Dalla puntata del 29 novembre della trasmissione televisiva Vieniviaconme:
1. La scuola peggiore è quella che si limita a individuare capacità e meriti evidenti.
La scuola migliore è quella che scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero.
2. La scuola peggiore è quella che esclama: meno male, ne abbiamo bocciati sette, finalmente abbiamo una bella classetta.
La scuola migliore è quella che dice: che bella classe, non ne abbiamo perso nemmeno uno.
3. La scuola peggiore è quella che dice: qui si parla solo se interrogati.
La scuola migliore è quella che dice: qui si impara a fare domande.
4. La scuola peggiore è quella che dice: c’è chi è nato per zappare e c’è chi è nato per studiare.
La scuola migliore è quella che dimostra: questo è un concetto veramente stupido.
5. La scuola peggiore è quella che preferisce il facile al difficile.
La scuola migliore è quella che alla noia del facile oppone la passione del difficile.
6. La scuola peggiore è quella che dice: ho insegnato matematica io? Sì. La sai la matematica tu? No. 3, vai a posto.
La scuola migliore è quella che dice: mettiamoci comodi e vediamo dove abbiamo sbagliato
7. La scuola peggiore è quella che dice: tutto quello che impari deve quadrare con l’unica vera religione, quella che ti insegno io.
La scuola migliore è quella che dice: qui si impara solo a usare la testa.
8. La scuola peggiore rispedisce in strada chi doveva essere tolto dalla strada e dalle camorre.
La scuola migliore va in strada a riprendersi chi le è stato tolto.
9. La scuola peggiore dice: ah com’era bello quando i professori erano rispettati, facevano lezione in santa pace, promuovevano il figlio del dottore e bocciavano il figlio dell’operaio.
La scuola migliore se li ricorda bene, quei tempi, e lavora perché non tornino più.
10. La scuola peggiore è quella in cui essere assenti è meglio che essere presenti.
La scuola migliore è quella in cui essere presenti è meglio che essere assenti.
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3 dic 2010
16 set 2010
16 settembre: si riparte
Primo giorno di scuola: nuove sfide, percorsi diversi. Un altro anno e un altro cammino da percorrere.
Come un anno fa l'augurio di un anno scolastico pieno di sfide brillantemente vincenti
Come un anno fa l'augurio di un anno scolastico pieno di sfide brillantemente vincenti
"Non avere maestro è come non avere a chi domandare e, ancora più profondamente, non avere colui davanti al quale domandare a se stessi, il che (significherebbe) restare chiusi all'interno del labirinto primario che in origine è la mente di ogni uomo; restare rinchiuso come il Minotauro, traboccante d'impeto senza via d'uscita. La presenza del maestro che non ha abdicato ne si è dimesso indica un punto, l'unico verso il quale si indirizza l'attenzione. L'alunno si irrigidisce. Ed è in questo secondo momento che il maestro, con la sua tranquillità, ha da dare quel che gli sembra possibile, ha da trasmettere, prima ancora di un sapere, un tempo, uno spazio di tempo, un cammino di tempo. Il maestro deve giungere, come l'autore, per dare tempo e luce, gli elementi essenziali di ogni mediazione. (...)
Il maestro ha da essere colui che apre la possibilità, la realtà nel mondo della vita, della verità. Una conversione è il modo migliore di chiamare l'azione del maestro. L'iniziale resistenza che irrompe nelle aule, si converte in attenzione. La domanda comincia a dispiegarsi. L'ignoranza risvegliata è già intelligenza in atto e il maestro ha cessato di sentire la vertigine della distanza e il deserto della cattedra, prodigo, come tutti i deserti, di tentazioni. Ignoranza e sapere circolano e si risvegliano in misura uguale nel maestro e nell'allievo, che solo più tardi comincia a essere discepolo. Nasce il dialogo".
Marìa Zambrano
16 set 2009
Ragazzi volete il successo? Dovete studiare
Primo giorno di scuola per le piccole di casa e Roberta ritorna con una bellissima fotocopia incollata sulla prima pagina del suo nuovo quaderno di V classe.
Si tratta dello straordinario discorso che Barack Obama ha rivolto agli studenti americani l'8 settembre per l'inizio dell'anno scolastico. Il testo integrale lo potete leggere qui
Bel modo di iniziare l'anno scolastico, un invito ad assumersi ognuno le proprie responsabilità: governo, insegnanti, genitori e studenti.
Riporto qui solo alcune frasi, come augurio per i ragazzi e fiducia nel futuro.
"Questo è quello che voglio sottolineare oggi: la responsabilità di ognuno di voi nella vostra educazione. Parto da quella che avete nei confronti di voi stessi.Ognuno di voi sa far bene qualcosa, ha qualcosa da offrire. Avete la responsabilità di scoprirlo. Questa è l'opportunità che vi offre l'istruzione.
Qualunque cosa facciate voglio che vi ci dedichiate. E non avrete necessariamente successo al primo tentativo.
Nessuno è nato capace di fare le cose, si impara sgobbando. Mi aspetto il massimo impegno in qualsiasi cosa facciate. Mi aspetto grandi cose, da ognuno di voi. Rendeteci orgogliosi di voi. So che potete farlo."
Peccato che nel mio Paese non trovi nessun capo del governo o ministro che abbia l'autorevolezza di fare un discorso così. Oggi mi sento proprio xenofila!
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