamenti e ad additare una linea di condotta."
La prima pubblicazione di Marcovaldo risale alla vigilia del Natale del '63 con le bellissime tenere illustrazioni di Sergio Tofano, celebre illustratore de "Il Corriere dei Piccoli", anche se parte dei racconti erano già usciti con L'Unità.
 Ecco un link all'ascolto di un frammento de "La villeggiatura in panchina" letto dal bravo Marco Paolini. Un ascolto che vi raccomando anche per le suggetive musiche di Taint con la tromba del grande Paolo Fresu.   
  Per l'ascolto:  Marcovaldo letto da Paolini
  Per leggere alcuni frammenti delle novelle frammenti di Marcovaldo
  Un aneddoto riguardo Calvino e Borges Il silenzio di Calvino

Nel '72 a dei ragazzi di scuola media Calvino rispose così:
"Mi chiedete se Marcovaldo sono un po' io. Direi di sì, ma il fatto strano è che ho cominciato a sentirmi simile a Marcovaldo dopo aver scritto il libro. Quando lo scrivevo credevo che fosse un personaggio un po' buffo un po' triste ma molto diverso da me. Col passar degli anni invece..."

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