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3 set 2010

Prendere un borrelhapje a Maastricht

caffè sulla Piazza Vrijthof
Forse uno dei modi migliori per godere della bellezza di Maastricht è quello di sedersi ad uno dei tanti tavolini dei bar che si affacciano sulle piazze della città. Sedersi al bar, guardare il via vai di gente, sorseggiare una buona birra mentre le tante lingue differenti dei tuoi vicini si mescolano creando un' atmosfera giovane e frizzante, cosmopolita.
Non si può andare a Maastricht e non ordinare un borrelhapje, lo stuzzichino che si prende come aperitivo per accompagnare la birra. Ed ecco il nostro borrelhapje: un boccale di Heineken, tanto più buona di quella che si trova qui in Italia, accompagnata da bitterballen, ossia palline di carne bianca, impanata, croccante fuori e così morbida dentro da sciogliersi in bocca. Questi stuzzichini si trovano in tutti i caffè e si gustano accompagnandoli con un pizzico di mostarda.
E dopo l'aperitivo lo shopping nel centro storico, magari nei piccoli negozi tradizionali, winkeltjes.
Andreas, la mia guida d'eccezione, mi ha condotta in una piccola bottega, un vero scrigno. Ad accoglierci una bella olandesina che tra la luce calda e soffusa di tante candele, ci offriva scaglie di formaggio per guidarci nell'acquisto. Il profumo penetrante di formaggi, spezie, dolci   impregnava tutto il piccolo negozio di legno che sembrava essersi conservato nel tempo, quasi cristallizato  qualche secolo prima. Acquisto convinta un bel pezzo di graskas, il gouda di maggio. Il gouda è un formaggio di latte crudo, somiglia al nostro grana, ma è più burroso e si scioglie in bocca sprigionando un sapore delicato e deciso nello tempo. Il gouda di maggio, il graskas, è fatto con il primo latte fornito dalla mucca quando, terminato l'inverno, ritrova i suoi pascoli rigogliosi e nutrienti.
 E' il formaggio più gustoso e lo porto con me in Italia a rievocare la bellezza e la bontà di una terra generosa e fresca.

26 ago 2010

Maastricht & maatjesharings

haringhar nella Piazza del Mercato
Visitare Maastricht con una guida d'eccezione come Andreas ha il pregio di poter godere del meglio che la città possa offrire.
E così lo spuntino è stato rigorosamente olandese: maatjesharings.
 La maatjesharing è un'aringa che non ha ancora raggiunto lo sviluppo completo, lunga dai 20 ai 30 centimetri, e che non ha ancora deposto uova. Da 400 anni, questa aringa è un'esclusività della costa olandese. Le vere maatjes vengono pescate tra la fine di maggio e la fine di luglio e noi eravamo nella stagione giusta per gustarle al meglio. Il pesce, freschissimo, ha una pelle argentata e una carne tenera di colore bianco crema. Non ha lische, non ha scaglie e non presenta tracce di sangue.
Si acquistano direttamente dalle venditrici ambulanti (le donne puliscono e vendono, gli uomini vanno a pescare ) che puliscono e preparono il pesce nel loro haringhar ovvero il carrettino delle aringhe. Noi lo abbiamo acquistato da tre belle olandesi bionde dal loro haringhar in Piazza del Mercato.
 Superata un' iniziale diffidenza, non abbiamo resistito alla maatje adagiata in un panino al latte, ricoperta con rondelle di cipolla e con qualche grano di pepe...Un vero sfizio!

La foto è mia...

24 ago 2010

Passeggiando a Maastricht

Il Maas che attraversa Maastricht
Una giornata per le vie di Maastricht, nel cuore dell'Europa, città-crocevia di lingue e culture diverse.
 Incastonata fra Belgio e Germania, Maastricht è la città più meridionale dei Paesi Bassi e per la sua posizione geografica, proprio nel ventre della vecchia Europa, è stata eletta quale sede della firma del Trattato dell'Unione Europea nel febbraio 1992.
particolare del pavimento della Plein 1992
 La Plein 1992 tappezzata con le sue mattonelle incise con la data del Trattato è lì a ricordare proprio quel primo passo verso l'unione europea.

Passeggiando per le strade si ha la netta sensazione di essere in una città cosmopolita, frequentata da giovani richiamati qui anche dalla prestigiosa università. Io ci sono stata proprio il giorno della prima partita disputata dall' Olanda durante i mondiali di calcio e per le vie e ai tavolini dei bar era un brulicare di oranges, un respirare aria fresca di festa e allegria..
Camminando per le vie di ciottolato che conducono alle piazze maggiori, si ammirano le belle case con grandi finestre e le decine di biciclette che sono il mezzo di trasporto privilegiato in una città cosmopolita e a misura di uomo. A proposito di finestre, la mia guida d'onore, Andreas, mi ha svelato l'arcano riguardo le grandi e numerose finestre presenti nelle case antiche. In passato c'era una onerosa tassa sul mattone: maggiore era la superficie di mattoni che costituivano le facciate delle casa, maggiore era la tassa da pagare. Quindi le finestre divennero un'ottima soluzione per pagare meno tasse: più finestre, meno mattoni, meno tasse!

Piazza Vrijthof
La Piazza Vrijthof è il centro culturale cittadino ed è circondata da caffè e punti di ritrovo. Qui si elevano le due principali chiese cittadine: la cattolica Sint Servaasbasiliek le la protestante Sint Janskerka.
La Sint Servaasbasiliek ovvero la basilica di San Servaas è un superbo monumento di epoca romanica, un insieme architettonico notevole e imponente che racchiude il "tesoro" con l'urna e il reliquario del santo.
La Sint Janskerk, la chiesa di San Giovanni è completamente rossa all’esterno e dall'alto del suo campanile in una bellissima pietra rossa si può ammirare una vista mozzafiato della città.

Onze Lieve Vrouwerkerk
Onze Lieve Vrouwerkerk, la basilica di Nostra Signora, è il più antico santuario di Maastricht risalente all'anno Mille. Si trova poco distante dalla Piazza Mercato e dal Municipio della città. Dall'esterno più che una chiesa pare una fortezza, ma all'interno vengo sopraffatta dall'oscurità religiosa su cui troneggia la bellissima statua della Vergine illuminata da decine e decine di candele.

A Maastricht, città giovane, moderna con radici antiche, moderno e antico, tradizione e innovazione si armonizzano dando vita a una città fresca ed autentica.
Città di fascino, vivace e frizzante come i suoi giovani abitanti.

Le foto sono mie...

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