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21 apr 2015

Mare nostro di Erri De Luca

La  bellissima preghiera laica che lo scrittore dedica alle vittime dell'ultimo naufragio a sud della Sicilia
Mare nostro
che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremite imbarcazioni,
senza una strada sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature
che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati.

Mare nostro,
che non sei nei cieli
all’alba sei colore del frumento,
al tramonto dell’uva di vendemmia,
ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste.

Mare nostro,
che non sei nei cieli
tu sei più giusto della terraferma
pure quanto sollevi onde a muraglia e poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite,
le visite cadute come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
la carezza d’abbraccio
bacio in fronte
di madre e padre prima di partire.

Erri De Luca


21 dic 2011

NATALE NON E' PER TUTTI

Illustrazione di Tom Foty





 NATALE NON E' PER TUTTI

 Conosco questo Natale
questa neve che sa di antico
che scende lenta a parlarci
con il suo tempo che è tempo di sempre.
Non il nostro tempo
ma quello della volpe
che ora mi attraversa la strada
con il suo passo di paura.
Forse, anche per lei sarà Natale
non vi sono orme d'uomo nella neve.
Come è distratto mio figlio
per la testa ha regali da scartare
e si è lasciato sfuggire la madre
che torna alla tana.
Conosco l'assenza rigata di pianto.
So che il Natale non è per tutti.
Lontano è il tempo quando bambino
pensavo il Natale nel cuore di ognuno.
Conosco questa strada e questo bosco
che sa di casa mia e il fuoco caldo di sempre.

Poesia del Molise

Luciano D’Agostino

21 giu 2011

A mia sorella

Ci sono giorni interminabili, figli di notti insonni e buie.
Giorni appesantiti scanditi da secondi dilatati .
Giorni che vorresti che volassero via , in un batter ciglio, per ritrovarsi  risollevati in uno spazio e in un tempo diverso, lontano.
Giorni che vorresti vivere tutto di un fiato.
Giorni in cui senti un nodo alla gola, un vuoto nella testa, un martellare cupo e profondo al cuore.
E oggi vivo un giorno così
aspettando te, Cecilia





Ama la vita così com'è
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono. 
Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano. 
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un po'.
Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole. 
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.
Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti. 
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.
Non vivere mai senza vita!
 Madre Teresa di Calcutta

13 giu 2011

Frammento di tempesta

Dall'ombra delle cupole nella città delle
cupole,
un fiocco di neve, tormenta al singolare,
impalpabile,
è entrato nella tua stanza e si è fatto
strada fino al bracciolo
della poltrona dove tu, alzando lo sguardo
 dal libro, lo hai scorto nell'attimo in cui si
posava. Tutto qui.
Niente altro che un solenne svegliarsi
alla brevità, al sollevarsi e al cadere
dell'attenzione, rapido,
un tempo tra tempi, funerale senza fiori.
Niente altro
se non per la sensazione che questo
frammento di tempesta,
fattosi niente sotto i tuoi occhi, possa
tornare,
che qualcuno tra anni e anni, seduta come
adesso sei tu, possa dire:
"E' ora. L'aria è pronta. C'è uno spiraglio
 nel cielo".

L'uomo che cammina un passo avanti al buio
Mark Strand

21 dic 2010

Los justos

Tempo di Natale. E' tempo di poesia, tempo di pulizia, tempo di ottimismo. E' tempo dei giusti.

Los Justos

Un hombre que cultiva su jardín, como quería Voltaire.
El que agradece que en la tierra haya música.
El que descubre con placer una etimología.
Dos empleados que en un café del Sur juegan un silencioso ajedrez.
El ceramista que premedita un color y una forma.
El tipógrafo que compone bien esta página, que tal vez no le agrada.
Una mujer y un hombre que leen los tercetos finales de cierto canto.
El que acaricia a un animal dormido.
El que justifica o quiere justificar un mal que le han hecho.
El que agradece que en la tierra haya Stevenson.
El que prefiere que los otros tengan razón.
Esas personas, que se ignoran, están salvando el mundo.

Jorge Luis Borges, “Los Justos” da La Cifra, 1981


segue la versione tradotta in italiano:

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
 Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
 Il ceramista che premedita un colore e una forma.
 Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
 Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
 Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.




a loro vorrei aggiungere:

 quell'uomo con la tuta blu che ogni sera torna a casa sempre più curvo, stanco delle sue 8 + 2 ore di lavoro in fabbrica per garantire il diploma ai suoi cinque figli;
  la donna del secondo piano che inebria il palazzo con il profumo della sua cucina per la sua famiglia extra large e poi la sera si accuccia sul divano con un libro e una lapis al chiarore di una lampada accanto alla finestra;
alla maestrina precaria pluri-specializzata che dà l'anima ai suoi alunni pur sapendo di "essere di passaggio";
mia zia che persino negli ultimi giorni della sua battaglia non parlava mai della malattia che la stava divorando ma sorridendo mi chiedeva di me, dei miei figli, della mia vita e a cui non sono riuscita a dirle quanto fosse importante per me.

Anche loro non si conoscono, anche loro stanno salvando il mondo...il mio.


12 dic 2010

La caffettiera

Ennesimo attacco d'arte della piccola di casa...Una bella poesia, ironica, buffa e divertente.

 La caffettiera mai zitta

Serr, serr,
sgrr, sgrr,
sbruuff, sbruuff,
uchuchuch...
Espresso Pot by Karen Winters

 Eccola qui,
la mia caffettiera
mai zitta;
grigia, bianca
e annerita.

Ogni giorno
borbotta
non sta
mai zitta!
Sbuffa sbuffa
borbotta borbotta  
 brontola brontola
 e non la
 finisce più !

 Serr, serr,
 sgrr, sgrr,
 sbruuff, sbruuff,
 uchuchuch...

       Alessandra




5 dic 2010

Paisaje

Paisaje  
La tarde equivocada
se vistió de frío.
Detrás de los cristales
turbios, todos los niños
ven convertirse en pájaros
un árbol amarillo.

La tarde está tendida
a lo largo del río.

Y un rubor de manzana
tiembla en los tejadillos.



 

24 nov 2010

E' la neve

Oggi la piccola di casa mi ha letto una sua poesia.
Bellissima, candida come la sua tenera età, dolce come l'innocenza dei suoi nove anni.
E qui, ancora una volta, l'orgoglio di mamma è stato pienamente appagato.

Illustrazione di Linda Bronson
 

 E' la neve

E' la neve
fredda pallida
lenta incomincia a cadere
avvolge raffredda
incanta
imbianca città.

E cristalli bianchi
scivolano
fioccano dal cielo
candidamente

E nevica.

                                                                                  Alessandra

7 nov 2010

Pier Paolo Pasolini

Dal Diario 1945-47


Pier Paolo Pasolini
Come un naufrago incolume mi volgo
e vedo, inteneriti dal passato,
alle mie spalle, oceani di rare
viole, di silenziose primule.
E' già un sogno lontano più del cielo
il paesaggio di germogli azzurri
che il trasparente Aprile intiepidiva.

Il tempo è dileguato senza moto:
le farfalle che volano pudiche,
i fiori violenti, l'irta quiete...

 E so ancora atterrirmi ad un accento
 che disaccordi con la fioca musica
 dei campi? Alzare il capo, puerilmente, 
                                                    angosciato dai baratri celesti

 tra i veli tranquilli delle nuvole?
 Se l'iroso usignolo nell'azzurro
arido, esala i suoi canti diurni,
lo ascolto ardente, ma non ho spera
Io non sogno, son veglio...

 Pier Paolo Pasolini

13 set 2010

Chi ama non ha tempo di morire

Roberto Piumini a Lector in fabula- Conversano 9 settembre 2010
Si  può parlare di vecchiaia, di morte, della paura di invecchiare, di morire a dei bambini ?
Sì, si può se a farlo è un omone barbuto con un vocione caldo e rassicurante, un omone che corrisponde perfettamente all'idea di "nonno che racconta storie ai nipotini accanto a un camino".
Perchè le storie servono a questo:  raccontare della vita, quella vera, vissuta, con le sue paure, difficoltà, prove, sfide. Una vita dove non sempre, come in tv, tutto finisce con un "e vissero felici e contenti".
E così un grande scrittore per bambini quale è Roberto Piumini, l'altro pomeriggio ha ammaliato un centinaio di bambini con il racconto "Il vecchio nel granaio". Un vecchio si rinchiude nel suo granaio pieno di granturco per paura di morire. Non si preoccupa di vivere e perisce così arso nel suo nascondiglio dalla Morte. Una lettura animata e condivisa con tanto di coro greco affidato proprio ai giovanissimi e attenti acoltatori. La lezione? Chi ama non ha tempo di morire. La paura di morire la si sconfigge con l'amore, amando, vivendo.
Segue poi una sfilza di domande sulla sua esperienza di scrittore e della sua vita da bambino.
Alla domanda "che cosa è leggere?"  Piumini risponde così:

Quando tu leggi tu pensi, immagini, ricordi. Il libro che leggi entra totalmente nella tua memoria, vive dentro te, appartiene totalmente a te." 
Per i bambini è stata un'esperienza straordinaria, per noi adulti, genitori, educatori una vera lezione sull' arte della narrazione,  del racconto.
E per concludere questo magico pomeriggio Piumini  regala una  chicca tratta dal suo ultimo libro "Cento ciao", una raccolta di cento "poesie bambine" :

 Ciao comodino,
armadio bambino.
E risate e applausi.

10 set 2010

E se l'amore che avevo non sa più il mio nome...

Footfalls echo in the memory                                     
Down the passage which we did not take
Towards the door we never opened
Into the rose-garden. My words echo
Thus, in your mind.
                            But to what purpose
disturbing the dust on a bowl of rose-leaves
I do not know.
                     


                           Passi echeggiano nella memoria
                                lungo la via che non abbiamo preso
                                     verso la porta che non abbiamo aperto
                                                   per entrare nel roseto. Le mie parole echeggiano
           così, nella tua mente.
    Ma a che scopo
                                                    turbare la polvere su una ciotola di petali di rosa
io non so.

20 ago 2010

Tengo los años necesarios para gritar lo que pienso...


Oggi compio gli anni. Non sempre amo festeggiarli, ma spero sempre che le persone a me più care facciano a gara per augurarmi BUON COMPLEANNO. E se poi non arriva la telefonata di qualcuno che vive lontano, allora sì che ci resto male. Ma oggi voglio dedicarmi questo augurio scritto da un grande.
Frecuentemente me preguntan que cuántos años tengo... ¡Qué importa éso!


Tengo la edad que quiero y siento. La edad en que puedo gritar sin miedo lo que pienso. Hacer lo que deseo, sin miedo al fracaso, o lo desconocido. Tengo la experiencia de los años vividos y la fuerza de la convicción de mis deseos.

¡Qué importa cuántos años tengo! No quiero pensar en ello. Unos dicen que ya soy viejo y otros que estoy en el apogeo.

Pero no es la edad que tengo, ni lo que la gente dice, sino lo que mi corazón siente y mi cerebro dicte.

Tengo los años necesarios para gritar lo que pienso, para hacer lo que quiero, para reconocer yerros viejos, rectificar caminos y atesorar éxitos. Ahora no tienen por qué decir: Eres muy joven... no lo lograrás.

Tengo la edad en que las cosas se miran con más calma, pero con el interés de seguir creciendo. Tengo los años en que los sueños se empiezan a acariciar con los dedos, y las ilusiones se convierten en esperanza.

Tengo los años en que el amor, a veces es una loca llamarada, ansiosa de consumirse en el fuego de una pasión deseada. Y otras un remanso de paz, como el atardecer en la playa.

¿Qué cuántos años tengo? No necesito con un número marcar, pues mis anhelos alcanzados, mis triunfos obtenidos, las lágrimas que por el camino derramé al ver mis ilusiones rotas... Valen mucho más que eso.

¡Qué importa si cumplo veinte, cuarenta, o sesenta! Lo que importa es la edad que siento.

Tengo los años que necesito para vivir libre y sin miedos. Para seguir sin temor por el sendero, pues llevo conmigo la experiencia adquirida y la fuerza de mis anhelos.

¿Qué cuantos años tengo? ¡Eso a quién le importa!

Tengo los años necesarios para perder el miedo, y hacer lo que quiero y siento.

 

5 ago 2010

Il mare

E' qualcosa di più di un elemento della Natura, il mare. E' una forza che vive nell'anima di chi come me ogni giorno poteva sentirlo, annusare il suo odore.
Il mare incazzato d'inverno, verde grigio spumoso con onde impetuose che vanno ad infrangersi sugli scogli. Ogni onda è un urlo, un lamento, una lacerazione, l'eco della tua rabbia. Un mare che nessuno cerca, un mare solo tuo, un mare vero.
Il mare calmo melanconico dei primi giorni di autunno, quando non vuoi tornare a casa. Il mare degli addii, delle stagioni finite, dei ricordi felici e la consapevolezza di qualcosa che è stato e non sarà più.
Il mare  sonnacchioso e luminoso dell'alba, quando nel silenzio ovattato della città che lentamente si sveglia,  regala  solo a te un'esplosione di colori e luci. La promessa di un giorno radioso, la voglia di cominciare, l'allegria di esistere.
Il mare notturno che abbraccia la luna, silenzioso, calmo come chi ha tanto vissuto e ora cerca solo il silenzio.
Il mare degli amori, delle carezze rubate, dei baci di chi crede ai "per sempre".

Da tempo non vivo più vicino al mio mare, non sento più la sua presenza, l'odore dolce e pungente, i lampi spumeggianti di luce diamantina, l'eco delle onde che si schiantano sugli scogli ogni anno più dolci.
Quando ritorno però ho quasi l'impressione che mi stia aspettando. Accoglie il mio sguardo, lo avvolge, lo fa riposare.
Non ci sono ostacoli, interruzioni, lo sguardo si appoggia lontano, l'orizzonte è l'infinito.

.
La foto e il video sono miei...

8 mag 2010

madre



Mamm' Emilia

In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.

In te sono passato da cellula a scheletro
un milione di volte mi sono ingrandito,
fuori di te l’accrescimento è stato immensamente meno.

Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota perché il vuoto
l’ho portato con me.

Sono venuto nudo, mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore
il latte e la sua assenza.

Mi hai messo in bocca tutte le parole
a cucchiaini, tranne una: mamma.
Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra
quella l’insegna il figlio.

Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.

Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione
non ancora,
da te ho imparato il lutto e l’ora di finirlo,
a tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
non il loro peso
a te ho nascosto tutto.

Ho promesso di bruciare il tuo corpo
di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco
fratello del vulcano che ci orientava il sonno.

Ti spargerò nell’aria dopo l’acquazzone
all’ora dell’arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.

IL CONTRARIO DI UNO - ERRI DE LUCA

20 mar 2010

Ritratto di donna

 Ritratto di donna
Deve essere a scelta.
Cambiare, purché niente cambi.
E' facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, l'unica al mondo.
Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma è un'ottima consigliera.
Debole, ma ce la farà.
Non ha la testa sulle spalle, però l'avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serve questa vite, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre più giovane.
Tiene nelle mani un passero con l'ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.
Dove è che corre, non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama, o si è interstardita.
Nel bene, nel male, e per l'amore di Dio.

 Wislawa Szymborska - Grande numero - Libri Scheiwiller

12 mar 2010

Il colore viola

Da oggi nel mio blog c'è più colore viola a cominciare dal titolo.

"Conosciuto come il colore dello spirito e, in effetti, agisce sull'inconscio dando forza spirituale ed ispirazione. Questo colore rappresenta il valore medio tra terra e cielo, tra passione ed intelligenza, tra amore e saggezza.
È il colore della volontà di essere diversi, della metamorfosi, della transizione, ma anche della fascinazione erotica. Questo colore esprime un'energia pura, atavica: è una forza legata alla vitalità del rosso e all'intimo accoglimento dell'azzurro. È una colorazione insieme di attesa e di precognizione, ed eleva la coscienza umana fino al raggiungimento della pura luce bianca. È anche associato alla preghiera ed agli stati alterati di coscienza." (Wikipedia- Viola)
Il colore viola per  pensare al nostro paese, all’importanza della nostra democrazia, alla forza generosa che ci occorre per sopravvivere alla crisi economica etica democratica.
Il colore viola  contro la mafia e  per la legalità.
Per la Costituzione e la democrazia.
Per il lavoro e la libera informazione.

Perché etiamsi omnes, ego non

ed ecco una satira in versi: ode molto ma molto liberamente ispirata al Conte di Carmagnola a cura di  ellekappa : Premier's List
           1°parte
                2° parte   
                3° parte
              ultima parte

2 mar 2010

Portami con te



Portami con te

 
Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l'amore,

sono gli ultimi giorni dell'inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,

ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione

se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,

sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.
                                                          
Da Viaggio d'inverno - Portami con te - Attilio Bertolucci

9 feb 2010

Territorio: nuova frontiera della follia


A Franco Basaglia

Il vento, la bora, le navi che vanno via
il sogno di questa notte
e tu
 l'eterno soccorritore
che da dietro le piante onnivore
guardavi in età giovanile
 i nostri baci assurdi
alle vecchie cortecce della vita.
Come eravamo innamorati, noi,
laggiù nei manicomi
quando speravamo un giorno
di tornare a fiorire
ma la cosa più inaudita, credi,
è stato quando abbiamo scoperto
 che non eravamo mai stati malati.
                                                                                                               Alda Merini

Franco Basaglia, l'uomo che ha eliminato i silenzi e pregiudizi che più dei muri dei manicomi alienavano il malato e lo rendevano diverso agli occhi di tutti.
L'uomo che ha restituito al malato la dignità, la possibilità di restare cittadino, di essere titolare dei propri diritti e di coltivare la speranza.
Oggi a più di trent'anni dalla legge 180 resta molto da fare per "abitare le distanze", per costruire una cultura che ci avvicini al malato, che assicuri un'assistenza territoriale e che aiuti quelle famiglie scardinate dalla malattia mentale.
Territorio è il nome della nuova frontiera della follia. 

"La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione.
Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia"
Franco Basaglia

Link utili:   http://www.francobasaglia.it/            

21 gen 2010

Ode a la vida



Ode a la vida

La noche entera
con un hacha
me ha golpeado el dolor,
pero el sueño
pasó lavando como un agua oscura
piedras ensangrentadas.
Hoy de nuevo estoy vivo.
De nuevo
te levanto,
vida,
sobre mis hombros.

Oh vida,
copa clara,
de pronto
te llenas
de agua sucia,
de vino muerto,
de agonía, de pérdidas,
de sobrecogedoras telarañas,
y muchos creen
que ese color de infierno
guardarás para siempre.

No es cierto.
Pasa una noche lenta,
pasa un solo minuto
y todo cambia.
Se llena
de transparencia
la copa de la vida.
El trabajo espacioso
nos espera.
De un solo golpe nacen las palomas.
Se establece la luz sobre la tierra.

Vida, los pobres
poetas
te creyeron amarga,
no salieron contigo
de la cama
con el viento del mundo.

Recibieron los golpes
sin buscarte,
se barrenaron
un agujero negro
y fueron sumergiéndose
en el luto
de un pozo solitario.

No es verdad, vida,
eres
bella
como la que yo amo
y entre los senos tienes
olor a menta.

Vida,
eres
una máquina plena,
felicidad, sonido
de tormenta, ternura
de aceite delicado.

Vida,
eres como una viña:
atesoras la luz y la repartes
transformada en racimo.

El que de ti reniega
que espere
un minuto, una noche,
un año corto o largo,
que salga
de su soledad mentirosa,
que indague y luche, junte
sus manos a otras manos,
que no adopte ni halague
a la desdicha,
que la rechace dándole
forma de muro,
como a la piedra los picapedreros,
que corte la desdicha
y se haga con ella
pantalones.

La vida nos espera
a todos
los que amamos
el salvaje
olor a mar y menta
que tiene entre los senos.

Pablo Neruda tratto da


 In seguito la traduzione di questa bellissima poesia di Neruda.
 L'autentica Ode alla vita di Neruda da non confondere con il testo, seppure bello, attribuito erroneamente al grande poeta cileno che troverete  qui  e che invece appartiene a una giornalista brasiliana, Martha Medeiros.


Ode alla vita

L'intera notte
come un'ascia
mi ha colpito il dolore
ma il sogno è passato
lavando come un'acqua oscura
pietre insanguinate.



Oggi di nuovo son vivo.
Di nuovo ti sollevo, vita, sulle mie spalle.
Oh, vita, coppa chiara,
improvvisamente ti riempi
di acqua sporca, di vino morto,
di agonia, di perdite,
di commoventi ragnatele,
e molti credono che quel colore d'inferno
manterrai per sempre.
Non è certo.
Passa una notte lenta, passa un solo minuto
e tutto cambia.
Si riempie di trasparenza la coppa della vita.
Il grande lavoro spetta a noi
Da un solo colpo nascon le colombe
Ritorna la luce sulla terra.
Vita, i poveri poeti
ti credono amara,
non son saliti con te
dal letto
col vento del mondo
Han ricevuto i colpi
senza trovarti
sono stati perforati
da un buco nero
e si son trovati sommersi
nel dolore di un pozzo solitario.




Non è vero, vita,
sei bella
come le cose che amo
ed hai tra i seni
profumo di menta
Vita,
sei
una macchina piena,
felicità, suono
di tempesta, tenerezza
d'olio delicato.



Vita,
sei come una vigna:
accumuli la luce e la distribuisci
trasformata in grappolo
Colui che ti rinnega
che aspetti
un minuto, una notte
un anno breve o lungo
che esca
dalla sua solitudine bugiarda
che indaghi e lotti, congiunga
le sue mani ad altre mani
che non ceda nè aduli
alla sfortuna,
che la ricostruisca dandole
forma di muro,
come gli scalpellini la pietra.
che tagli la sfortuna
e si faccia con essa pantaloni.



La vita
aspetta noi tutti
che amiamo
il selvaggio profumo
di mare e di menta
che ha tra i seni.

13 gen 2010

Haiti colpita al cuore

Un terremoto ha devastato Haiti
Il sisma, di magnitudo 7, ha colpito martedì  alle 16.53 (le 22.53 in Italia) con epicentro a una quindicina di chilometri dalla capitale Port-au-Prince.

kariblues
a john n.

giocare a campana con la morte
fanciullo maldestro che tesse castelli di parole
al rovescio del destino
siepi e sorrisi di un tempo
che gravano l'orizzonte
dita intrecciate a formare
arco di spensieratezza
sul frontone della notte
le parole non esorcizzano la morte
le sentinelle hanno sequestrato il ponte levatoio
tre volte passerà e la morte dirà l'assoluto
senza un solo sguardo per la storia
preferendo l'umano sgomento
per scrivere le sue note all'inverso
tre volte passerà
resterà una favola mattutina
si trovò un mendicante gli occhi crivellati
di disprezzo
(e la notte che se ne andava le mani inzuppate di sangue)
tanti morti ci sono negli occhi della mia isola

(poeta nato a Port-au-Prince, capitale di Haiti)

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