5 set 2010

L'ombra del vento

di Carlos Ruiz Zafòn
                                                       
Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un'anima, l'anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza....
 (...) poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccagli davvero il cuore. L'eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale - non importa quanti altri libri leggeremo, quanti mondi scopriremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo - prima o poi faremo ritorno.

Ambientato nella misteriosa Barcellona del 1945 è il racconto di un ragazzo che, venuto in possesso di un  libro custodito nel Cimitero dei Libri Sepolti, sarà travolto dal mistero che avvolge il romanzo.
Daniel, il ragazzo che prenderà il libro maledetto, scoprirà man mano i segreti che riguardano il libro e il suo  autore, Julian Carax e, soprattutto, constaterà l'inquietante parallelismo tra la propria vita e quella dell'autore maledetto.
Caduta anch'io, anche se mi fa onore una resistenza di quasi 9 anni essendo stato pubblicato nel 2001, nella trappola del tam-tam dei lettori, "del caso editoriale premiato da un incredibile successo di critica e pubblico in tutto il mondo" (ma come si fa a resistere a tanto?!), ora mi chiedo il perché di così tanto successo.
Bellissima l'idea del Cimitero dei libri Dimenticati, bella l'ambientazione in una Barcellona misteriosa e nebbiosa, apprezzabile una discreta costruzione storica, ma.. non c'è altro.
Prevedibile la trama, il gran mistero subito intuibile, personaggi così piatti da sembrare comparse, ad eccezione del barbone riabilitato che però viene così caricato di connotati caratterizzanti da venirne schiacciato. Sentimenti intrisi di melassa: amori impossibili ed eterni, amicizia tradita oppure assoluta, votata al martirio, vendetta cruenta e rabbiosa. Mancano dinamiche relazionali, evoluzioni dei personaggi, e in cambio ci sono tanti vuoti logici che rendono davvero improbabili personaggi e storie.
Mancano il talento, le armi del mestiere.
Eppure L'ombra del vento è  piaciuto  tanto e a tanti.
C'è qualcosa che mi sarà sfuggito o forse appartengo a quel minimo percentile impermeabile al fascino dei best-seller.
Resta tuttavia una lettura scorrevole, che non pretende grosso impegno dei neuroni cerebrali. Una lettura rilassante, da "sotto l'ombrellone", tra una nuotata e un bagno di sole.

3 set 2010

Prendere un borrelhapje a Maastricht

caffè sulla Piazza Vrijthof
Forse uno dei modi migliori per godere della bellezza di Maastricht è quello di sedersi ad uno dei tanti tavolini dei bar che si affacciano sulle piazze della città. Sedersi al bar, guardare il via vai di gente, sorseggiare una buona birra mentre le tante lingue differenti dei tuoi vicini si mescolano creando un' atmosfera giovane e frizzante, cosmopolita.
Non si può andare a Maastricht e non ordinare un borrelhapje, lo stuzzichino che si prende come aperitivo per accompagnare la birra. Ed ecco il nostro borrelhapje: un boccale di Heineken, tanto più buona di quella che si trova qui in Italia, accompagnata da bitterballen, ossia palline di carne bianca, impanata, croccante fuori e così morbida dentro da sciogliersi in bocca. Questi stuzzichini si trovano in tutti i caffè e si gustano accompagnandoli con un pizzico di mostarda.
E dopo l'aperitivo lo shopping nel centro storico, magari nei piccoli negozi tradizionali, winkeltjes.
Andreas, la mia guida d'eccezione, mi ha condotta in una piccola bottega, un vero scrigno. Ad accoglierci una bella olandesina che tra la luce calda e soffusa di tante candele, ci offriva scaglie di formaggio per guidarci nell'acquisto. Il profumo penetrante di formaggi, spezie, dolci   impregnava tutto il piccolo negozio di legno che sembrava essersi conservato nel tempo, quasi cristallizato  qualche secolo prima. Acquisto convinta un bel pezzo di graskas, il gouda di maggio. Il gouda è un formaggio di latte crudo, somiglia al nostro grana, ma è più burroso e si scioglie in bocca sprigionando un sapore delicato e deciso nello tempo. Il gouda di maggio, il graskas, è fatto con il primo latte fornito dalla mucca quando, terminato l'inverno, ritrova i suoi pascoli rigogliosi e nutrienti.
 E' il formaggio più gustoso e lo porto con me in Italia a rievocare la bellezza e la bontà di una terra generosa e fresca.

26 ago 2010

Maastricht & maatjesharings

haringhar nella Piazza del Mercato
Visitare Maastricht con una guida d'eccezione come Andreas ha il pregio di poter godere del meglio che la città possa offrire.
E così lo spuntino è stato rigorosamente olandese: maatjesharings.
 La maatjesharing è un'aringa che non ha ancora raggiunto lo sviluppo completo, lunga dai 20 ai 30 centimetri, e che non ha ancora deposto uova. Da 400 anni, questa aringa è un'esclusività della costa olandese. Le vere maatjes vengono pescate tra la fine di maggio e la fine di luglio e noi eravamo nella stagione giusta per gustarle al meglio. Il pesce, freschissimo, ha una pelle argentata e una carne tenera di colore bianco crema. Non ha lische, non ha scaglie e non presenta tracce di sangue.
Si acquistano direttamente dalle venditrici ambulanti (le donne puliscono e vendono, gli uomini vanno a pescare ) che puliscono e preparono il pesce nel loro haringhar ovvero il carrettino delle aringhe. Noi lo abbiamo acquistato da tre belle olandesi bionde dal loro haringhar in Piazza del Mercato.
 Superata un' iniziale diffidenza, non abbiamo resistito alla maatje adagiata in un panino al latte, ricoperta con rondelle di cipolla e con qualche grano di pepe...Un vero sfizio!

La foto è mia...

24 ago 2010

Passeggiando a Maastricht

Il Maas che attraversa Maastricht
Una giornata per le vie di Maastricht, nel cuore dell'Europa, città-crocevia di lingue e culture diverse.
 Incastonata fra Belgio e Germania, Maastricht è la città più meridionale dei Paesi Bassi e per la sua posizione geografica, proprio nel ventre della vecchia Europa, è stata eletta quale sede della firma del Trattato dell'Unione Europea nel febbraio 1992.
particolare del pavimento della Plein 1992
 La Plein 1992 tappezzata con le sue mattonelle incise con la data del Trattato è lì a ricordare proprio quel primo passo verso l'unione europea.

Passeggiando per le strade si ha la netta sensazione di essere in una città cosmopolita, frequentata da giovani richiamati qui anche dalla prestigiosa università. Io ci sono stata proprio il giorno della prima partita disputata dall' Olanda durante i mondiali di calcio e per le vie e ai tavolini dei bar era un brulicare di oranges, un respirare aria fresca di festa e allegria..
Camminando per le vie di ciottolato che conducono alle piazze maggiori, si ammirano le belle case con grandi finestre e le decine di biciclette che sono il mezzo di trasporto privilegiato in una città cosmopolita e a misura di uomo. A proposito di finestre, la mia guida d'onore, Andreas, mi ha svelato l'arcano riguardo le grandi e numerose finestre presenti nelle case antiche. In passato c'era una onerosa tassa sul mattone: maggiore era la superficie di mattoni che costituivano le facciate delle casa, maggiore era la tassa da pagare. Quindi le finestre divennero un'ottima soluzione per pagare meno tasse: più finestre, meno mattoni, meno tasse!

Piazza Vrijthof
La Piazza Vrijthof è il centro culturale cittadino ed è circondata da caffè e punti di ritrovo. Qui si elevano le due principali chiese cittadine: la cattolica Sint Servaasbasiliek le la protestante Sint Janskerka.
La Sint Servaasbasiliek ovvero la basilica di San Servaas è un superbo monumento di epoca romanica, un insieme architettonico notevole e imponente che racchiude il "tesoro" con l'urna e il reliquario del santo.
La Sint Janskerk, la chiesa di San Giovanni è completamente rossa all’esterno e dall'alto del suo campanile in una bellissima pietra rossa si può ammirare una vista mozzafiato della città.

Onze Lieve Vrouwerkerk
Onze Lieve Vrouwerkerk, la basilica di Nostra Signora, è il più antico santuario di Maastricht risalente all'anno Mille. Si trova poco distante dalla Piazza Mercato e dal Municipio della città. Dall'esterno più che una chiesa pare una fortezza, ma all'interno vengo sopraffatta dall'oscurità religiosa su cui troneggia la bellissima statua della Vergine illuminata da decine e decine di candele.

A Maastricht, città giovane, moderna con radici antiche, moderno e antico, tradizione e innovazione si armonizzano dando vita a una città fresca ed autentica.
Città di fascino, vivace e frizzante come i suoi giovani abitanti.

Le foto sono mie...

20 ago 2010

Tengo los años necesarios para gritar lo que pienso...


Oggi compio gli anni. Non sempre amo festeggiarli, ma spero sempre che le persone a me più care facciano a gara per augurarmi BUON COMPLEANNO. E se poi non arriva la telefonata di qualcuno che vive lontano, allora sì che ci resto male. Ma oggi voglio dedicarmi questo augurio scritto da un grande.
Frecuentemente me preguntan que cuántos años tengo... ¡Qué importa éso!


Tengo la edad que quiero y siento. La edad en que puedo gritar sin miedo lo que pienso. Hacer lo que deseo, sin miedo al fracaso, o lo desconocido. Tengo la experiencia de los años vividos y la fuerza de la convicción de mis deseos.

¡Qué importa cuántos años tengo! No quiero pensar en ello. Unos dicen que ya soy viejo y otros que estoy en el apogeo.

Pero no es la edad que tengo, ni lo que la gente dice, sino lo que mi corazón siente y mi cerebro dicte.

Tengo los años necesarios para gritar lo que pienso, para hacer lo que quiero, para reconocer yerros viejos, rectificar caminos y atesorar éxitos. Ahora no tienen por qué decir: Eres muy joven... no lo lograrás.

Tengo la edad en que las cosas se miran con más calma, pero con el interés de seguir creciendo. Tengo los años en que los sueños se empiezan a acariciar con los dedos, y las ilusiones se convierten en esperanza.

Tengo los años en que el amor, a veces es una loca llamarada, ansiosa de consumirse en el fuego de una pasión deseada. Y otras un remanso de paz, como el atardecer en la playa.

¿Qué cuántos años tengo? No necesito con un número marcar, pues mis anhelos alcanzados, mis triunfos obtenidos, las lágrimas que por el camino derramé al ver mis ilusiones rotas... Valen mucho más que eso.

¡Qué importa si cumplo veinte, cuarenta, o sesenta! Lo que importa es la edad que siento.

Tengo los años que necesito para vivir libre y sin miedos. Para seguir sin temor por el sendero, pues llevo conmigo la experiencia adquirida y la fuerza de mis anhelos.

¿Qué cuantos años tengo? ¡Eso a quién le importa!

Tengo los años necesarios para perder el miedo, y hacer lo que quiero y siento.

 

13 ago 2010

SMILE

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei.
Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un' opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca senza applausi.
-- Charlie Chaplin
 

5 ago 2010

Il mare

E' qualcosa di più di un elemento della Natura, il mare. E' una forza che vive nell'anima di chi come me ogni giorno poteva sentirlo, annusare il suo odore.
Il mare incazzato d'inverno, verde grigio spumoso con onde impetuose che vanno ad infrangersi sugli scogli. Ogni onda è un urlo, un lamento, una lacerazione, l'eco della tua rabbia. Un mare che nessuno cerca, un mare solo tuo, un mare vero.
Il mare calmo melanconico dei primi giorni di autunno, quando non vuoi tornare a casa. Il mare degli addii, delle stagioni finite, dei ricordi felici e la consapevolezza di qualcosa che è stato e non sarà più.
Il mare  sonnacchioso e luminoso dell'alba, quando nel silenzio ovattato della città che lentamente si sveglia,  regala  solo a te un'esplosione di colori e luci. La promessa di un giorno radioso, la voglia di cominciare, l'allegria di esistere.
Il mare notturno che abbraccia la luna, silenzioso, calmo come chi ha tanto vissuto e ora cerca solo il silenzio.
Il mare degli amori, delle carezze rubate, dei baci di chi crede ai "per sempre".

Da tempo non vivo più vicino al mio mare, non sento più la sua presenza, l'odore dolce e pungente, i lampi spumeggianti di luce diamantina, l'eco delle onde che si schiantano sugli scogli ogni anno più dolci.
Quando ritorno però ho quasi l'impressione che mi stia aspettando. Accoglie il mio sguardo, lo avvolge, lo fa riposare.
Non ci sono ostacoli, interruzioni, lo sguardo si appoggia lontano, l'orizzonte è l'infinito.

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La foto e il video sono miei...

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