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9 nov 2011

Sic transit gloria mundi

«Il premier si dimetterà dopo la legge di stabilità»: la nota del Quirinale

Il documento dopo che Berlusconi è salito al Colle

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, accompagnato dal Sottosegretario dott. Gianni Letta. All'incontro ha partecipato il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Donato Marra. Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione. (Testo pubblicato su www.quirinale.it)

Un'avventura temeraria che finalmente è stata battuta dalla democrazia delle istituzioni, dell'Europa, della pubblica opinione.

Ora basta, devi andartene/ più lontano che puoi”. Ecco la nuova canzone di Paola Turci dedicata a misterB con le parole di Marcello Murru. Si intitola Devi andartene. L’album (Le storie degli altri) uscirà a fine gennaio, ma il brano è presentato oggi in anteprima 




21 gen 2011

Le donne, per favore, no

Trascrivo e condivido:
Berlusconi, con le sue parole e i suoi comportamenti, ha inferto una ferita a tutte le donne italiane: alle donne che studiano e lavorano (spesso percependo stipendi inadeguati o, come nel caso delle casalinghe, senza percepirli affatto), a tutte noi che facciamo fatica un giorno dopo l'altro; alle donne che per raggiungere ruoli di rilievo non soltanto a certe feste non ci sono andate, ma hanno semmai dovuto rinunciare a vedere gli amici; a quante, invece di cercare scorciatoie, hanno percorso con dignità la strada dell'impegno e del sacrificio. E a coloro alle quali è stato chiesto, più o meno esplicitamente, di scegliere tra vita privata e vita pubblica, perché conciliare un figlio con il successo sarebbe stato troppo difficile: con il risultato che hanno rinunciato alla maternità o che ci sono arrivate ben oltre il momento in cui avrebbero voluto.


A ciascuna di loro - nel momento in cui le donne vengono scelte e "premiate" in base non al merito ma a qualcos'altro che con la professionalità, l'impegno, l'intelligenza ha poco o nulla a che fare - è stata riversata addosso l'inutilità del suo sacrificio.
Brucia, questa ferita.(...)
Ma sono le donne che per prime devono farsi forti della loro dignità e della consapevolezza del loro valore - senza distinzione di età, credo politico, provenienza geografica - per esprimere a voce alta lo sdegno che questa mentalità suscita, ne sono sicura, nella stragrande maggioranza di noi.
Se credono, gli uomini continuino pure ad ammirare e a sostenere Silvio Berlusconi; le donne, per favore, no.

Noi donne calpestate, non possiamo tacere di GIULIA BONGIORNO

Qui il testo integrale della lettera

15 dic 2010

E adesso?


"Ieri il Cavaliere ha trovato una riserva di ossigeno in un parlamento di nominati con una pessima legge elettorale, grazie ad una contrattazione dai contorni imbarazzanti e profittando soprattutto della debolezza degli avversari. Ma la sua esperienza a Palazzo Chigi potrà continuare solo se riuscirà ad imbarcare qua e là un transfuga di ritorno da Fli e qualche più consistente pezzo dell'Udc, restando comunque ostaggio della Lega e della sua voglia di voto.

Sullo sfondo rimane un paese che attende stordito elezioni ormai più che probabili, e dove la dimensione della crisi di consenso della politica e delle istituzioni è molto maggiore di quella che può essere misurata su tre voti di scarto."
(tratto dall'articolo di  Andrea Romano - Tutti sconfitti: le elezioni sono più vicine - Il Sole 24 ore)

5 nov 2010

O tempora o mores!

Mi ero ripromessa di non cascarci. Nulla su misterB. perché, per coerenza, meriterebbe almeno un post alla settimana, (quale fonte inesauribile!) e così monopolizerebbe tutto il mio misero blog.

disegno di Frassetto
 Ma un dubbio mi assale: nel declino del reuccio sole peseranno di più, nel futuro, i festini nei luoghi di potere o la crisi economica che continua a svuotare le tasche e i salvadanai di noi poveri mortali?
Nei libri di scuola ricorderanno più le avvenenti e previdenti minorenni, le tante Ruby, Naomi...o piuttosto le imprese che chiudono, gli operai in cassa integrazione, l’inerzia, l’inazione sulla crescita del Paese che, privilegiando «il passato rispetto al futuro esclude dalla valutazione del benessere la visione di coloro per cui il futuro è l’unica ricchezza: i giovani» così come afferma il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, nella lezione magistrale che si è tenuta oggi ad Ancona?
Altro amletico dubbio: nel nostro Paese non esiste altra dinamica sociale oltre al velinismo?
Certo, non è un reato arricchirsi, desiderare di vivere nel lusso e oggi la firma, la griffe l'ostentazione dei beni di lusso sembrano esorcizzare la povertà e...l'anonimato. Un vero talismano contro la povertà.
Ma oggi non esiste nessun  ascensore sociale: i poveri restano o diventano sempre più poveri a meno che...si è di belle e fresche fattezze e soprattutto disposti ad avvicinarsi al potere o meglio ad entrare nelle camere del potere.
O tempora o mores...che tempi, che modi signora mia!

12 mar 2010

Il colore viola

Da oggi nel mio blog c'è più colore viola a cominciare dal titolo.

"Conosciuto come il colore dello spirito e, in effetti, agisce sull'inconscio dando forza spirituale ed ispirazione. Questo colore rappresenta il valore medio tra terra e cielo, tra passione ed intelligenza, tra amore e saggezza.
È il colore della volontà di essere diversi, della metamorfosi, della transizione, ma anche della fascinazione erotica. Questo colore esprime un'energia pura, atavica: è una forza legata alla vitalità del rosso e all'intimo accoglimento dell'azzurro. È una colorazione insieme di attesa e di precognizione, ed eleva la coscienza umana fino al raggiungimento della pura luce bianca. È anche associato alla preghiera ed agli stati alterati di coscienza." (Wikipedia- Viola)
Il colore viola per  pensare al nostro paese, all’importanza della nostra democrazia, alla forza generosa che ci occorre per sopravvivere alla crisi economica etica democratica.
Il colore viola  contro la mafia e  per la legalità.
Per la Costituzione e la democrazia.
Per il lavoro e la libera informazione.

Perché etiamsi omnes, ego non

ed ecco una satira in versi: ode molto ma molto liberamente ispirata al Conte di Carmagnola a cura di  ellekappa : Premier's List
           1°parte
                2° parte   
                3° parte
              ultima parte

4 mar 2010

¿Adónde va Italia?

Oggi leggendo l'editoriale de El Paìs "¿Adónde va Italia?" sono stata colta da stupore prima, disagio dopo.
In una prima e svogliata lettura avevo l'impressione di leggere qualcosa che non riguardasse l' Italia, ma un Paese non democratico, non libero.
Riporto testualmente da EL Paìs:


"El desasosiego al que se enfrenta el país se ve multiplicado por el hecho de que la oposición a Berlusconi se encuentra tan desarticulada como el sistema político del que forma parte. Si hasta ahora un alto porcentaje de ciudadanos italianos pensaba que el problema era tan sólo el Gobierno, en estos momentos es la República en su conjunto la que empieza a preocuparles. Las instituciones italianas están siendo carcomidas desde un flanco por la corrupción y, desde el otro, por unas reformas legales que se proponen invalidar el Estado de derecho como instrumento para hacerle frente."
   La estrategia del primer ministro parece haber perdido cualquier otro horizonte que no sea garantizar su propia inmunidad, desviando periódicamente la atención hacia problemas muchas veces artificiales y suscitados con la sola intención de obtener réditos de las recetas populistas. Entre tanto, Italia sigue aproximándose a un abismo del que nadie parece saber cómo alejarla.


Solo sotto la tirannia il titolare del potere può sottrarsi al " criterio della pubblicità per distinguere il giusto dall'ingiusto, il lecito dall 'illecito"; solo per il tiranno "pubblico e privato coincidono in quanto gli affari dello Stato sono i suoi affari e viceversa" secondo la lezione di Norberto Bobbio ne Il futuro della democrazia.


Oggi, come il tiranno dei classici, il premier ritiene che per lui sia lecito tutto. In fondo la caratteristica dell'uomo tirranico è credere di potere tutto.


Allora il mio Paese non è più un paese democratico.


Qui per leggere tutto l'editoriale

8 feb 2010

Il premier vorrebbe andare sempre in tirbunale

"Berlusconi non si sottrarrà alla giustizia"né "sottrarrà tempo al governo"

No, non è la solita barzelletta italiana, che ormai è patrimonio universalmente condiviso della nostra politica,  ma sono le testuali parole pronunciate dal ministro della Giustizia  ospite ieri di Lucia Annunziata in tv alla trasmissione In mezz'ora, un editoriale della domenica, sotto forma d'intervista.

Qui il link per vedere la godibilissima intervista.
Qui l'articolo de Il Corriere della Sera.

P.S. Sono indecisa quale etichetta assegnare a questo post: attualità o piuttosto quattro risate? :)

22 gen 2010

Processo-breve, ancor più breve

 Il ddl  sul processo-breve passa (163 sì, 130 no, 2 astenuti) e va alla Camera. I cinque articoli sono stati modificati con un maxiemendamento del Pdl che ha allungato la durata massima di alcuni gradi di giudizio, superati i quali scatta l'estinzione.

Questo il processo breve fortemente voluto da misterB.

Nonostante il via libera per misterB. il processo è sempre troppo lungo: "Il mio parere è negativo perchè i tempi, quelli introdotti con questa nuova legge, non sono ragionevoli. Dieci o più anni... vorrei fossero più brevi".

MisterB. vorrebbe un processo ancor più breve

2 dic 2009

Consenso popolare uguale immunità ?



Devono essere tempi davvero duri se Fini, già da un bel po', mi pare l'unico vero politico autorevole garantista democratico esistente nel nostro misero scenario politico!

 " Ci sia da parte del capo dell’esecutivo innanzitutto rispetto verso gli altri poteri che in una democrazia ben organizzata garantiscono pesi e contrappesi». Questo «vuol dire che Berlusconi eletto dal popolo, seppure in modo improprio perché noi siamo una democrazia parlamentare ma sulla scheda elettorale c’è il nome del capo del candidato premier,ha il dovere di continuare a governare, ha il diritto di governare e il dovere di rispettare gli altri poteri: quello giudiziario, il Parlamento e ovviamente tutti gli organismi di garanzia che nella nostra Costituzione ci sono e hanno prerogative ben precise, la Corte Costituzionale, il Capo dello Stato, le varie magistrature»
      e ancora:
"Penso cioè, pur con tutti gli errori che possono commettere, alla magistratura che nella lotta alla mafia merita assoluto e totale rispetto. Se io perdessi la fiducia nella magistratura perderei fiducia nella democrazia."

Tanto di cappello a Fini!
Gli articoli dei quotidiani qui  <<  e qui <<  per saperne di più.

17 ott 2009

La riforma della giustizia secondo mister B.

Stamattina leggendo "Il Corriere" ho trovato questa vignetta di Giannelli davvero eloquente.
Che ne dite?

31 ago 2009

Berlusconi sulla sua Nessma TV

Ecco le vere ragioni del viaggio di Berlusconi in Libia con omaggio delle frecce tricolori a carico...
Dedicato a tutti gli italiani.
Che lo show inizi !


9 giu 2009

elezioni 2009


Questa vignetta di Giannelli mi è piaciuta tanto... decisamente eloquente.


Trascrivo alcune considerazioni di José Saramago postate sul suo blog all'indomani delle elezioni europee.
C'è poco da commentare, ahimè.

"Già altre volte mi sono chiesto verso dove si dirigesse la sinistra, e oggi ho la risposta: lì da qualche parte, umiliata, a contare i miseri voti raccolti e a cercare le cause della loro esiguità. Quella che è arrivata ad essere, in passato, una della più grandi speranze dell’umanità, capace di mobilitare le volontà facendo semplicemente appello a quello che di migliore caratterizzava l’essere umano, e che col passare del tempo è riuscita a creare i cambiamenti sociali e i proprio errori, le sue stesse perversioni interne, ogni giorno più lontana dalle promesse originarie, assomigliando sempre di più agli avversari e ai nemici, come se fosse l’unica maniera per farsi accettare, ha finito per ridursi in pantomima di se stessa, in cui concetti di altre epoche sono stati utilizzati per giustificare azioni che questi stessi concetti combattevano.
Scivolando progressivamente verso il centro, azione proclamata dai suoi promotori come la dimostrazione di una genialità tattica e di una modernità inappagabile, la sinistra sembra non aver capito che si stava avvicinando alla destra.
Se, nonostante tutto, è ancora capace di imparare dalle lezioni, questa appena presa vedendo la destra superarla in tutta Europa, dovrà interrogarsi, rispetto a ciò che resta delle loro proposte, sulle cause profonde dell’allontanamento indifferente delle sue fonti naturali d’influenza, i poveri, i bisognosi, ma anche i sognatori.
Non è possibile votare a sinistra se la sinistra ha smesso di esistere."

29 mag 2009

Al rogo Saramago

Einaudi non pubblicherà Il quaderno, il libro che raccoglie testi let­terari e politici scritti sul blog dallo scrittore porto­ghese José Saramago, pre­mio Nobel per la letteratura nel 1998 perché diffama Silvio Berlusconi.
Il libro di Saramago– premio Nobel per la letteratura nel 1998 – si intitola Il quaderno, e raccoglie testi let­terari e politici scritti sul blog dallo scrittore porto­ghese (alcuni scritti sono riportati nel mio blog...).
Di questa scelta ne dà notizia L'Espresso: “La nuova opera contiene giudizi a dir poco trancianti su Silvio Berlusconi, che di Einaudi è il proprietario”.
Josè Saramago è presente nel catalogo dell’Einaudi con ben venti titoli. Il quaderno invece sarà pubblicato da Bollati Boringhieri.
Al di là delle considerazioni politiche su Silvio Berlusconi e sui giudizi che Saramago esprime – volenti o nolenti Berlusconi è il nostro presidente del consiglio – è triste pensare che un autore come Saramago venga rifiutato perché “sgradito ad un uomo di potere”.
Ho sempre amato i libri dell’Einaudi: però, se la linea editoriale di una grande casa editrice è quella di ricorrere all’indice, il futuro non porta nulla di buono.
Per dirla con Mario Portanova su L’Espresso:

"Certo, nessun editore al mondo manderebbe in libreria testi che parlano male, e così male, del padrone di casa. Nessun editore al mondo, però, ha un padrone di casa così ingombrante."

Saramago commenta:

«Dev’essere duro vivere quando il potere politico e quello imprenditoriale si riuniscono.
Non invidio la sorte degli italiani, però in­fine è nella volontà degli elettori mantenere questo stato di cose o cambiarlo».

24 apr 2009

G8

La prossima riunione del G8, programmata a luglio nell'isola sarda della Maddalena, sarà spostata a L'Aquila.
Si spera che il governo tenga conto che questa decisione non debba intralciare l’esigenza primaria della ricostruzione.

15 mar 2009

la democrazia in un taxì

di José Saramago
L’eminente statista italiano di nome Silvio Berlusconi, conosciuto anche con il soprannome de ‘il Cavaliere’, ha appena partorito nel suo privilegiato cervello un’idea che lo colloca in maniera definitiva in testa al plotone dei grandi pensatori politici. Lui vuole che, per ovviare ai lunghi, monotoni e duraturi dibattiti e per snellire le procedure tra le camere, senato e parlamento, siano i capigruppo parlamentari a esercitare il potere di rappresentanza, facendola finita allo stesso tempo col peso morto di alcune centinaia di deputati e senatori che, nella maggior parte dei casi, non apre bocca durante tutta la legislatura, se non per sbadigliare. A me, devo ammetterlo, sembra un’ottima idea. I rappresentanti dei maggiori partiti, tre o quattro, diciamo, si riunirebbero in un taxi diretto a un ristorante dove, a ridosso di un lauto pasto, prenderebbero le decisioni del caso. Dietro si porterebbero, ma a bordo di una bicicletta, i rappresentanti dei partiti minori, che mangerebbero al bancone, nel caso in cui ci sia, o in un bar nelle vicinanze. Niente di più democratico. Sulla strada si potrebbe anche cominciare a pensare a come liquidare questi imponenti, arroganti e pretenziosi edifici chiamati parlamento e senato, fonti di continue discussioni e grosse spese che non aiutano il popolo. Di riduzione in riduzione scommetto che arriveremmo all’ágora dei greci. Chiaro, con l’ágora, ma senza greci. Mi diranno che non bisogna prendere sul serio questo Cavaliere.
Sì, ma il pericolo è che si finisca per non prendere sul serio quelli che lo eleggono
Saramago

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