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13 nov 2010

Coming back home/2

Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui
ma adesso forse ti puoi riposare
un bagno caldo e qualcosa di fresco
da bere e da mangiare

ti apro io la valigia mentre tu resti li
e piano piano ti faccio vedere
c'erano solo quattro farfalle
un po' più dure a morire ...

Adesso tì puoi riposare.
Hai salito scale, girato angoli, a volte camminato nel buio, nell'incerto. Ora è tempo di prendere fiato, disfare le valigie.
Sei partita ancora bambina con uno zaino rosso sulle spalle e una valigia troppo pesante da sollevare.
Non c'era mai tempo per salutarti come avrei voluto. Abbracci rubati, soffocati, spezzati da porte di treni  che ti strappavano da me.
Il  tuo sguardo da cerbiatto un pò spaventato mi parlava più della tua bocca determinata. 
Tornavi con odori nuovi, profumi di case nuove, a me estranee.
Tornavi come una meteora, la tua valigia sempre aperta accanto al letto, mai completamente disfatta, pronta per una nuova partenza, un viaggio nuovo.
 
Ma adesso, forse, ti puoi riposare.
 
Ti ho visto mettere ordine nel tuo armadio, riporre libri, appendere quadri, sistemare abat-jour, archiviare documenti.
Ti ho visto disfare la valigia.
Ti ho aspettato e sei tornata, Anna.

4 ott 2010

L'essenziale è invisibile agli occhi


"Eccovi qui nonni ad un traguardo importantissimo. Credo che cinquant'anni insieme equivalgono a cinquant'anni in cui tutto è condiviso: la famiglia, i dolori, gli affetti, le paure, i sorrisi, i pianti.
Chi riesce a fare tutto ciò raggiungendo le nozze d'oro poche volte si ferma a pensare alla grandissima importanza che questo avvenimento rappresenta.
Adesso nonni provate a ripercorrere i vostri momenti e ringraziare con tutto il cuore Dio per le difficoltà che vi ha fatto superare e per tutti quei momenti che l'avete sentito vicino.
A volte si perde troppo tempo a piangere e rimpiangere ma dopo tutto basta alzare il viso e guardarsi intorno e ci si accorge che l'ESSENZIALE E' INVINSIBILE AGLI OCCHI.
Essenziale è avere una famiglia che ti aiuta, essenziale è vivere, essenziale è l'amore che entrambi avete al vostro fianco e che oggi, qui, in questa chiesa dopo cinquant'anni avete rinnovato davanti a tutti i vostri parenti e davanti a Dio.
Non posso fare altro che augurarvi anni anche migliori di questi e ringraziarvi come genitori e come nonni per i sani principi con cui avete tirato su i vostri figli ovvero i nostri genitori e per il coraggio e la dinamicità che avete saputo trasmettere loro nell'affrontare la vita."
                                                                             Antonella
Ho trascritto qui la lettera che mia nipote Antonella scrisse e lesse dopo la cerimonia religiosa del 50° anniversario di matrimonio dei nonni.
Probabilmente diveranno sempre meno coloro che raggiungeranno questo traguardo perché...sono cambiate tante cose e non sempre in peggio.
Sono parole che inducono a riflettere anche perché scritte da un'adolescente.

16 set 2010

16 settembre: si riparte

Primo giorno di scuola: nuove sfide, percorsi diversi. Un altro anno e un altro cammino da percorrere.
Come un anno fa l'augurio di un anno scolastico pieno di sfide brillantemente vincenti

"Non avere maestro è come non avere a chi domandare e, ancora più profondamente, non avere colui davanti al quale domandare a se stessi, il che (significherebbe) restare chiusi all'interno del labirinto primario che in origine è la mente di ogni uomo; restare rinchiuso come il Minotauro, traboccante d'impeto senza via d'uscita. La presenza del maestro che non ha abdicato ne si è dimesso indica un punto, l'unico verso il quale si indirizza l'attenzione. L'alunno si irrigidisce. Ed è in questo secondo momento che il maestro, con la sua tranquillità, ha da dare quel che gli sembra possibile, ha da trasmettere, prima ancora di un sapere, un tempo, uno spazio di tempo, un cammino di tempo. Il maestro deve giungere, come l'autore, per dare tempo e luce, gli elementi essenziali di ogni mediazione. (...)
Il maestro ha da essere colui che apre la possibilità, la realtà nel mondo della vita, della verità. Una conversione è il modo migliore di chiamare l'azione del maestro. L'iniziale resistenza che irrompe nelle aule, si converte in attenzione. La domanda comincia a dispiegarsi. L'ignoranza risvegliata è già intelligenza in atto e il maestro ha cessato di sentire la vertigine della distanza e il deserto della cattedra, prodigo, come tutti i deserti, di tentazioni. Ignoranza e sapere circolano e si risvegliano in misura uguale nel maestro e nell'allievo, che solo più tardi comincia a essere discepolo. Nasce il dialogo".

Marìa Zambrano

13 set 2010

Chi ama non ha tempo di morire

Roberto Piumini a Lector in fabula- Conversano 9 settembre 2010
Si  può parlare di vecchiaia, di morte, della paura di invecchiare, di morire a dei bambini ?
Sì, si può se a farlo è un omone barbuto con un vocione caldo e rassicurante, un omone che corrisponde perfettamente all'idea di "nonno che racconta storie ai nipotini accanto a un camino".
Perchè le storie servono a questo:  raccontare della vita, quella vera, vissuta, con le sue paure, difficoltà, prove, sfide. Una vita dove non sempre, come in tv, tutto finisce con un "e vissero felici e contenti".
E così un grande scrittore per bambini quale è Roberto Piumini, l'altro pomeriggio ha ammaliato un centinaio di bambini con il racconto "Il vecchio nel granaio". Un vecchio si rinchiude nel suo granaio pieno di granturco per paura di morire. Non si preoccupa di vivere e perisce così arso nel suo nascondiglio dalla Morte. Una lettura animata e condivisa con tanto di coro greco affidato proprio ai giovanissimi e attenti acoltatori. La lezione? Chi ama non ha tempo di morire. La paura di morire la si sconfigge con l'amore, amando, vivendo.
Segue poi una sfilza di domande sulla sua esperienza di scrittore e della sua vita da bambino.
Alla domanda "che cosa è leggere?"  Piumini risponde così:

Quando tu leggi tu pensi, immagini, ricordi. Il libro che leggi entra totalmente nella tua memoria, vive dentro te, appartiene totalmente a te." 
Per i bambini è stata un'esperienza straordinaria, per noi adulti, genitori, educatori una vera lezione sull' arte della narrazione,  del racconto.
E per concludere questo magico pomeriggio Piumini  regala una  chicca tratta dal suo ultimo libro "Cento ciao", una raccolta di cento "poesie bambine" :

 Ciao comodino,
armadio bambino.
E risate e applausi.

3 set 2010

Prendere un borrelhapje a Maastricht

caffè sulla Piazza Vrijthof
Forse uno dei modi migliori per godere della bellezza di Maastricht è quello di sedersi ad uno dei tanti tavolini dei bar che si affacciano sulle piazze della città. Sedersi al bar, guardare il via vai di gente, sorseggiare una buona birra mentre le tante lingue differenti dei tuoi vicini si mescolano creando un' atmosfera giovane e frizzante, cosmopolita.
Non si può andare a Maastricht e non ordinare un borrelhapje, lo stuzzichino che si prende come aperitivo per accompagnare la birra. Ed ecco il nostro borrelhapje: un boccale di Heineken, tanto più buona di quella che si trova qui in Italia, accompagnata da bitterballen, ossia palline di carne bianca, impanata, croccante fuori e così morbida dentro da sciogliersi in bocca. Questi stuzzichini si trovano in tutti i caffè e si gustano accompagnandoli con un pizzico di mostarda.
E dopo l'aperitivo lo shopping nel centro storico, magari nei piccoli negozi tradizionali, winkeltjes.
Andreas, la mia guida d'eccezione, mi ha condotta in una piccola bottega, un vero scrigno. Ad accoglierci una bella olandesina che tra la luce calda e soffusa di tante candele, ci offriva scaglie di formaggio per guidarci nell'acquisto. Il profumo penetrante di formaggi, spezie, dolci   impregnava tutto il piccolo negozio di legno che sembrava essersi conservato nel tempo, quasi cristallizato  qualche secolo prima. Acquisto convinta un bel pezzo di graskas, il gouda di maggio. Il gouda è un formaggio di latte crudo, somiglia al nostro grana, ma è più burroso e si scioglie in bocca sprigionando un sapore delicato e deciso nello tempo. Il gouda di maggio, il graskas, è fatto con il primo latte fornito dalla mucca quando, terminato l'inverno, ritrova i suoi pascoli rigogliosi e nutrienti.
 E' il formaggio più gustoso e lo porto con me in Italia a rievocare la bellezza e la bontà di una terra generosa e fresca.

26 ago 2010

Maastricht & maatjesharings

haringhar nella Piazza del Mercato
Visitare Maastricht con una guida d'eccezione come Andreas ha il pregio di poter godere del meglio che la città possa offrire.
E così lo spuntino è stato rigorosamente olandese: maatjesharings.
 La maatjesharing è un'aringa che non ha ancora raggiunto lo sviluppo completo, lunga dai 20 ai 30 centimetri, e che non ha ancora deposto uova. Da 400 anni, questa aringa è un'esclusività della costa olandese. Le vere maatjes vengono pescate tra la fine di maggio e la fine di luglio e noi eravamo nella stagione giusta per gustarle al meglio. Il pesce, freschissimo, ha una pelle argentata e una carne tenera di colore bianco crema. Non ha lische, non ha scaglie e non presenta tracce di sangue.
Si acquistano direttamente dalle venditrici ambulanti (le donne puliscono e vendono, gli uomini vanno a pescare ) che puliscono e preparono il pesce nel loro haringhar ovvero il carrettino delle aringhe. Noi lo abbiamo acquistato da tre belle olandesi bionde dal loro haringhar in Piazza del Mercato.
 Superata un' iniziale diffidenza, non abbiamo resistito alla maatje adagiata in un panino al latte, ricoperta con rondelle di cipolla e con qualche grano di pepe...Un vero sfizio!

La foto è mia...

24 ago 2010

Passeggiando a Maastricht

Il Maas che attraversa Maastricht
Una giornata per le vie di Maastricht, nel cuore dell'Europa, città-crocevia di lingue e culture diverse.
 Incastonata fra Belgio e Germania, Maastricht è la città più meridionale dei Paesi Bassi e per la sua posizione geografica, proprio nel ventre della vecchia Europa, è stata eletta quale sede della firma del Trattato dell'Unione Europea nel febbraio 1992.
particolare del pavimento della Plein 1992
 La Plein 1992 tappezzata con le sue mattonelle incise con la data del Trattato è lì a ricordare proprio quel primo passo verso l'unione europea.

Passeggiando per le strade si ha la netta sensazione di essere in una città cosmopolita, frequentata da giovani richiamati qui anche dalla prestigiosa università. Io ci sono stata proprio il giorno della prima partita disputata dall' Olanda durante i mondiali di calcio e per le vie e ai tavolini dei bar era un brulicare di oranges, un respirare aria fresca di festa e allegria..
Camminando per le vie di ciottolato che conducono alle piazze maggiori, si ammirano le belle case con grandi finestre e le decine di biciclette che sono il mezzo di trasporto privilegiato in una città cosmopolita e a misura di uomo. A proposito di finestre, la mia guida d'onore, Andreas, mi ha svelato l'arcano riguardo le grandi e numerose finestre presenti nelle case antiche. In passato c'era una onerosa tassa sul mattone: maggiore era la superficie di mattoni che costituivano le facciate delle casa, maggiore era la tassa da pagare. Quindi le finestre divennero un'ottima soluzione per pagare meno tasse: più finestre, meno mattoni, meno tasse!

Piazza Vrijthof
La Piazza Vrijthof è il centro culturale cittadino ed è circondata da caffè e punti di ritrovo. Qui si elevano le due principali chiese cittadine: la cattolica Sint Servaasbasiliek le la protestante Sint Janskerka.
La Sint Servaasbasiliek ovvero la basilica di San Servaas è un superbo monumento di epoca romanica, un insieme architettonico notevole e imponente che racchiude il "tesoro" con l'urna e il reliquario del santo.
La Sint Janskerk, la chiesa di San Giovanni è completamente rossa all’esterno e dall'alto del suo campanile in una bellissima pietra rossa si può ammirare una vista mozzafiato della città.

Onze Lieve Vrouwerkerk
Onze Lieve Vrouwerkerk, la basilica di Nostra Signora, è il più antico santuario di Maastricht risalente all'anno Mille. Si trova poco distante dalla Piazza Mercato e dal Municipio della città. Dall'esterno più che una chiesa pare una fortezza, ma all'interno vengo sopraffatta dall'oscurità religiosa su cui troneggia la bellissima statua della Vergine illuminata da decine e decine di candele.

A Maastricht, città giovane, moderna con radici antiche, moderno e antico, tradizione e innovazione si armonizzano dando vita a una città fresca ed autentica.
Città di fascino, vivace e frizzante come i suoi giovani abitanti.

Le foto sono mie...

20 ago 2010

Tengo los años necesarios para gritar lo que pienso...


Oggi compio gli anni. Non sempre amo festeggiarli, ma spero sempre che le persone a me più care facciano a gara per augurarmi BUON COMPLEANNO. E se poi non arriva la telefonata di qualcuno che vive lontano, allora sì che ci resto male. Ma oggi voglio dedicarmi questo augurio scritto da un grande.
Frecuentemente me preguntan que cuántos años tengo... ¡Qué importa éso!


Tengo la edad que quiero y siento. La edad en que puedo gritar sin miedo lo que pienso. Hacer lo que deseo, sin miedo al fracaso, o lo desconocido. Tengo la experiencia de los años vividos y la fuerza de la convicción de mis deseos.

¡Qué importa cuántos años tengo! No quiero pensar en ello. Unos dicen que ya soy viejo y otros que estoy en el apogeo.

Pero no es la edad que tengo, ni lo que la gente dice, sino lo que mi corazón siente y mi cerebro dicte.

Tengo los años necesarios para gritar lo que pienso, para hacer lo que quiero, para reconocer yerros viejos, rectificar caminos y atesorar éxitos. Ahora no tienen por qué decir: Eres muy joven... no lo lograrás.

Tengo la edad en que las cosas se miran con más calma, pero con el interés de seguir creciendo. Tengo los años en que los sueños se empiezan a acariciar con los dedos, y las ilusiones se convierten en esperanza.

Tengo los años en que el amor, a veces es una loca llamarada, ansiosa de consumirse en el fuego de una pasión deseada. Y otras un remanso de paz, como el atardecer en la playa.

¿Qué cuántos años tengo? No necesito con un número marcar, pues mis anhelos alcanzados, mis triunfos obtenidos, las lágrimas que por el camino derramé al ver mis ilusiones rotas... Valen mucho más que eso.

¡Qué importa si cumplo veinte, cuarenta, o sesenta! Lo que importa es la edad que siento.

Tengo los años que necesito para vivir libre y sin miedos. Para seguir sin temor por el sendero, pues llevo conmigo la experiencia adquirida y la fuerza de mis anhelos.

¿Qué cuantos años tengo? ¡Eso a quién le importa!

Tengo los años necesarios para perder el miedo, y hacer lo que quiero y siento.

 

6 mar 2010

Buon compleanno blog!

Dicesi blog il reparto manicomiale virtuale di una comunità di mattocchi,
per lo più non furiosi,
affetti da sindrome narciso-esibizionistica.
Questi pazienti si chiamano guest.
La sintomatologia del guest
si manifesta nello scrivere messaggi,
in sostanza dei test,
che però si chiamano post.

I pazienti godono nella pubblicazione del post
anzi, non li pubblicano, li postano.
L'argomento è libero, può spaziare dall'east al west,
from coast to coast.
In buona sostanza e buon italiano
potremmo dire che:
il must del guest è il post di un post.

La speranza è di imbattersi
in analoghe comunità, affette da voyeurismo,
che assicurino ai pazienti
la modica quantità di lettori.
Al fine di catturarne in gran numero
meglio che il post sia fast,
non troppo brodoso,
per non far fuggire il potenziale lettore.

Sarebbe bene che il guest
postasse non più di un post al giorno
e non meno di uno alla settimana.
Il post, corredato di una o più immagini
che rendono più gradevole la lettura,
viene pubblicato in tempo reale,
anche se è possibile pentirsi e c'è possibilità di modifica,
in casi estremi di cancellazione.

Infine, niente contropost:
graditi, importanti e auspicabili invece
commenti frequenti

                    tratto dal post di Solimano - Stanze all'aria

Voglio festeggiare così il 1° compleanno di questo mio blog. Una sorta di taccuino cibernetico nato ad uso e consumo strettamente personale e che  ho il  narciso-esibizionistico piacere di condividere con chi, bontà sua, ha avuto la sorte di passare di qua.
Un grazie particolare a tutti coloro che hanno voluto lasciare traccia del loro passaggio.

21 feb 2010

Oggi mi sono suicidata

...su Facebook. Ho vissuto solo qualche ora, meno di un week-end. E oggi, con sollievo, dopo essermi liberata dalla tentazione cedendovi, come insegna il buon Oscar, con cognizione di causa posso affermare:"Facebook ? No, grazie."
In realta il mio suicidio cibernetico impiegherà ben 14 giorni per compiersi così come recita la notificazione della mia richiesta di eliminazione definitiva dell'account.

Ma perché mai Facebook?
* Contattare gli ex-compagni di classe
Ho inserito i nominativi dei compagni che avrei voluto contattare, ma nulla. Con sollievo ho scoperto che impiegano meglio il loro tempo libero e di questo ne sono felice. Di contro ho trovato quell'antipatica snob che al liceo portava "Vogue" per indicare a noi comuni mortali quali abiti avrebbe chiesto ai suoi per la prossima stagione. Ma dai, se non avevamo argomenti in comune ai tempi del liceo quando passavamo 5 ore al giorno insieme per 5 anni, figuriamoci ora! Lasciamola stare alle sue pagine patinate, alla sua vita patinata!
E l'amica che vive oramai in America con marito e prole? Preferisco incontrarla quest'estate quando tornerà. Vuoi mettere il piacere di abbracciarla e ascoltarla dal vivo con quel suo accento ormai americano?

*Essere informati sugli eventi
Per l'informazione c'è sempre la stampa e per gli eventi locali c'è sempre il libraio del paese. Sì proprio lui, quello che su Facebook ha più di mille amicizie. Quando ho voglia di sapere, esco di casa , faccio un salto in libreria e, se sono capitata nella giornata giusta, lui non è di cattivo umore e io ci chiacchiero un po', mi fa sorridere e anche arrossire!

*Restare in contatto con amici e parenti
Contatto con amici? Ma vuoi mettere il piacere di telefonare, andare a prendersi un caffè, ascoltare, parlare, guardarsi negli occhi. E le chiami amicizie quella lista di immagini e profili nella tua home o piuttosto trofei che fanno bella mostra come a dire: "più amici hai migliore sei"? No, gli amici sono non sono figurine della Panini.

*Controllare la rete di relazioni dei tuoi figli
Sarebbe come spiare dalla toppa, anziché bussare e chiedere di entrare. Il controllo preferisco averlo conoscendo i miei figli, guardandoli in faccia, conoscendo i loro amici, magari invitandoli a casa per un week-end, una vacanza.
No, facebook non mi serve proprio.  Eppoi ho già un blog tutto mio ed un altro canale “sociale” non mi serve proprio.
Preferisco impiegare quel poco di tempo libero in altro modo: leggere un buon libro,vedere un bel film, fare una bella passeggiata, magari al mare per sentire quel profumo salmastro nell'aria e sentire il fragore delle onde che abbracciano gli scogli.
Oppure chiamare gli amici per il caffè della domenica, per parlare, ridere, ascoltare.
Preferisco vivere, ecco perché mi sono suicidata.

9 gen 2010

Il principe del lago


Prima manifestazione dell'anno di Cittàttiva: un cineforum sul tema della diversità e sulla solidarietà.
Consiglio vivamente la visione di questo film tratto dal bel libro Il Principe del lago
Una favola sulla paura del diverso e sul coraggio della solidarietà di Claudio Imprudente che ama definirsi non “disabile” ma “diversabile”.

4 gen 2010

Quel dolce sostegno

"Tolti l'amore, l'amicizia e la bellezza dell'Arte, non c'è molto altro di cui la vita umana si possa nutrire."


"Qualcuno che ci sostiene, ci approva, alle volte ci contraddice; e non è né la nostra ombra nè il nostro riflesso e nemmeno il nostro complemento, ma se stesso; e ci lascia una libertà divina ma, al tempo stesso, ci costringe ad essere pienamente cio che siamo"

Taccuini di appunti - - Memorie di Adriano - Marguerite Yourcenar

La Yourcenar si riferiva a G.F. quando parlava di qualcuno che ci sostiene..., io ritengo che si possa attribuire oltre che all'amore, anche all'amicizia.

Per questa ragione inserisco questo video realizzato la notte di San Silvestro.
Un video personale dove solo pochi potranno riconoscersi e riconoscere le persone care, ma chiunque abbia la fortuna e la capacità di avere amici ed essere un amico, potrà condividerne la bellezza.
Buona visione.
Un grazie particolare a Vito, anima del gruppo, gran bella persona.

7 dic 2009

guerrieri solari



A Cecilia e Giulio, guerrieri solari. 

"Il guerriero della luce non dimentica mai il vecchio detto :"Il buon capretto non strepita".
Le ingiustizie accadono. Tutti sono coinvolti in situazioni che non meritano, generalmente quando non possono difendersi.
Molte volte la sconfitta bussa alla porta del guerriero.
In questi momenti egli rimane in silenzio. Non spreca energia con le parole, perchè le parole non possono far niente....
E' meglio usare le forze per resistere e pazientare, sapendo che Qualcuno sta guardando.
Questo Qualcuno dà al guerriero ciò di cui ha bisogno: il tempo.
Prima o poi, tutto tornerà a lavorare a suo favore.
Un guerriero della luce è saggio.
Non commenta le sue sconfitte.
Si adopera con tutte le forze per uscire dalla situazione in cui si trova!"

Paulo Coelho

21 set 2009

REWIND

Quando il passato irrompe con violenza nella tua vita. Suoni, odori, volti ti trascinano in un vortice di sensazioni. Uno tsunami di emozioni.



E ancora ricordi...



"La vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso.
E' come se le noti musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai... andrò alla ricerca del sempre nel mai.
La bellezza, qui, in questo mondo."   Qui, nel presente, ora.

di Muriel Barbery

16 set 2009

Ragazzi volete il successo? Dovete studiare

Primo giorno di scuola per le piccole di casa e Roberta ritorna con una bellissima fotocopia incollata sulla prima pagina del suo nuovo quaderno di V classe.
Si tratta dello straordinario discorso che Barack Obama ha rivolto agli studenti americani  l'8 settembre per l'inizio dell'anno scolastico. Il testo  integrale lo potete leggere qui 
Bel modo di iniziare l'anno scolastico, un invito ad assumersi ognuno le proprie responsabilità: governo, insegnanti, genitori e studenti.
Riporto qui solo alcune frasi, come augurio per i ragazzi e fiducia nel futuro.

"Questo è quello che voglio sottolineare oggi: la responsabilità di ognuno di voi nella vostra educazione. Parto da quella che avete nei confronti di voi stessi.
Ognuno di voi sa far bene qualcosa, ha qualcosa da offrire. Avete la responsabilità di scoprirlo. Questa è l'opportunità che vi offre l'istruzione.
Qualunque cosa facciate voglio che vi ci dedichiate. E non avrete necessariamente successo al primo tentativo.
Nessuno è nato capace di fare le cose, si impara sgobbando. Mi aspetto il massimo impegno in qualsiasi cosa facciate. Mi aspetto grandi cose, da ognuno di voi. Rendeteci orgogliosi di voi. So che potete farlo."

Peccato che nel mio Paese non trovi nessun capo del governo o ministro che abbia l'autorevolezza di fare un discorso così. Oggi mi sento proprio xenofila!

Questo post partecipa al blogstorming

9 set 2009

Roald Dahl. Chi era costui?

Una mattina di settembre. Roberta entra nell'austera biblioteca del paese e candidamente chiede: "Vorrei prendere in prestito Il GGG di Roald Dahl"
L'impiegata della biblioteca: "Chi?"
Roby: "Roald Dalh."
"Roald Dahl...mai sentito. Comunque vado a dare un'occhiata allo schedario. No, in biblioteca non c'è nessun Roald Dahl."
Roberta sconsolata torna a casa senza il suo libro.
Ok, tocca a me. Accompagno la piccola in biblioteca. Suono il campanello. Sorriso non proprio spontaneo e ripeto la domanda di rito. L'impiegata, un po' scocciata, un po' sorpresa risponde che, come aveva già detto alla bambina, quel libro proprio non c'è. Insisto, cortesemente anche se avrei volentieri preso l'impiegata per l'orecchio e avvicinato il suo bel musino contro lo scaffale dei libri per ragazzi...ma siamo civili.
"Mi scusi, insisto. L'ultima volta che sono venuta ho visto il libro di Dahl proprio in questi scaffali"
Dopo una breve ricerca,
"Ah, eccolo! Era fra i libri non catalogati.."
"Lo so. Me l'ha detto anche l'aprile scorso quando sono venuta per I ragazzi della via Pal".
Già quella volta. Abbiamo cercato tutte e tre I ragazzi di via Pal, io, Roberta e la solita impiegata che all'improvviso esclamò trionfante: "Ecco trovato. La capanna di zio Tom!"
Ed io: "No, signora, cercavamo I ragazzi di via Pal..."

Eh già Roberta, come sono cambiati i tempi!
In quella stessa biblioteca, quando la tua mamma andava per prendere in prestito un libro da leggere l'estate, ad accoglierla c'era un burbero signore con vispi occhi cerulei e arruffati capelli bianchi. Alla domanda : "Vorrei leggere qualcosa di Pirandello" il burbero bibliotecario l' accompagnò per mano in un meraviglioso viaggio che, partendo dalle novelle giunse fino ai grandi capolavori. Un viaggio straordinario che le permise di apprezzare quel gigante che è Pirandello. Ogni volta che riportava in biblioteca il testo appena letto, lui, con un sorriso paterno e compiaciuto, le regalava il romanzo successivo.
Ma quelli erano altri tempi, Roberta.

24 ago 2009

Coming back home



Finalmente sei arrivata e sei già ripartita, fugace ed evanescente come una meteora.
Una manciata di giorni, giusto il tempo di aggiungere un posto a tavola, il tuo posto, di preparare il letto, il tuo letto, per dormire nella tua stanza.

Io ti osservo in silenzio, guardo il tuo viso come un ladro e imprimo nella mia mente i tuoi lineamenti come se dovessi fare il calco per immortalare le fattezze del tuo volto.

Mi accontento di poco.

Mi accontento di vederti girare per casa, di sfogliare con te le foto del tuo ultimo viaggio, di sentire la tua voce che parla al telefono, di ascoltare ciò che hai scelto di raccontarmi.

Il resto non mi appartiene, del resto non mi hai mai permesso che mi appartenesse...

Adesso non mi resta che qualche foto lasciata sul computer, il tuo odore sul guanciale, ma ancora per poco, le chiavi di casa lasciate sulla scrivania che, come in un rituale, ripongo con cura sullo scaffale della tua libreria aspettando che vengano di nuovo usate...

I saggi dicono che i figli non ci appartengono, che sono figli della smania della Vita per se stessa e che noi siamo solo gli archi dai quali i figli vengono proiettati in avanti, come frecce viventi. (Khalil Gibran-Il profeta)

Ma io non sono saggia. Io sono solo una madre.

E assomiglio sempre più a una bambina che vede scivolar via tra le dita il filo a cui è legato il suo prezioso palloncino. Un palloncino che vola via, lontano da me, mentre io resto con il naso all'insù e la mano vuota, protesa verso l'alto, che cerca impotente di trattenere ciò che non le appartiene più.
I'm waiting for you to come back home, Anna

29 lug 2009

I will survive


Metti una sera d'estate, in un bianco paesino della terra di Puglia dove l'occidente abbraccia l'oriente dando forma a colori così brillanti come non potresti vederli in nessun altro luogo, con profumi che sanno di mare, sale, ginepro.
Metti un cielo stellato, un'aria calda riscaldata anche dalle note blues che si impossessano di tutto il tuo essere, mentre la voce strepitosa di Cheryl Nickerson ti attanaglia fin dentro l'anima.
Metti una dolce, sensuale brezza che accarezza la tua pelle mentre la musica si leva fin lassù, fino a raggiungere la luna, così bella come sa esserlo solo la luna d'oriente.
E ti chiedi come non si possa essere grati di tutto questo, di ringraziare di esserci.
E pensi che domani sarà un lungo giorno. Che domani qualcuno combatterà un'altra battaglia, l'ennesima dura battaglia per continuare a esserci.
E già Giulio, come non pensare a te. A te, guerriero solare che lotti per la vita con la voglia di vivere..
Ma domani sarà un lungo giorno.
In bocca al lupo, Giulio!

22 lug 2009

Ho cambiato pelle

Oggi ho cambiato pelle al mio blog.
Mi sembra che così abbia un aspetto più ordinato, più pulito.
Certo non è stato un cambiamento radicale, ma tanto quanto basta per avere un aspetto più gradevole, almeno per me.
Che ne dite?
Presumo che seguirà una fase di adattamento con altre piccole modifiche fino a quando non sarò più soddisfatta.
Graditi suggerimenti.

14 lug 2009

Quest'amore

" Eavesdropping" by Karin Jurick
Venticinque anni fa Angelo e Marisa hanno unito le loro vite e iniziato un cammino che li ha condotti fino a oggi vivacemente innamorati così come ho avuto la fortuna di conoscerli in questi anni.
Voglio dedicare a loro, a me, a noi, voi ... a tutti quelli che tanto hanno camminato, vissuto, amato e ancora hanno voglia di crederci... questa poesia splendida, a mio avviso una delle più appassionate dichiarazioni d'amore.


Quest'Amore


Jacques Prévert

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso
negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E' tuo
E' mio
E' stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

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