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15 ott 2011

A proposito di Calvino...


Italo Calvino era un uomo di poche parole, quasi brusco. Un po' per timidezza, un po' per abitudine al silenzio o forse un riflesso di difesa nei confronti di genitori autoritari. Del resto lui stesso aveva scritto: "la parola è una cosa gonfia, molle, un po' schifosa, mentre ogni tipo di comunicazione dovrebbe essere improntata a un criterio di precisione, d'economicità."
Ecco un aneddoto.
Nella primavera del 1984 Calvino è a Siviglia con sua moglie Esther Judith Singer (affettuosamente chiamata Chichita), argentina di nascita. In un albergo della città Jorge Luis Borges, cieco da tempo, incontra degli amici. Arrivano anche Calvino e sua moglie. Mentre Chichita conversa amabilmente con Borges, il nostro scrittore si tiene come al solito in disparte, tanto che la moglie ritiene opportuno avvertire: " Borges, c'è anche Italo..."
Appoggiato al bastone, Borges solleva in alto il mento e dice: " L' ho riconosciuto dal silenzio".

13 giu 2011

Frammento di tempesta

Dall'ombra delle cupole nella città delle
cupole,
un fiocco di neve, tormenta al singolare,
impalpabile,
è entrato nella tua stanza e si è fatto
strada fino al bracciolo
della poltrona dove tu, alzando lo sguardo
 dal libro, lo hai scorto nell'attimo in cui si
posava. Tutto qui.
Niente altro che un solenne svegliarsi
alla brevità, al sollevarsi e al cadere
dell'attenzione, rapido,
un tempo tra tempi, funerale senza fiori.
Niente altro
se non per la sensazione che questo
frammento di tempesta,
fattosi niente sotto i tuoi occhi, possa
tornare,
che qualcuno tra anni e anni, seduta come
adesso sei tu, possa dire:
"E' ora. L'aria è pronta. C'è uno spiraglio
 nel cielo".

L'uomo che cammina un passo avanti al buio
Mark Strand

3 dic 2010

Elenco del peggio e del meglio della scuola

Dalla puntata del 29 novembre della trasmissione televisiva Vieniviaconme:

1. La scuola peggiore è quella che si limita a individuare capacità e meriti evidenti.
   La scuola migliore è quella che scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero.

2. La scuola peggiore è quella che esclama: meno male, ne abbiamo bocciati sette, finalmente abbiamo una   bella classetta.
   La scuola migliore è quella che dice: che bella classe, non ne abbiamo perso nemmeno uno.

3. La scuola peggiore è quella che dice: qui si parla solo se interrogati.
   La scuola migliore è quella che dice: qui si impara a fare domande.

4. La scuola peggiore è quella che dice: c’è chi è nato per zappare e c’è chi è nato per studiare.
    La scuola migliore è quella che dimostra: questo è un concetto veramente stupido.

5. La scuola peggiore è quella che preferisce il facile al difficile.
    La scuola migliore è quella che alla noia del facile oppone la passione del difficile.

6. La scuola peggiore è quella che dice: ho insegnato matematica io? Sì. La sai la matematica tu? No. 3, vai a posto.
   La scuola migliore è quella che dice: mettiamoci comodi e vediamo dove abbiamo sbagliato

7. La scuola peggiore è quella che dice: tutto quello che impari deve quadrare con l’unica vera religione, quella che ti insegno io.
  La scuola migliore è quella che dice: qui si impara solo a usare la testa.

8. La scuola peggiore rispedisce in strada chi doveva essere tolto dalla strada e dalle camorre.
   La scuola migliore va in strada a riprendersi chi le è stato tolto.

9. La scuola peggiore dice: ah com’era bello quando i professori erano rispettati, facevano lezione in santa pace, promuovevano il figlio del dottore e bocciavano il figlio dell’operaio.
   La scuola migliore se li ricorda bene, quei tempi, e lavora perché non tornino più.

10. La scuola peggiore è quella in cui essere assenti è meglio che essere presenti.
      La scuola migliore è quella in cui essere presenti è meglio che essere assenti.

19 ott 2010

L'uomo che guardava passare i treni

di Georges Simenon

"Non c'è una verità, ne conviene?"

Questa l'amara conclusione di Kees Popinga, un uomo qualsiasi che un bel giorno un imprevisto qualsiasi fa deragliare dai binari rassicuranti di una vita normale e lo catapulta negli abissi del suo io.
"Insomma, ho continuato a essere procuratore per abitudine, marito di mia moglie e padre dei miei figli per abitudine, perché non so chi ha deciso che così doveva essere e non altrimenti.
E se io, proprio io, avessi deciso altrimenti?
Lei non può immaginare fino a che punto, una volta presa questa decisione, tutto diventi più semplice. Non occorre più occuparsi di quel che è permesso o proibito, dignitoso o meno, corretto o scorretto."
Basterà il fallimento della ditta presso cui lavorava a scatenare in Popinga, uomo rispettabile, il desiderio di rompere gli schemi, comprare un biglietto di sola andata verso quelle mete a lungo  agognate, quasi colpevolmente, ogni volta che guardava passare i treni...

"Per quarant'anni mi sono annoiato. Per quarant'anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci.
Adesso so che i dolci sono di coloro che si danno da fare per prenderli."
Il desiderio di fuga da sè e dalle convenzioni era già presente in Popinga, lì in
"...quella certa emozione furtiva, quasi vergognosa, che lo turbava vedendo passare un treno, un treno della notte soprattutto, dalle tendine calate sul mistero dei viaggiatori."
L'assassino, un uomo qualsiasi. Questa l'inquietante tesi di Simenon che fa viaggiare il lettore nella testa dell'assasino ancor prima che si concretizzi l'idea del delitto, quando l'assasino era ancora un uomo qualsiasi, uno di noi.
Un romanzo da leggere, da assaporare e che lascia in bocca un retrogusto amaro.
Grande l'abilità di Simenon nel costruire la trama, proiettando di colpo la gente comune in una vicenda che la supera e la catapulta al di là del destino che si pensava già definito. E conduce il lettore per mano nel far toccare il fondo di questa nuova condizione tanto inattesa quanto probabile.

27 set 2010

La giusta distanza

Karl Ove Knausgård
"Capire il mondo significa porsi a una certa distanza da esso. Ciò che è troppo piccolo per essere visto a occhio nudo, come le molecole e gli atomi lo ingrandiamo, ciò che è troppo grande, come i cumuli di nuvole, i delta dei fiumi, le costellazioni, lo rimpiccioliamo. Quando lo abbiamo ridotto alla portata dei nostri sensi, lo fissiamo. Ciò che abbiamo fissato, lo chiamiamo conoscenza. Per tutta l'infanzia e l'adolescenza ci sforziamo di stabilire la giusta distanza dalle cose e dai fenomeni. Leggiamo, impariamo, facciamo esperienze, rettifichiamo. Arriviamo quindi un giorno al punto in cui tutte le distanze necessarie sono state fissate, tutti i sistemi necessari sono stati stabiliti. E' allora che il tempo comincia ad andare più veloce. Non incontriamo più nessun ostacolo, tutto è stato fissato, il tempo scorre attraverso le nostre vite, i giorni scompaiono a gran velocità, prima di rendercene conto abbiamo quaranta, cinquanta, sessant'anni... Il senso ha bisogno di essere colmato, per colmarlo c'è bisogno di tempo, il tempo ha bisogno di incontrare resistenza. La conoscenza è distanza, la conoscenza è stabilità e nemica del senso."

10 set 2010

E se l'amore che avevo non sa più il mio nome...

Footfalls echo in the memory                                     
Down the passage which we did not take
Towards the door we never opened
Into the rose-garden. My words echo
Thus, in your mind.
                            But to what purpose
disturbing the dust on a bowl of rose-leaves
I do not know.
                     


                           Passi echeggiano nella memoria
                                lungo la via che non abbiamo preso
                                     verso la porta che non abbiamo aperto
                                                   per entrare nel roseto. Le mie parole echeggiano
           così, nella tua mente.
    Ma a che scopo
                                                    turbare la polvere su una ciotola di petali di rosa
io non so.

20 ago 2010

Tengo los años necesarios para gritar lo que pienso...


Oggi compio gli anni. Non sempre amo festeggiarli, ma spero sempre che le persone a me più care facciano a gara per augurarmi BUON COMPLEANNO. E se poi non arriva la telefonata di qualcuno che vive lontano, allora sì che ci resto male. Ma oggi voglio dedicarmi questo augurio scritto da un grande.
Frecuentemente me preguntan que cuántos años tengo... ¡Qué importa éso!


Tengo la edad que quiero y siento. La edad en que puedo gritar sin miedo lo que pienso. Hacer lo que deseo, sin miedo al fracaso, o lo desconocido. Tengo la experiencia de los años vividos y la fuerza de la convicción de mis deseos.

¡Qué importa cuántos años tengo! No quiero pensar en ello. Unos dicen que ya soy viejo y otros que estoy en el apogeo.

Pero no es la edad que tengo, ni lo que la gente dice, sino lo que mi corazón siente y mi cerebro dicte.

Tengo los años necesarios para gritar lo que pienso, para hacer lo que quiero, para reconocer yerros viejos, rectificar caminos y atesorar éxitos. Ahora no tienen por qué decir: Eres muy joven... no lo lograrás.

Tengo la edad en que las cosas se miran con más calma, pero con el interés de seguir creciendo. Tengo los años en que los sueños se empiezan a acariciar con los dedos, y las ilusiones se convierten en esperanza.

Tengo los años en que el amor, a veces es una loca llamarada, ansiosa de consumirse en el fuego de una pasión deseada. Y otras un remanso de paz, como el atardecer en la playa.

¿Qué cuántos años tengo? No necesito con un número marcar, pues mis anhelos alcanzados, mis triunfos obtenidos, las lágrimas que por el camino derramé al ver mis ilusiones rotas... Valen mucho más que eso.

¡Qué importa si cumplo veinte, cuarenta, o sesenta! Lo que importa es la edad que siento.

Tengo los años que necesito para vivir libre y sin miedos. Para seguir sin temor por el sendero, pues llevo conmigo la experiencia adquirida y la fuerza de mis anhelos.

¿Qué cuantos años tengo? ¡Eso a quién le importa!

Tengo los años necesarios para perder el miedo, y hacer lo que quiero y siento.

 

13 ago 2010

SMILE

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei.
Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un' opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca senza applausi.
-- Charlie Chaplin
 

5 ago 2010

Il mare

E' qualcosa di più di un elemento della Natura, il mare. E' una forza che vive nell'anima di chi come me ogni giorno poteva sentirlo, annusare il suo odore.
Il mare incazzato d'inverno, verde grigio spumoso con onde impetuose che vanno ad infrangersi sugli scogli. Ogni onda è un urlo, un lamento, una lacerazione, l'eco della tua rabbia. Un mare che nessuno cerca, un mare solo tuo, un mare vero.
Il mare calmo melanconico dei primi giorni di autunno, quando non vuoi tornare a casa. Il mare degli addii, delle stagioni finite, dei ricordi felici e la consapevolezza di qualcosa che è stato e non sarà più.
Il mare  sonnacchioso e luminoso dell'alba, quando nel silenzio ovattato della città che lentamente si sveglia,  regala  solo a te un'esplosione di colori e luci. La promessa di un giorno radioso, la voglia di cominciare, l'allegria di esistere.
Il mare notturno che abbraccia la luna, silenzioso, calmo come chi ha tanto vissuto e ora cerca solo il silenzio.
Il mare degli amori, delle carezze rubate, dei baci di chi crede ai "per sempre".

Da tempo non vivo più vicino al mio mare, non sento più la sua presenza, l'odore dolce e pungente, i lampi spumeggianti di luce diamantina, l'eco delle onde che si schiantano sugli scogli ogni anno più dolci.
Quando ritorno però ho quasi l'impressione che mi stia aspettando. Accoglie il mio sguardo, lo avvolge, lo fa riposare.
Non ci sono ostacoli, interruzioni, lo sguardo si appoggia lontano, l'orizzonte è l'infinito.

.
La foto e il video sono miei...

1 mar 2010

Gli scrittori? una razza di guardoni

Gli scrittori tendono ad essere una razza di guardoni. Tendono ad appostarsi e a spiare. Sono osservatori nati. Sono spettatori. Sono quelli sulla metropolitana il cui sguardo indifferente ha qualcosa dentro che in un certo senso mette i brividi. Qualcosa di rapace. Questo è perché gli scrittori si nutrono delle situazioni della vita. Gli scrittori guardano gli altri esseri umani un po' come gli automobilisti che rallentano e restano a bocca aperta se vedono un incidente stradale: ci tengono molto a una concezione di se stessi come testimoni”.

(D.F. Wallace, Tennis, tv, trigonometria, tornado)
 Siamo tutti un po' voyeur?

14 feb 2010

Arrabbiarsi

Litigio - 1992 Bielutin

 Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perché perdono la calma" disse uno di loro.
"Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare: "allora non è possibile parlargli a voce bassa?"
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò:
"Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano solamente sussurrano.
E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."
Infine il pensatore concluse dicendo:
"Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

 Mahatma Gandhi
Dedicato a te, in questo giorno che da tempo racconta di noi...

9 feb 2010

Territorio: nuova frontiera della follia


A Franco Basaglia

Il vento, la bora, le navi che vanno via
il sogno di questa notte
e tu
 l'eterno soccorritore
che da dietro le piante onnivore
guardavi in età giovanile
 i nostri baci assurdi
alle vecchie cortecce della vita.
Come eravamo innamorati, noi,
laggiù nei manicomi
quando speravamo un giorno
di tornare a fiorire
ma la cosa più inaudita, credi,
è stato quando abbiamo scoperto
 che non eravamo mai stati malati.
                                                                                                               Alda Merini

Franco Basaglia, l'uomo che ha eliminato i silenzi e pregiudizi che più dei muri dei manicomi alienavano il malato e lo rendevano diverso agli occhi di tutti.
L'uomo che ha restituito al malato la dignità, la possibilità di restare cittadino, di essere titolare dei propri diritti e di coltivare la speranza.
Oggi a più di trent'anni dalla legge 180 resta molto da fare per "abitare le distanze", per costruire una cultura che ci avvicini al malato, che assicuri un'assistenza territoriale e che aiuti quelle famiglie scardinate dalla malattia mentale.
Territorio è il nome della nuova frontiera della follia. 

"La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione.
Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia"
Franco Basaglia

Link utili:   http://www.francobasaglia.it/            

27 gen 2010

Per non dimenticare...

27 gennaio "Giornata della Memoria"
In ricordo dello sterminio e delle persecuzioni naziste in Europa e dei deportati militari e politici italiani.
Parlamento Italiano - Legge 20 luglio 2000, n. 211.


 

Tanti sopravvissuti, come me, hanno fatto ritorno in quei campi di dolore, in quei cimiteri del silenzio, per ricordare agli altri, che quel dolore è vivo, vero, vissuto, e che i segni sono impressi nella nostra carne.
Noi sopravvissuti abbiamo "dovuto" ricordare, per la memoria degli uomini, cose, luoghi e momenti che avremmo preferito dimenticare.
(...)Abbiamo raccontato di una nuova generazione che non sapeva, e di giovani che ora, non vogliono dimenticare.
(...)A Birkenau, il Portone della morte, non si richiuderà più sulla mamoria, il binario che l'attraversa, non si fermerà più sulla rampa, ma si frantumerà, disperdendosi, davanti all'altare delle coscienze e della conoscenza, davanti ai ceri della preghiera e ai fiori del riscatto.
Lì, in quel punto, si incontreranno i giovani liberi, i ragazzi della pace, e lì ad Auschwitz-Birkenau, dalle ceneri sparse fra le zolle, continuerà a nascere la nostra vita!

4 gen 2010

Quel dolce sostegno

"Tolti l'amore, l'amicizia e la bellezza dell'Arte, non c'è molto altro di cui la vita umana si possa nutrire."


"Qualcuno che ci sostiene, ci approva, alle volte ci contraddice; e non è né la nostra ombra nè il nostro riflesso e nemmeno il nostro complemento, ma se stesso; e ci lascia una libertà divina ma, al tempo stesso, ci costringe ad essere pienamente cio che siamo"

Taccuini di appunti - - Memorie di Adriano - Marguerite Yourcenar

La Yourcenar si riferiva a G.F. quando parlava di qualcuno che ci sostiene..., io ritengo che si possa attribuire oltre che all'amore, anche all'amicizia.

Per questa ragione inserisco questo video realizzato la notte di San Silvestro.
Un video personale dove solo pochi potranno riconoscersi e riconoscere le persone care, ma chiunque abbia la fortuna e la capacità di avere amici ed essere un amico, potrà condividerne la bellezza.
Buona visione.
Un grazie particolare a Vito, anima del gruppo, gran bella persona.

7 dic 2009

guerrieri solari



A Cecilia e Giulio, guerrieri solari. 

"Il guerriero della luce non dimentica mai il vecchio detto :"Il buon capretto non strepita".
Le ingiustizie accadono. Tutti sono coinvolti in situazioni che non meritano, generalmente quando non possono difendersi.
Molte volte la sconfitta bussa alla porta del guerriero.
In questi momenti egli rimane in silenzio. Non spreca energia con le parole, perchè le parole non possono far niente....
E' meglio usare le forze per resistere e pazientare, sapendo che Qualcuno sta guardando.
Questo Qualcuno dà al guerriero ciò di cui ha bisogno: il tempo.
Prima o poi, tutto tornerà a lavorare a suo favore.
Un guerriero della luce è saggio.
Non commenta le sue sconfitte.
Si adopera con tutte le forze per uscire dalla situazione in cui si trova!"

Paulo Coelho

21 set 2009

REWIND

Quando il passato irrompe con violenza nella tua vita. Suoni, odori, volti ti trascinano in un vortice di sensazioni. Uno tsunami di emozioni.



E ancora ricordi...



"La vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso.
E' come se le noti musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai... andrò alla ricerca del sempre nel mai.
La bellezza, qui, in questo mondo."   Qui, nel presente, ora.

di Muriel Barbery

10 lug 2009

la primavera dei vent'anni...

...La piazza di San Marco si fermò un istante,
Firenze, in primavera, quasi scomparì
e rimanesti solo, là, nell'inquietante
primavera dei vent'anni che nell'anima fiorì..
E andasti ad aspettarla con il cuore in gola
e dentro un'emozione antica ti bruciò...
Sciamavano ragazze fuori dalla scuola
riempiendo quella strada che s'illuminò
di voci, risa, grida, gioventù e richiami,
ma la sua voce chiara il nome tuo chiamò:
ti corse incontro accesa, ti afferrò le mani,
vi guardaste silenziosi e poi forte ti abbracciò...
E credevate che
sarebbe stato eterno quell'amore,
quel fiore non avrebbe mai visto l'inverno
,quel giorno non sarebbe mai mutato in sera,
per voi sarebbe stata sempre, sempre primavera...
Adesso dove sei, bimba d'allora,
con i tuoi sedici anni e il tuo sorriso?
Chissà se senti che ti pensa in questo autunno,
che consuma ora pianoanche il ricordo del tuo viso?
Ma i giovani s'illudono d'essere immortali
e che ogni storia duri per l'eternità;
non sanno quanti fili, trame occasionali,
si tessono o svaniscono in casualità...
Una stagione muore, un'altra prende il volo,
sai quando inizia, non se e quando finirà,
ma è bella l'illusione di un momento solo,
quella luce che ti abbaglia, anche se si spegnerà...
Ma allora, a pranzo in una trattoria,
scrutando ansiosi il tempo che passava,
poi un cinemino, persi in galleria,
per qualche bacio che però bastava...
Di corsa al treno per il tuo ritorno,
l'ultimo bacio lungo il marciapiede:
tanto veloce volò via quel giorno,
poco quel tempo da passare assieme..
Di ritornare forse le giurasti
mentre era ferma,
immobile nel pianto:
parole perse, so che non tornasti
da quella donna allora amata tanto...
E tutto è solo un episodio, un giorno,
un uscio chiuso che non si aprirà
,una partenza che non ha ritorno
come il tempo in questo autunno,
che la nebbia scioglierà......
ed io rimasi solo, là, nell'inquietante
atmosfera dell'autunno, che quest'anima ferì.....
Francesco Guccini

24 giu 2009

E poi, pioggia d'estate...

Sapete che cos'è una pioggia d'estate?

All'inizio la bellezza pura irrompe nel cielo, quel timore rispettoso che si impadronisce del cuore, sentirsi così irrisori al centro stesso del sublime, così fragili e così ricolmi della maestà delle cose, sbalorditi, ghermiti, rapiti dalla magnificenza del mondo.
Dopo, percorrere un corridoio e d'improvviso penetrare in una stanza piena di luce. Un'altra dimensione, certezze appena nate. Il corpo non è più un involucro, la mente abita le nuvole, sua è la potenza dell'acqua, si annunciano giorni felici, in una nuova nascita.
Poi, come le lacrime, che sono talvolta tonde, abbondanti e compassionevoli, si lasciano dietro una lunga spiaggia lavata dalla discordia, così la pioggia estiva, spazzando via la polvere immobile, è per l'anima degli esseri come un respiro infinito.

Quindi certe piogge d'estate si radicano in noi come nuovo cuore che batte all'unisono con l'altro.

8 giu 2009


...a volte ho la sensazione che la vita mi abbia respinto, come una marea troppo alta.
Mi sono arenato su una sponda triste, come una barca che, sebbene vecchia, è ancora solida, ma i suoi colori sono stinti dall'acqua e rosi dal sale.

4 giu 2009

We have the power to make the world we seek



"We have the power to make the world we seek,
but only if we have the courage to make a new beginning
.
All people yearn for certain things: the ability to speak your mind and have a say in how you are governed;
confidence in the rule of law and the equal administration of justice;
government that is transparent and doesn't steal from the people;
the freedom to live as you choose.
Those are not just American ideas, they are human rights.
There are some who advocate for democracy only when they are out of power;
once in power, they are ruthless in suppressing the rights of others.
No matter where it takes hold, government of the people and by the people sets a single standard for all who hold power:
you must maintain your power through consent, not coercion;
you must respect the rights of minorities, and participate with a spirit of tolerance and compromise;
you must place the interests of your people and the legitimate workings of the political process above your party.
Without these ingredients, elections alone do not make true democracy.
All of us share this world for but a brief moment in time.
The question is whether we spend that time focused on what pushes us apart, or whether we commit ourselves to an effort - a sustained effort - to find common ground, to focus on the future we seek for our children, and to respect the dignity of all human beings.
It is easier to start wars than to end them.
It is easier to blame others than to look inward;
to see what is different about someone than to find the things we share.
But we should choose the right path, not just the easy path.
There is also one rule that lies at the heart of every religion - that we do unto others as we would have them do unto us.
This truth transcends nations and peoples - a belief that isn't new; that isn't black or white or brown; that isn't Christian, or Muslim or Jew.
It's a belief that pulsed in the cradle of civilization, and that still beats in the heart of billions.
It's a faith in other people, and it's what brought me here today.
We have the power to make the world we seek, but only if we have the courage to make a new beginning"

Alcuni passi significativi del discorso del presidente Barack Obama all'Università di El Cairo

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