La tarde equivocadase vistió de frío.Detrás de los cristalesturbios, todos los niñosven convertirse en pájarosun árbol amarillo.
La tarde está tendidaa lo largo del río.
Y un rubor de manzanatiembla en los tejadillos.
5 dic 2010
Paisaje
3 dic 2010
Elenco del peggio e del meglio della scuola
Dalla puntata del 29 novembre della trasmissione televisiva Vieniviaconme:
1. La scuola peggiore è quella che si limita a individuare capacità e meriti evidenti.
La scuola migliore è quella che scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero.
2. La scuola peggiore è quella che esclama: meno male, ne abbiamo bocciati sette, finalmente abbiamo una bella classetta.
La scuola migliore è quella che dice: che bella classe, non ne abbiamo perso nemmeno uno.
3. La scuola peggiore è quella che dice: qui si parla solo se interrogati.
La scuola migliore è quella che dice: qui si impara a fare domande.
4. La scuola peggiore è quella che dice: c’è chi è nato per zappare e c’è chi è nato per studiare.
La scuola migliore è quella che dimostra: questo è un concetto veramente stupido.
5. La scuola peggiore è quella che preferisce il facile al difficile.
La scuola migliore è quella che alla noia del facile oppone la passione del difficile.
6. La scuola peggiore è quella che dice: ho insegnato matematica io? Sì. La sai la matematica tu? No. 3, vai a posto.
La scuola migliore è quella che dice: mettiamoci comodi e vediamo dove abbiamo sbagliato
7. La scuola peggiore è quella che dice: tutto quello che impari deve quadrare con l’unica vera religione, quella che ti insegno io.
La scuola migliore è quella che dice: qui si impara solo a usare la testa.
8. La scuola peggiore rispedisce in strada chi doveva essere tolto dalla strada e dalle camorre.
La scuola migliore va in strada a riprendersi chi le è stato tolto.
9. La scuola peggiore dice: ah com’era bello quando i professori erano rispettati, facevano lezione in santa pace, promuovevano il figlio del dottore e bocciavano il figlio dell’operaio.
La scuola migliore se li ricorda bene, quei tempi, e lavora perché non tornino più.
10. La scuola peggiore è quella in cui essere assenti è meglio che essere presenti.
La scuola migliore è quella in cui essere presenti è meglio che essere assenti.
1. La scuola peggiore è quella che si limita a individuare capacità e meriti evidenti.
La scuola migliore è quella che scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero.
2. La scuola peggiore è quella che esclama: meno male, ne abbiamo bocciati sette, finalmente abbiamo una bella classetta.
La scuola migliore è quella che dice: che bella classe, non ne abbiamo perso nemmeno uno.
3. La scuola peggiore è quella che dice: qui si parla solo se interrogati.
La scuola migliore è quella che dice: qui si impara a fare domande.
4. La scuola peggiore è quella che dice: c’è chi è nato per zappare e c’è chi è nato per studiare.
La scuola migliore è quella che dimostra: questo è un concetto veramente stupido.
5. La scuola peggiore è quella che preferisce il facile al difficile.
La scuola migliore è quella che alla noia del facile oppone la passione del difficile.
6. La scuola peggiore è quella che dice: ho insegnato matematica io? Sì. La sai la matematica tu? No. 3, vai a posto.
La scuola migliore è quella che dice: mettiamoci comodi e vediamo dove abbiamo sbagliato
7. La scuola peggiore è quella che dice: tutto quello che impari deve quadrare con l’unica vera religione, quella che ti insegno io.
La scuola migliore è quella che dice: qui si impara solo a usare la testa.
8. La scuola peggiore rispedisce in strada chi doveva essere tolto dalla strada e dalle camorre.
La scuola migliore va in strada a riprendersi chi le è stato tolto.
9. La scuola peggiore dice: ah com’era bello quando i professori erano rispettati, facevano lezione in santa pace, promuovevano il figlio del dottore e bocciavano il figlio dell’operaio.
La scuola migliore se li ricorda bene, quei tempi, e lavora perché non tornino più.
10. La scuola peggiore è quella in cui essere assenti è meglio che essere presenti.
La scuola migliore è quella in cui essere presenti è meglio che essere assenti.
1 dic 2010
Un incipit al mese: Dicembre
Continuiamo con la rubrica un incipit al mese, ovvero un post dedicato alla trascrizione delle prime righe del libro che ho in lettura. Un post al mese, ogni primo giorno del mese.
Questo mese sto leggendo un libro di uno scrittore che amo particolarmente. Appena letto le prime righe è stato come riabbracciare un vecchio e caro amico.
Ho ritrovato la vecchia atmosfera, lo stile asciutto e pulito, l'autoironia leggera e melanconica, i flashback nel passato, le citazioni, il background musicale. Sì, leggere questo romanzo, come del resto ogni libro di questo scrittore, mi dà lo stesso dolce piacere di quando prendo un tè con una vecchia amica del liceo.
Dicembre - secondo incipit da "Le perfezioni provvisorie" di Gianrico Carofiglio
Gianrico Carifiglio, Le perfezioni provvisorie, Sellerio editore Palermo
Questo il libro che sto leggendo, e il tuo?
Questo mese sto leggendo un libro di uno scrittore che amo particolarmente. Appena letto le prime righe è stato come riabbracciare un vecchio e caro amico.
Ho ritrovato la vecchia atmosfera, lo stile asciutto e pulito, l'autoironia leggera e melanconica, i flashback nel passato, le citazioni, il background musicale. Sì, leggere questo romanzo, come del resto ogni libro di questo scrittore, mi dà lo stesso dolce piacere di quando prendo un tè con una vecchia amica del liceo.
Dicembre - secondo incipit da "Le perfezioni provvisorie" di Gianrico Carofiglio
Tutto cominciò con un'innocua telefonata di un vecchio compagno di università.
Sabino Fornelli fa l'avvocato civilista. Quando un suo cliente ha un problema penale, lui chiama me, mi passa il caso e poi non vuole saperne più niente. Come molti civilisti, pensa che gli uffici giudiziari penali siano posti malfamati e pericolosi, e preferisce tenersene alla larga.
Un pomeriggio di marzo, mentre ero impegnato a studiare un ricorso che avrei dovuto discutere il giorno dopo in cassazione, Sabino Fornelli mi chiamò. Erano parecchi mesi che non ci sentivamo
«Ciao Guerrieri, come stai?».
«Bene, e tu?».
«Come sempre. Mio figlio è andato a farsi tre mesi di scuola negli Stati Uniti».
«Bello. Ottima idea, avrà qualcosa da ricordarsi».
«Anch'io avrò qualcosa da ricordarmi: da quando è partito mia moglie mi massacra con la sua ansia, e io sto per diventare pazzo».
Gianrico Carifiglio, Le perfezioni provvisorie, Sellerio editore Palermo
Questo il libro che sto leggendo, e il tuo?
24 nov 2010
E' la neve
Oggi la piccola di casa mi ha letto una sua poesia.
Bellissima, candida come la sua tenera età, dolce come l'innocenza dei suoi nove anni.
E qui, ancora una volta, l'orgoglio di mamma è stato pienamente appagato.
![]() |
| Illustrazione di Linda Bronson |
E' la neve
E' la neve
fredda pallida
lenta incomincia a cadere
avvolge raffredda
incanta
imbianca città.
E cristalli bianchi
scivolano
fioccano dal cielo
candidamente
E nevica.
Alessandra
13 nov 2010
Coming back home/2
Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui
ma adesso forse ti puoi riposareun bagno caldo e qualcosa di frescoda bere e da mangiare
ti apro io la valigia mentre tu resti lie piano piano ti faccio vederec'erano solo quattro farfalleun po' più dure a morire ...
Adesso tì puoi riposare.
Hai salito scale, girato angoli, a volte camminato nel buio, nell'incerto. Ora è tempo di prendere fiato, disfare le valigie.
Sei partita ancora bambina con uno zaino rosso sulle spalle e una valigia troppo pesante da sollevare.
Non c'era mai tempo per salutarti come avrei voluto. Abbracci rubati, soffocati, spezzati da porte di treni che ti strappavano da me.
Il tuo sguardo da cerbiatto un pò spaventato mi parlava più della tua bocca determinata.
Tornavi con odori nuovi, profumi di case nuove, a me estranee.
Tornavi come una meteora, la tua valigia sempre aperta accanto al letto, mai completamente disfatta, pronta per una nuova partenza, un viaggio nuovo.
Ma adesso, forse, ti puoi riposare.
Ti ho visto mettere ordine nel tuo armadio, riporre libri, appendere quadri, sistemare abat-jour, archiviare documenti.
Ti ho visto disfare la valigia.
7 nov 2010
Pier Paolo Pasolini
Dal Diario 1945-47
tra i veli tranquilli delle nuvole?
Se l'iroso usignolo nell'azzurro
arido, esala i suoi canti diurni,
lo ascolto ardente, ma non ho spera
Io non sogno, son veglio...
Pier Paolo Pasolini
![]() |
| Pier Paolo Pasolini |
Come un naufrago incolume mi volgoangosciato dai baratri celesti
e vedo, inteneriti dal passato,
alle mie spalle, oceani di rare
viole, di silenziose primule.
E' già un sogno lontano più del cielo
il paesaggio di germogli azzurri
che il trasparente Aprile intiepidiva.
Il tempo è dileguato senza moto:
le farfalle che volano pudiche,
i fiori violenti, l'irta quiete...
E so ancora atterrirmi ad un accento
che disaccordi con la fioca musica
dei campi? Alzare il capo, puerilmente,
tra i veli tranquilli delle nuvole?
Se l'iroso usignolo nell'azzurro
arido, esala i suoi canti diurni,
lo ascolto ardente, ma non ho spera
Io non sogno, son veglio...
Pier Paolo Pasolini
5 nov 2010
O tempora o mores!
Mi ero ripromessa di non cascarci. Nulla su misterB. perché, per coerenza, meriterebbe almeno un post alla settimana, (quale fonte inesauribile!) e così monopolizerebbe tutto il mio misero blog.
![]() |
| disegno di Frassetto |
Ma un dubbio mi assale: nel declino del reuccio sole peseranno di più, nel futuro, i festini nei luoghi di potere o la crisi economica che continua a svuotare le tasche e i salvadanai di noi poveri mortali?
Nei libri di scuola ricorderanno più le avvenenti e previdenti minorenni, le tante Ruby, Naomi...o piuttosto le imprese che chiudono, gli operai in cassa integrazione, l’inerzia, l’inazione sulla crescita del Paese che, privilegiando «il passato rispetto al futuro esclude dalla valutazione del benessere la visione di coloro per cui il futuro è l’unica ricchezza: i giovani» così come afferma il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, nella lezione magistrale che si è tenuta oggi ad Ancona?
Altro amletico dubbio: nel nostro Paese non esiste altra dinamica sociale oltre al velinismo?
Certo, non è un reato arricchirsi, desiderare di vivere nel lusso e oggi la firma, la griffe l'ostentazione dei beni di lusso sembrano esorcizzare la povertà e...l'anonimato. Un vero talismano contro la povertà.
Ma oggi non esiste nessun ascensore sociale: i poveri restano o diventano sempre più poveri a meno che...si è di belle e fresche fattezze e soprattutto disposti ad avvicinarsi al potere o meglio ad entrare nelle camere del potere.
O tempora o mores...che tempi, che modi signora mia!
Iscriviti a:
Post (Atom)






