01 dic 2010

Un incipit al mese: Dicembre

Continuiamo con la rubrica un incipit al mese, ovvero un post dedicato alla trascrizione delle prime righe del libro che ho in lettura. Un post al mese, ogni primo giorno del mese.

Questo mese sto leggendo un libro di uno scrittore che amo particolarmente. Appena letto le prime righe è stato come riabbracciare un vecchio e caro amico.
Ho ritrovato la vecchia atmosfera, lo stile asciutto e pulito, l'autoironia leggera e melanconica, i flashback nel passato, le citazioni, il background musicale. Sì, leggere questo romanzo, come del resto ogni libro di questo scrittore, mi dà lo stesso dolce piacere di quando  prendo un tè con una vecchia amica del liceo.

Dicembre - secondo incipit da "Le perfezioni provvisorie" di Gianrico Carofiglio

Tutto cominciò con un'innocua telefonata di un vecchio compagno di università.
Sabino Fornelli fa l'avvocato civilista. Quando un suo cliente ha un problema penale, lui chiama me, mi passa il caso e poi non vuole saperne più niente. Come molti civilisti, pensa che gli uffici giudiziari penali siano posti malfamati e pericolosi, e preferisce tenersene alla larga.
Un pomeriggio di marzo, mentre ero impegnato a studiare un ricorso che avrei dovuto discutere il giorno dopo in cassazione, Sabino Fornelli mi chiamò. Erano parecchi mesi che non ci sentivamo
«Ciao Guerrieri, come stai?».
«Bene, e tu?».
«Come sempre. Mio figlio è andato a farsi tre mesi di scuola negli Stati Uniti».
«Bello. Ottima idea, avrà qualcosa da ricordarsi».
«Anch'io avrò qualcosa da ricordarmi: da quando è partito mia moglie mi massacra con la sua ansia, e io sto per diventare pazzo».


Gianrico Carifiglio,  Le perfezioni provvisorie,  Sellerio editore Palermo

Questo il libro che sto leggendo, e il tuo?

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