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30 nov 2011

La mia recensione pubblicata su "Corriere della Sera"



Una gioia inaspettata, autostima alle stelle...per un po'.
Bella emozione leggere la propria recensione sul supplemento culturale del Corriere della Sera "La Lettura".





pagina 20 de "La Lettura" del Corriere della Sera del 27 novembre 2011

































In fondo a sinistra , nell'angolo de "La recensione dei lettori" è stata pubblicata la mia recensione di "Cecità" di Saramago, già postato in questo blog qualche tempo fa. Qui il post
Una bellissima sorpresa di una domenica mattina di fine autunno.

21 giu 2011

A mia sorella

Ci sono giorni interminabili, figli di notti insonni e buie.
Giorni appesantiti scanditi da secondi dilatati .
Giorni che vorresti che volassero via , in un batter ciglio, per ritrovarsi  risollevati in uno spazio e in un tempo diverso, lontano.
Giorni che vorresti vivere tutto di un fiato.
Giorni in cui senti un nodo alla gola, un vuoto nella testa, un martellare cupo e profondo al cuore.
E oggi vivo un giorno così
aspettando te, Cecilia





Ama la vita così com'è
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono. 
Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano. 
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un po'.
Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole. 
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.
Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti. 
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.
Non vivere mai senza vita!
 Madre Teresa di Calcutta

23 feb 2011

Un filo lontano



L'albero della vita -  Klimt
 E per la barca che è volata in cielo
e i bimbi ancora stavano a giocare
che gli avrei regalato il mare intero
pur di vedermeli arrivare

Per il poeta che non può cantare
per l’operaio che ha perso il suo lavoro
per chi a vent’anni se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile
e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze
perché stanno uccidendoci il pensiero

per il bastardo che sta sempre al sole
per il vigliacco che nasconde il cuore
per la nostra memoria gettata al vento
da questi signori del dolore

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole (...)

Perché le idee sono come le farfalle
che non puoi toglierli le ali
perché le idee sono come le stelle
che non le spengono i temporali
perché le idee sono voci di madre
che credevamo di avere perso
e sono come il sorriso di Dio
in questo sputo di universo (...)

ROBERTO VECCHIONI Chiamami ancora amore

E' un filo invisibile e lontano quello che mi lega a Vecchioni e alle emozioni della sua musica.
Un filo che si srotola anni e anni fa in una sera d'estate, quando poco più che bambina, mi introfulai nello stadio della mia città, a metà concerto, per vivere da vicino l'avventura di ascoltare e vedere le emozioni che si fanno musica. A passi lenti, come se entrassi in un santuario , mi avvicinai in punta di piedi a quella manciata di ragazzi che, seduti a ferro di cavallo sull'erba del campo, ascoltavano e cantavano insieme a lui, come ragazzi intorno ad un fuoco sulla spiaggia in una di quelle magiche sere d'estate al mare. Così "Samarcanda " e "Luci a San Siro" divennero parte della mia anima.
Un filo che continua a srotolarsi  fino ad oggi quando affido ad una sua canzone le mie paure e le mie emozioni di madre che abbraccia alla stazione un figlio che parte per andare incontro alla vita.
Ancora emozioni da condividere con chi ci sta accanto da tanto tempo.
Ascoltare insieme questa musica e sciogliersi in un abbraccio. Un lungo abbraccio. 


21 dic 2010

Los justos

Tempo di Natale. E' tempo di poesia, tempo di pulizia, tempo di ottimismo. E' tempo dei giusti.

Los Justos

Un hombre que cultiva su jardín, como quería Voltaire.
El que agradece que en la tierra haya música.
El que descubre con placer una etimología.
Dos empleados que en un café del Sur juegan un silencioso ajedrez.
El ceramista que premedita un color y una forma.
El tipógrafo que compone bien esta página, que tal vez no le agrada.
Una mujer y un hombre que leen los tercetos finales de cierto canto.
El que acaricia a un animal dormido.
El que justifica o quiere justificar un mal que le han hecho.
El que agradece que en la tierra haya Stevenson.
El que prefiere que los otros tengan razón.
Esas personas, que se ignoran, están salvando el mundo.

Jorge Luis Borges, “Los Justos” da La Cifra, 1981


segue la versione tradotta in italiano:

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
 Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
 Il ceramista che premedita un colore e una forma.
 Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
 Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
 Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.




a loro vorrei aggiungere:

 quell'uomo con la tuta blu che ogni sera torna a casa sempre più curvo, stanco delle sue 8 + 2 ore di lavoro in fabbrica per garantire il diploma ai suoi cinque figli;
  la donna del secondo piano che inebria il palazzo con il profumo della sua cucina per la sua famiglia extra large e poi la sera si accuccia sul divano con un libro e una lapis al chiarore di una lampada accanto alla finestra;
alla maestrina precaria pluri-specializzata che dà l'anima ai suoi alunni pur sapendo di "essere di passaggio";
mia zia che persino negli ultimi giorni della sua battaglia non parlava mai della malattia che la stava divorando ma sorridendo mi chiedeva di me, dei miei figli, della mia vita e a cui non sono riuscita a dirle quanto fosse importante per me.

Anche loro non si conoscono, anche loro stanno salvando il mondo...il mio.


12 dic 2010

La caffettiera

Ennesimo attacco d'arte della piccola di casa...Una bella poesia, ironica, buffa e divertente.

 La caffettiera mai zitta

Serr, serr,
sgrr, sgrr,
sbruuff, sbruuff,
uchuchuch...
Espresso Pot by Karen Winters

 Eccola qui,
la mia caffettiera
mai zitta;
grigia, bianca
e annerita.

Ogni giorno
borbotta
non sta
mai zitta!
Sbuffa sbuffa
borbotta borbotta  
 brontola brontola
 e non la
 finisce più !

 Serr, serr,
 sgrr, sgrr,
 sbruuff, sbruuff,
 uchuchuch...

       Alessandra




24 nov 2010

E' la neve

Oggi la piccola di casa mi ha letto una sua poesia.
Bellissima, candida come la sua tenera età, dolce come l'innocenza dei suoi nove anni.
E qui, ancora una volta, l'orgoglio di mamma è stato pienamente appagato.

Illustrazione di Linda Bronson
 

 E' la neve

E' la neve
fredda pallida
lenta incomincia a cadere
avvolge raffredda
incanta
imbianca città.

E cristalli bianchi
scivolano
fioccano dal cielo
candidamente

E nevica.

                                                                                  Alessandra

13 nov 2010

Coming back home/2

Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui
ma adesso forse ti puoi riposare
un bagno caldo e qualcosa di fresco
da bere e da mangiare

ti apro io la valigia mentre tu resti li
e piano piano ti faccio vedere
c'erano solo quattro farfalle
un po' più dure a morire ...

Adesso tì puoi riposare.
Hai salito scale, girato angoli, a volte camminato nel buio, nell'incerto. Ora è tempo di prendere fiato, disfare le valigie.
Sei partita ancora bambina con uno zaino rosso sulle spalle e una valigia troppo pesante da sollevare.
Non c'era mai tempo per salutarti come avrei voluto. Abbracci rubati, soffocati, spezzati da porte di treni  che ti strappavano da me.
Il  tuo sguardo da cerbiatto un pò spaventato mi parlava più della tua bocca determinata. 
Tornavi con odori nuovi, profumi di case nuove, a me estranee.
Tornavi come una meteora, la tua valigia sempre aperta accanto al letto, mai completamente disfatta, pronta per una nuova partenza, un viaggio nuovo.
 
Ma adesso, forse, ti puoi riposare.
 
Ti ho visto mettere ordine nel tuo armadio, riporre libri, appendere quadri, sistemare abat-jour, archiviare documenti.
Ti ho visto disfare la valigia.
Ti ho aspettato e sei tornata, Anna.

4 ott 2010

L'essenziale è invisibile agli occhi


"Eccovi qui nonni ad un traguardo importantissimo. Credo che cinquant'anni insieme equivalgono a cinquant'anni in cui tutto è condiviso: la famiglia, i dolori, gli affetti, le paure, i sorrisi, i pianti.
Chi riesce a fare tutto ciò raggiungendo le nozze d'oro poche volte si ferma a pensare alla grandissima importanza che questo avvenimento rappresenta.
Adesso nonni provate a ripercorrere i vostri momenti e ringraziare con tutto il cuore Dio per le difficoltà che vi ha fatto superare e per tutti quei momenti che l'avete sentito vicino.
A volte si perde troppo tempo a piangere e rimpiangere ma dopo tutto basta alzare il viso e guardarsi intorno e ci si accorge che l'ESSENZIALE E' INVINSIBILE AGLI OCCHI.
Essenziale è avere una famiglia che ti aiuta, essenziale è vivere, essenziale è l'amore che entrambi avete al vostro fianco e che oggi, qui, in questa chiesa dopo cinquant'anni avete rinnovato davanti a tutti i vostri parenti e davanti a Dio.
Non posso fare altro che augurarvi anni anche migliori di questi e ringraziarvi come genitori e come nonni per i sani principi con cui avete tirato su i vostri figli ovvero i nostri genitori e per il coraggio e la dinamicità che avete saputo trasmettere loro nell'affrontare la vita."
                                                                             Antonella
Ho trascritto qui la lettera che mia nipote Antonella scrisse e lesse dopo la cerimonia religiosa del 50° anniversario di matrimonio dei nonni.
Probabilmente diveranno sempre meno coloro che raggiungeranno questo traguardo perché...sono cambiate tante cose e non sempre in peggio.
Sono parole che inducono a riflettere anche perché scritte da un'adolescente.

20 ago 2010

Tengo los años necesarios para gritar lo que pienso...


Oggi compio gli anni. Non sempre amo festeggiarli, ma spero sempre che le persone a me più care facciano a gara per augurarmi BUON COMPLEANNO. E se poi non arriva la telefonata di qualcuno che vive lontano, allora sì che ci resto male. Ma oggi voglio dedicarmi questo augurio scritto da un grande.
Frecuentemente me preguntan que cuántos años tengo... ¡Qué importa éso!


Tengo la edad que quiero y siento. La edad en que puedo gritar sin miedo lo que pienso. Hacer lo que deseo, sin miedo al fracaso, o lo desconocido. Tengo la experiencia de los años vividos y la fuerza de la convicción de mis deseos.

¡Qué importa cuántos años tengo! No quiero pensar en ello. Unos dicen que ya soy viejo y otros que estoy en el apogeo.

Pero no es la edad que tengo, ni lo que la gente dice, sino lo que mi corazón siente y mi cerebro dicte.

Tengo los años necesarios para gritar lo que pienso, para hacer lo que quiero, para reconocer yerros viejos, rectificar caminos y atesorar éxitos. Ahora no tienen por qué decir: Eres muy joven... no lo lograrás.

Tengo la edad en que las cosas se miran con más calma, pero con el interés de seguir creciendo. Tengo los años en que los sueños se empiezan a acariciar con los dedos, y las ilusiones se convierten en esperanza.

Tengo los años en que el amor, a veces es una loca llamarada, ansiosa de consumirse en el fuego de una pasión deseada. Y otras un remanso de paz, como el atardecer en la playa.

¿Qué cuántos años tengo? No necesito con un número marcar, pues mis anhelos alcanzados, mis triunfos obtenidos, las lágrimas que por el camino derramé al ver mis ilusiones rotas... Valen mucho más que eso.

¡Qué importa si cumplo veinte, cuarenta, o sesenta! Lo que importa es la edad que siento.

Tengo los años que necesito para vivir libre y sin miedos. Para seguir sin temor por el sendero, pues llevo conmigo la experiencia adquirida y la fuerza de mis anhelos.

¿Qué cuantos años tengo? ¡Eso a quién le importa!

Tengo los años necesarios para perder el miedo, y hacer lo que quiero y siento.

 

5 ago 2010

Il mare

E' qualcosa di più di un elemento della Natura, il mare. E' una forza che vive nell'anima di chi come me ogni giorno poteva sentirlo, annusare il suo odore.
Il mare incazzato d'inverno, verde grigio spumoso con onde impetuose che vanno ad infrangersi sugli scogli. Ogni onda è un urlo, un lamento, una lacerazione, l'eco della tua rabbia. Un mare che nessuno cerca, un mare solo tuo, un mare vero.
Il mare calmo melanconico dei primi giorni di autunno, quando non vuoi tornare a casa. Il mare degli addii, delle stagioni finite, dei ricordi felici e la consapevolezza di qualcosa che è stato e non sarà più.
Il mare  sonnacchioso e luminoso dell'alba, quando nel silenzio ovattato della città che lentamente si sveglia,  regala  solo a te un'esplosione di colori e luci. La promessa di un giorno radioso, la voglia di cominciare, l'allegria di esistere.
Il mare notturno che abbraccia la luna, silenzioso, calmo come chi ha tanto vissuto e ora cerca solo il silenzio.
Il mare degli amori, delle carezze rubate, dei baci di chi crede ai "per sempre".

Da tempo non vivo più vicino al mio mare, non sento più la sua presenza, l'odore dolce e pungente, i lampi spumeggianti di luce diamantina, l'eco delle onde che si schiantano sugli scogli ogni anno più dolci.
Quando ritorno però ho quasi l'impressione che mi stia aspettando. Accoglie il mio sguardo, lo avvolge, lo fa riposare.
Non ci sono ostacoli, interruzioni, lo sguardo si appoggia lontano, l'orizzonte è l'infinito.

.
La foto e il video sono miei...

7 apr 2010

Tango Sensations

Un invito a teatro tanto inaspettato quanto gradito. Se poi si tratta di un teatro storico e tu non ci sei mai stata in un TEATRO VERO e i biglietti per due sono per un palco, e sei lì per ascoltare proprio quella musica che da sempre ti dà i brividi e se a regalarti quest' emozione è proprio tuo figlio, allora sì che tocchi il cielo con un dito.

Un regalo meraviglioso: Manuel Barrueco, straordinario musicista cubano, tra i migliori chitarristi classici di sempre che suona per buona parte in compagnia del prestigioso Cuarteto latinoamericano, fondato in Messico da tre fratelli Bitràn - Saul e Aròn, violinisti e Alvaro violoncellista - insieme al violista Javier Montiel.
E' musica travolgente che unisce la vena esotica della chitarra alla classicità del quartetto d'archi creando qualcosa di straordinario dove il ritmo africano si sposa alla melodia europea. Serata indimenticabile anche per la prima esecuzione europea de"Inca Dances per chitarra e quartetto d'archi" di Lena Frank.
E poi Astor Piazzolla, la poesia flebile del tradizionale tango popolare che ha unito Americhe ed Europa. Struggente la Milonga del Angel, quella danza di Buenos Aires di fine ottocento da cui è nato il Tango. Tango sensationes: malinconia e ansietà che culminano nei fragorosi ritmi del dialogo archi/chitarra (in Piazzolla bandoneon) un arrangiamento che non ha nulla da temere, anzi.
E per ultimo Libertango...l'emozione si fa musica.


14 feb 2010

Arrabbiarsi

Litigio - 1992 Bielutin

 Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perché perdono la calma" disse uno di loro.
"Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare: "allora non è possibile parlargli a voce bassa?"
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò:
"Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano solamente sussurrano.
E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."
Infine il pensatore concluse dicendo:
"Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

 Mahatma Gandhi
Dedicato a te, in questo giorno che da tempo racconta di noi...

10 dic 2009

Nessuno sa che...

Non posso non mettere sul mio blog questo capolavoro creato dalla mia Robertina.
Scusate l'orgoglio di mamma, ma....



NESSUNO SA CHE...

Nessuno sa i miei piccoli segreti.

Nessuno sa che se un fiore sta appassendo, una stilla di speranza gli ridarà la vita.

Nessuno sa che se un mulino smette di ruotare, il soffio dell'incanto gli ridarà vigore.

Nessuno sa che se le nuvole avvolgono il cielo oscuro, un raggio di amore farà spuntare il sole che guarderà il novello giorno un po' intontito.

Nessuno sa che se il fuoco non brucerà più i dolori, il vento li dissolverà comunque nell'aria.

Nessuno sa che se le stelle nella notte non basteranno a illuminare ovunque, in cielo si accenderà una nuova stella, quella che tu, con me farai rivivere.

Nessuno sa che amerei viaggiare per farmi rapire dalla bellezza di nuovi posti e di nuova gente.

Nessuno sa che quel sogno che tanto nutrivo può divenir realtà, se ci credo nella magia che si avverrà.

Ma tutto il mondo sa che ormai sognare è il seme della vita, che la speranza ne è la radice e l'amore il fusto che regge i frutti dell'incanto.


Roberta

8 dic 2009

Non capisco


Non capisco la gente che litiga a volte per delle sciocchezze: non fa che spegnere l'ardere della serenità.
Non capisco la gente che se la prende con i più piccoli: che grande effetto gli fa la gloria e la superiorità?
Non capisco quelli che parlano dietro le spalle: il dialogo e la comunicazione sono le chiavi dell'amicizia.
Non capisco chi ha sempre un musone sul volto: sù, il sorriso fa accendere la gioia e la letizia.
Non capisco la gente che ama la solitudine: la vita è fatta di amici e persone che ti vogliono bene.
Non capisco la gente che si arrende facilmente: rincorrere e desiderare un sogno, della crescita sono il seme.

Questo testo poetico l'ho rubato dal quaderno della mia piccola grande Roberta. Nove anni e tanta saggezza.

2 nov 2009

A mio figlio


"Waterworld" by Karin Jurick

Ogni volta che ascolto questo brano penso a te.
Penso a ciò che avrei voluto dirti , alle parole che non ti ho mai detto.
Tu che mi somigli più di quanto lo credessimo entrambi.

E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte:
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello:
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo, sogna
quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole
o non vive più
sogna , ragazzo, sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
fallo pure tu!
Sogna, ragazzo, sogna
quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu;

sogna, ragazzo, sogna,
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu!
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre:
perché hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita:
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita.

E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere;
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che "quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire"
Sogna, ragazzo, sogna,
quando lei si volta, quando lei non torna,
quando il solo passo che fermava il cuore
non lo senti più
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni, passerà l'amore,
passeran le notti, finirà il dolore,
sarai sempre tu...

Sogna, ragazzo, sogna,
piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia:
non vi conto più

sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
manca solo un verso a quella poesia,
puoi finirla tu.

"Sogna ragazzo, sogna" di Roberto Vecchioni

24 ago 2009

Coming back home



Finalmente sei arrivata e sei già ripartita, fugace ed evanescente come una meteora.
Una manciata di giorni, giusto il tempo di aggiungere un posto a tavola, il tuo posto, di preparare il letto, il tuo letto, per dormire nella tua stanza.

Io ti osservo in silenzio, guardo il tuo viso come un ladro e imprimo nella mia mente i tuoi lineamenti come se dovessi fare il calco per immortalare le fattezze del tuo volto.

Mi accontento di poco.

Mi accontento di vederti girare per casa, di sfogliare con te le foto del tuo ultimo viaggio, di sentire la tua voce che parla al telefono, di ascoltare ciò che hai scelto di raccontarmi.

Il resto non mi appartiene, del resto non mi hai mai permesso che mi appartenesse...

Adesso non mi resta che qualche foto lasciata sul computer, il tuo odore sul guanciale, ma ancora per poco, le chiavi di casa lasciate sulla scrivania che, come in un rituale, ripongo con cura sullo scaffale della tua libreria aspettando che vengano di nuovo usate...

I saggi dicono che i figli non ci appartengono, che sono figli della smania della Vita per se stessa e che noi siamo solo gli archi dai quali i figli vengono proiettati in avanti, come frecce viventi. (Khalil Gibran-Il profeta)

Ma io non sono saggia. Io sono solo una madre.

E assomiglio sempre più a una bambina che vede scivolar via tra le dita il filo a cui è legato il suo prezioso palloncino. Un palloncino che vola via, lontano da me, mentre io resto con il naso all'insù e la mano vuota, protesa verso l'alto, che cerca impotente di trattenere ciò che non le appartiene più.
I'm waiting for you to come back home, Anna

29 lug 2009

I will survive


Metti una sera d'estate, in un bianco paesino della terra di Puglia dove l'occidente abbraccia l'oriente dando forma a colori così brillanti come non potresti vederli in nessun altro luogo, con profumi che sanno di mare, sale, ginepro.
Metti un cielo stellato, un'aria calda riscaldata anche dalle note blues che si impossessano di tutto il tuo essere, mentre la voce strepitosa di Cheryl Nickerson ti attanaglia fin dentro l'anima.
Metti una dolce, sensuale brezza che accarezza la tua pelle mentre la musica si leva fin lassù, fino a raggiungere la luna, così bella come sa esserlo solo la luna d'oriente.
E ti chiedi come non si possa essere grati di tutto questo, di ringraziare di esserci.
E pensi che domani sarà un lungo giorno. Che domani qualcuno combatterà un'altra battaglia, l'ennesima dura battaglia per continuare a esserci.
E già Giulio, come non pensare a te. A te, guerriero solare che lotti per la vita con la voglia di vivere..
Ma domani sarà un lungo giorno.
In bocca al lupo, Giulio!

14 lug 2009

Quest'amore

" Eavesdropping" by Karin Jurick
Venticinque anni fa Angelo e Marisa hanno unito le loro vite e iniziato un cammino che li ha condotti fino a oggi vivacemente innamorati così come ho avuto la fortuna di conoscerli in questi anni.
Voglio dedicare a loro, a me, a noi, voi ... a tutti quelli che tanto hanno camminato, vissuto, amato e ancora hanno voglia di crederci... questa poesia splendida, a mio avviso una delle più appassionate dichiarazioni d'amore.


Quest'Amore


Jacques Prévert

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso
negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E' tuo
E' mio
E' stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

2 lug 2009

ciao, nonna


La morte non è niente.
Sono soltanto nascosto nella stanza accanto
Io sono sempre io, e tu sei sempre tu
Ciò che eravamo prima uno per l’altro, lo siamo ancora
Chiamami col mio vecchio nome, che ti è familiare
Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato
Non cambiare il tono di voce
Non assumere un’aria forzata di solennità o di tristezza
Ridi come facevi sempre
Ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Gioca, ridi, pensami e prega per me
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima
pronunciato senza enfasi, senza traccia di tristezza
La mia vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.
È la stessa di prima
C’è una continuità che non si spezza.
Perchè dovrei essere fuori dalla tua mente?
solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Ti sto aspettando, solo per un attimo
in un posto qui vicino,
proprio dietro l’angolo.
Va tutto bene.

Henry Scott Holland, 1847-1918

23 giu 2009

Movin' Up Rock

Orgoglio di mamma.

Roberta che strimpella al pianoforte. La prima esibizione pubblica dopo le sue prime lezioni di piano.

GRANDE ROBERTA !

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