di Alessandro Baricco
Una lettura dolce e impalpabile come la seta di cui parla. E altrettanto inconsistente. Che non lascia alcun segno, scivola via dai ricordi, senza far rumore. Come seta, appunto.
"Ogni tanto , nelle giornate di vento, Hervé Joncour scendeva fino al lago e passava ore a guardarlo, giacchè, disegnato sull'acqua, gli pareva di vedere l'inspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita."
Baricco è bravo, non c'è dubbio. E' bravo ad usare le parole, conosce il mestiere. Peccato che al lettore non resti nulla. Parole, parole, parole, soltanto parole.
E poi quella lettera che spiazza e confonde. Una lettera che vibra di un'eterea carnalità; ma che sa tanto di finale a grande effetto, messo lì giusto per spiazzare il lettore.
Del libro è stato tratto il film omonimo nel 2007. Vale la pena di vederlo per la stupenda fotografia, per i paesaggi esotici, eterei, per i movimenti così lenti che fanno tanto Oriente e i bellissimi primo piano sui giovani protagonisti.
27 nov 2009
2 nov 2009
A mio figlio
"Waterworld" by Karin Jurick
Ogni volta che ascolto questo brano penso a te.
Penso a ciò che avrei voluto dirti , alle parole che non ti ho mai detto.
Tu che mi somigli più di quanto lo credessimo entrambi.
E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte:
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello:
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo, sogna
quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole
o non vive più
sogna , ragazzo, sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
fallo pure tu!
Sogna, ragazzo, sogna
quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu;
sogna, ragazzo, sogna,
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu!
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre:
perché hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita:
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita.
E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere;
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che "quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire"
Sogna, ragazzo, sogna,
quando lei si volta, quando lei non torna,
quando il solo passo che fermava il cuore
non lo senti più
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni, passerà l'amore,
passeran le notti, finirà il dolore,
sarai sempre tu...
Sogna, ragazzo, sogna,
piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia:
non vi conto più
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
manca solo un verso a quella poesia,
puoi finirla tu.
"Sogna ragazzo, sogna" di Roberto Vecchioni
rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte:
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello:
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo, sogna
quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole
o non vive più
sogna , ragazzo, sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
fallo pure tu!
Sogna, ragazzo, sogna
quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu;
sogna, ragazzo, sogna,
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu!
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre:
perché hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita:
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita.
E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere;
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che "quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire"
Sogna, ragazzo, sogna,
quando lei si volta, quando lei non torna,
quando il solo passo che fermava il cuore
non lo senti più
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni, passerà l'amore,
passeran le notti, finirà il dolore,
sarai sempre tu...
Sogna, ragazzo, sogna,
piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia:
non vi conto più
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
manca solo un verso a quella poesia,
puoi finirla tu.
"Sogna ragazzo, sogna" di Roberto Vecchioni
1 nov 2009
Addio Alda
"Intention" by Karen Hollingsworth
A tutte le donne
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.
Alda Merini
17 ott 2009
La riforma della giustizia secondo mister B.
Stamattina leggendo "Il Corriere" ho trovato questa vignetta di Giannelli davvero eloquente.
Che ne dite?
16 ott 2009
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
di Robert Louis Stevenson
ovvero la tragica indissolubilità tra Bene e Male nella natura di ognuno di noi.
E' questa la grande scoperta di Stevenson, la grande dannazione laica, l'impossibilità di tenere separate le due entità dell'animo umano.
"Benché profondamente duplice, io non ero affatto un ipocrita; tutt'e due i miei lati erano estramamente sinceri; io ero sempre me stesso, sia che mettessi da parte qualsiasi riserbo e sprofondassi nella vergogna, sia che mi affaticassi, alla luce del gorno, per il progresso della scienza o per il sollievo dai dolori e dalle sofferenze."
"L'uomo non è in verità unico, ma duplice...
Era la maledizione del genere umano, il fatto che quei due elementi contrastanti fossero così legati insieme, che nel seno agonizzante della coscienza, questi due poli dovessero essere in continua lotta."
Questo il fulcro tematico del libro, ancora più sorprendente se consideriamo i tempi in cui fu pubblicato: 1886, nel pieno dell'epoca vittoriana con tutti i suoi pregiudizi e perbenismi.
Leggere questo piccolo capolavoro è stato davvero un piacere.
La struttura narrativa, la suspence, le atmosfere opache e poi quella descrizione dello sdoppiamento del dottor Jekill in mr Hyde ( = nascondere)che fa parte dell'immaginario di ogni lettore occidentale, ne fanno un capolavoro.
11 ott 2009
Il buio oltre la siepe
di Harper Lee
Ci sono libri di cui abbiamo "bisogno", libri che devono entrare nella vita di ognuno di noi e aiutarci a far propri i valori di una società civile.
Il buio oltre la siepe è uno di quei libri e non mi stupisce che in America sia il libro più letto dopo la Bibbia, nè che il sindaco di Chicago nel 2001 abbia acquistato migliaia di copie da distribuire nelle biblioteche invitando i cittadini a leggerlo.
E' stato scritto nel 1960, nel periodo segregazionista degli USA segnando il salto dal periodo buio razzista alla fase civile.
Narra la storia di un giovane nero che viene accusato della violenza su una ragazza bianca. Un avvocato, Atticus Finch, riesce a dimostrare la sua innocenza, ma il giovane viene ugualmente condannato e ucciso in un tentativo di fuga.
La voce narrante è quella della piccola Scout, figlia di Atticus e che farà da collante tra il mondo pieno di ipocrita e viziato da pregiudizi degli adulti e quello puro e autentico dei bambini.
E' un romanzo che tratta di razzismo, povertà, differenza di genere, di violenza, di amore, di relazioni fra persone nella società, di dicotomia tra apparenza e sostanza, tra vero e falso.
Con un linguaggio ironico e nello stesso tempo pietoso, divertente e commovente, riviviamo il mondo dell'infanzia che è in ognuno di noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, con il suo percorso di crescita.
"Prima di tutto"- disse, "voglio insegnarti un semplice trucco, Scout, e se lo imparerai andrai molto più d'accordo con tutti: se vuoi capire una persona, devi cercare di considerare le cose dal suo punto di vista.."
E ancora
"Figliolo...volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare ugualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succede."
Giusto un assaggio della grandezza di questo libro.
Un libro fondamentale per la cultura americana ( e a proposito mi piacerebbe conoscere il parere di qualche statunitense che per sbaglio leggesse queste povere righe...) e che oggi difronte al nostro razzismo europeo, alle accuse affrettate verso i diversi, alle aggressioni contro gli stranieri, oggi sentiamo il "bisogno" di metterlo nelle mani dei nostri ragazzi.
5 ott 2009
Il Petruzzelli restituito
Sulle note di 'Casta diva' dalla 'Norma' di Bellini – l'opera rappresentata la sera dell’incendio del Petruzzelli il 27 ottobre 1991 – con la voce di Maria Callas, ieri 4 ottobre si è riaperto il Petruzzelli.
Nel silenzio generale suonano le note dell’inno di Mameli e poi quelle della 'Nona' di Beethoven, l'inno alla gioia. Quale migliore scelta per enfatizzare l'emozione di ritrovare il nostro teatro, dopo ben 18 anni.Ecco qui una breve escursione, filmata e musicata, nella storia di un grande teatro che ritorna a vivere.
Come era, gli artisti che l'hanno fatto grande, il rogo e la rinascita. Buon ascolto
Iscriviti a:
Post (Atom)




