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27 gen 2010

Per non dimenticare...

27 gennaio "Giornata della Memoria"
In ricordo dello sterminio e delle persecuzioni naziste in Europa e dei deportati militari e politici italiani.
Parlamento Italiano - Legge 20 luglio 2000, n. 211.


 

Tanti sopravvissuti, come me, hanno fatto ritorno in quei campi di dolore, in quei cimiteri del silenzio, per ricordare agli altri, che quel dolore è vivo, vero, vissuto, e che i segni sono impressi nella nostra carne.
Noi sopravvissuti abbiamo "dovuto" ricordare, per la memoria degli uomini, cose, luoghi e momenti che avremmo preferito dimenticare.
(...)Abbiamo raccontato di una nuova generazione che non sapeva, e di giovani che ora, non vogliono dimenticare.
(...)A Birkenau, il Portone della morte, non si richiuderà più sulla mamoria, il binario che l'attraversa, non si fermerà più sulla rampa, ma si frantumerà, disperdendosi, davanti all'altare delle coscienze e della conoscenza, davanti ai ceri della preghiera e ai fiori del riscatto.
Lì, in quel punto, si incontreranno i giovani liberi, i ragazzi della pace, e lì ad Auschwitz-Birkenau, dalle ceneri sparse fra le zolle, continuerà a nascere la nostra vita!

21 apr 2009

Shoah


Il giorno della Shoah.
Il suono delle sirene ha fermato per due minuti gli israeliani alle nove di mattina, ora locale, in ricordo dei sei milioni di ebrei sterminati dai nazisti durante la Seconda Guerra mondiale.
"Le camere a gas sono sparite, ma i veleni rimangono."

7 mar 2009

Necropoli

di Boris Pahor
Uno di quei romanzi che avrei divorato in 48 ore al massimo.
Uno stile poetico, ricco di immagini sin dal primo rigo (nastro d’asfalto liscio e sinuoso), quella che preferisco riguarda i ricordi (un viluppo intricato….rinsecchito dagli acini vizzi e ammuffiti) Una narrazione cinematografica: il lettore è spettatore attento che vede e sente (sublime il racconto delle docce gelide…).
Magistrale l’intreccio fluido e scorrevole tra il presente narrativo e il passato, tra il sopravvissuto che rivisita l’orrore e la memoria del male. E poi la solitudine del sopravvissuto che sa che, per quanto possa essere fedele la testimonianza, ci sarà sempre un lap fra chi c’era e chi no. Di qui l’umana consapevolezza di essere ingiusto nel rimproverare i turisti dell’orrore.Del resto né la morte né l’amore tollerano la presenza di estranei… Perfino la natura circostante il lager ha le sue colpe. Complice del male è il bosco che nasconde il destino delle ragazze alsaziane, indifferente al male è l’erba che continua a crescere malgrado il male.
Primeggia in queste pagine la sensazione della solitudine(nonostante che quella moltitudine vivesse come un gregge umano, ognuno di noi entrava in contatto soltanto con la propria intima solitudine). Prigionieri come entità amorfe. Bellissime le immagini, straordinario l’uso della sineddoche : ressa di uniformi rigate, massa zebrata , massa multicefala.. Dopo la lettura di questo libro ho avuto bisogno di prendere una boccata d'aria.
Boris ti trascina nel suo inferno, ti fa vivere il lager

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