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10 gen 2010

Questo non è un uomo

Rosarno (Reggio Calabria) 8 gennaio 2010
La rabbia è esplosa dopo che due extracomunitari sono stati feriti da alcuni balordi che gli hanno sparato addosso con un fucile ad aria compressa. Senza un' apparente ragione, forse solo per divertimento o forse per marcare il territorio.
Si  è sparato così, ma non si è messo in conto la reazione.
 E la reazione dei braccianti (o forse schiavi?) neri c'è stata ed è stata violentissima.
E poi la caccia al negro. Una caccia che ricorda quella del "Ku Klux Klan" nell´America degli anni Sessanta. Siamo arrivati a questo?


Qui il link per ascoltare la poesia, per riflettere...



11 ott 2009

Il buio oltre la siepe



di Harper Lee

Ci sono libri di cui abbiamo "bisogno", libri che devono entrare nella vita di ognuno di noi e aiutarci a far propri i valori di una società civile.
Il buio oltre la siepe è uno di quei libri e non mi stupisce che in America sia il libro più letto dopo la Bibbia, nè che il sindaco di Chicago nel 2001 abbia acquistato migliaia di copie da distribuire nelle biblioteche invitando i cittadini a leggerlo.
E' stato scritto nel 1960, nel periodo segregazionista degli USA segnando il salto dal periodo buio razzista alla fase civile.
Narra la storia di un giovane nero che viene accusato della violenza su una ragazza bianca. Un avvocato, Atticus Finch, riesce a dimostrare la sua innocenza, ma il giovane viene ugualmente condannato e ucciso in un tentativo di fuga.
La voce narrante è quella della piccola Scout, figlia di Atticus e che farà da collante tra il mondo pieno di ipocrita e viziato da pregiudizi degli adulti e quello puro e autentico dei bambini.
E' un romanzo che tratta di razzismo, povertà, differenza di genere, di violenza, di amore, di relazioni fra persone nella società, di dicotomia tra apparenza e sostanza, tra vero e falso.
Con un linguaggio ironico e nello stesso tempo pietoso, divertente e commovente, riviviamo il mondo dell'infanzia che è in ognuno di noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, con il suo percorso di crescita.

"Prima di tutto"- disse, "voglio insegnarti un semplice trucco, Scout, e se lo imparerai andrai molto più d'accordo con tutti: se vuoi capire una persona, devi cercare di considerare le cose dal suo punto di vista.."

E ancora

"Figliolo...volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare ugualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succede."

Giusto un assaggio della grandezza di questo libro.

Un libro fondamentale per la cultura americana ( e a proposito mi piacerebbe conoscere il parere di qualche statunitense che per sbaglio leggesse queste povere righe...) e che oggi difronte al nostro razzismo europeo, alle accuse affrettate verso i diversi, alle aggressioni contro gli stranieri, oggi sentiamo il "bisogno" di metterlo nelle mani dei nostri ragazzi.

7 mar 2009

Necropoli

di Boris Pahor
Uno di quei romanzi che avrei divorato in 48 ore al massimo.
Uno stile poetico, ricco di immagini sin dal primo rigo (nastro d’asfalto liscio e sinuoso), quella che preferisco riguarda i ricordi (un viluppo intricato….rinsecchito dagli acini vizzi e ammuffiti) Una narrazione cinematografica: il lettore è spettatore attento che vede e sente (sublime il racconto delle docce gelide…).
Magistrale l’intreccio fluido e scorrevole tra il presente narrativo e il passato, tra il sopravvissuto che rivisita l’orrore e la memoria del male. E poi la solitudine del sopravvissuto che sa che, per quanto possa essere fedele la testimonianza, ci sarà sempre un lap fra chi c’era e chi no. Di qui l’umana consapevolezza di essere ingiusto nel rimproverare i turisti dell’orrore.Del resto né la morte né l’amore tollerano la presenza di estranei… Perfino la natura circostante il lager ha le sue colpe. Complice del male è il bosco che nasconde il destino delle ragazze alsaziane, indifferente al male è l’erba che continua a crescere malgrado il male.
Primeggia in queste pagine la sensazione della solitudine(nonostante che quella moltitudine vivesse come un gregge umano, ognuno di noi entrava in contatto soltanto con la propria intima solitudine). Prigionieri come entità amorfe. Bellissime le immagini, straordinario l’uso della sineddoche : ressa di uniformi rigate, massa zebrata , massa multicefala.. Dopo la lettura di questo libro ho avuto bisogno di prendere una boccata d'aria.
Boris ti trascina nel suo inferno, ti fa vivere il lager

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