04 mar 2010

¿Adónde va Italia?

Oggi leggendo l'editoriale de El Paìs "¿Adónde va Italia?" sono stata colta da stupore prima, disagio dopo.
In una prima e svogliata lettura avevo l'impressione di leggere qualcosa che non riguardasse l' Italia, ma un Paese non democratico, non libero.
Riporto testualmente da EL Paìs:


"El desasosiego al que se enfrenta el país se ve multiplicado por el hecho de que la oposición a Berlusconi se encuentra tan desarticulada como el sistema político del que forma parte. Si hasta ahora un alto porcentaje de ciudadanos italianos pensaba que el problema era tan sólo el Gobierno, en estos momentos es la República en su conjunto la que empieza a preocuparles. Las instituciones italianas están siendo carcomidas desde un flanco por la corrupción y, desde el otro, por unas reformas legales que se proponen invalidar el Estado de derecho como instrumento para hacerle frente."
   La estrategia del primer ministro parece haber perdido cualquier otro horizonte que no sea garantizar su propia inmunidad, desviando periódicamente la atención hacia problemas muchas veces artificiales y suscitados con la sola intención de obtener réditos de las recetas populistas. Entre tanto, Italia sigue aproximándose a un abismo del que nadie parece saber cómo alejarla.


Solo sotto la tirannia il titolare del potere può sottrarsi al " criterio della pubblicità per distinguere il giusto dall'ingiusto, il lecito dall 'illecito"; solo per il tiranno "pubblico e privato coincidono in quanto gli affari dello Stato sono i suoi affari e viceversa" secondo la lezione di Norberto Bobbio ne Il futuro della democrazia.


Oggi, come il tiranno dei classici, il premier ritiene che per lui sia lecito tutto. In fondo la caratteristica dell'uomo tirranico è credere di potere tutto.


Allora il mio Paese non è più un paese democratico.


Qui per leggere tutto l'editoriale

2 commenti:

Mariantonietta Sorrentino ha detto...

Ripubblico il commento: il precedente aveva roppi errori..
Ciao e.. grazie innanzitutto per quanto mi hai lasciato.
Non ho la testa per leggerti per intero, ma il tuo post mi rammenta un giurista francese del 1500, teorico del concetto moderno di "sovranità".
Jean Bodin, si chiamava.
Forse ne hai sentito parlare se provieni da studi storici.
A me è rimasta impressa una sua presa di posizione.
Ce ne documentò Elvira Chiosi, mia docente di Storia Moderna all'Università di Salerno, intellettuale eccellente quanto donna garbatissima anche nel relazionarsi con gli studenti.
Rammento una lezione nella quale sottolineò quanto persino lo stesso teorizzatore della monarchia, legittimata da Dio, nel suo pensiero contemplasse la disubbidienza del popolo dinnanzi ad una monarchia assoluta e tirannica.
Scusami la prolissità
Buona giornata

Patty ha detto...

@ Mariantonietta Sorrentino
L'elezione per acclamazione non è democratica, in quanto l'acclamazione stessa non è un'elezione ma un'investitura. E chi ha ricevuto un'investitura si sente autorizzato a rispondere soltanto di fronte a se stesso.
La storia dovrebbe essere maestra di vita, ma noi italiani siamo colpevolmente un popolo di smemorati, purtroppo.
Grazie per il tuo prezioso commento.

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