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18 set 2012

Il naufragio - morte nel Mediterraneo

di Alessandro Leogrande

Due anime convivono parimenti in questo libro: l’anima del grande giornalismo di inchiesta, fatto di indagini e studio dei fatti processuali e l’anima della grande narrativa capace di scatenare nel lettore emozioni quali rabbia, empatia, vergogna e soprattutto rivendicazione di verità e giustizia.
Il naufragio è quello noto come il naufragio del venerdì santo quando nel Canale d'Otranto alle 17.56 del 28 marzo 1997 una piccola motovedetta albanese Kater i Rades viene speronata per due volte da un’altra imbarcazione, la Sibilla, corvetta della Marina militare italiana provocandone l'affondamento. 
Morirono 81 persone. Uomini, donne, bambini. Trentuno di loro avevano meno di sedici anni. Molti erano nuclei famigliari.

Leogrande restituisce la voce a chi non ne ha più: ha ascoltato le testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime, è stato in Albania per capire e per raccontare la loro storia. 

Come scrive Leogrande
Un naufragio è solo apparentemente un fatto collettivo. Lo è solo nel racconto storico dell’evento, o nella sua percezione giornalistica. Un naufragio è invece la somma di tanti abissi individuali, privati, ognuno dei quali è incommensurabile, intraducibile, mai pienamente narrabile.

Però lui è riuscito a narrare alla grande.

11 set 2010

Lector in fabula


In Italia 150 anni fa ci si pose il problema di formare "italiani d'alti e forti caratteri".
In Italia 60 anni fa italiani tracciarono il profilo ideale dell'Italia e degli italiani, maturato dalla concretezza della storia e delle esperienze crude di quella metà di secolo trascorsa.
In Italia la Costituzione viene invocata, sbandierata, indebolita, ferita.
In Italia sembra che il governo sia uno scettro svendibile e un'appendice di partito e le garanzie costituzionali si consumino nel conflitto delle "opposizioni".
In Italia l'orientamento tra nord e sud costituisce ancora un grosso problema.
E' un'Italia che manca all'appello, che fugge la storia mentre la scrive, e che ci fa incazzare.
In Italia oggi un uomo muore perchè credeva che fare il Sindaco fosse un impegno, un dovere e una missione.
In Italia oggi migliaia di studenti affrontano un test d'ammissione per strappare un'opportunità al futuro.
In Italia il calcio resterà sempre una grande passione, ma non è vero che mangiamo solo pasta e pizza e che suoniamo il mandolino.
In Italia Dante ha scritto il Purgatorio ma anche l'Inferno e il Paradiso.
In Italia oggi ci stiamo chiedendo chi siamo e cosa siamo alla ricerca di un'identità e delle ragioni di un'unità: l'Italia che c'è e l'Italia che manca, senza scettri nè corone, il racconto il paese che c'è e che non vuole mancare.
                              Serena Montanaro

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