È mattina presto, e le ombre degli alberi si allungano oltre le radici, eppure la monotona pianura polacca già boccheggia sotto un sole cocente. Gli alberi tozzi e storti ai bordi della strada sembrano trasformati in pietre. Non un fremito di ramoscelli, non un fruscio di foglie. Non si ode un solo canto d’uccello. Anche i vecchi mulini a vento sono pietrificati; le loro braccia antiche, rattoppate con tegole sottili di ardesia e assicelle rinsecchite, sono immobili. Solo dai prati riarsi si leva l’incessante frinire dei grilli, interrotto di tanto in tanto dallo zillare delle cavallette simile al rumore di un tosaerba. In cima a un mucchio di fieno una cicogna ritta su una zampa sola dorme sopraffatta dalla stanchezza e dalla calura. ![]() |
Israel J. SINGER, A oriente del giardinodell’Eden (tit. inglese East of Eden), traduzione
dall’inglese di Marina Morpurgo, pp.477, Bollati
Boringhieri, 2015
Il romanzo della disillusione
Un magnifico affresco di un'epoca, quella dei primi decenni del Novecento, attraverso personaggi che restano nel cuore e nella mente.
Ambientato nella prima parte negli umili villaggi di campagna della Polonia, poi nei quartieri popolari di Varsavia e per finire nelle tristissime periferie di Mosca.
Protagonisti sono gli umili ebrei polacchi e le loro illusioni e disillusioni.
Mattes, il capofamiglia, povero venditore ambulante piegato dalla miseria e da un'ortodossia religiosa che segna la sua vita e le sue scelte, quando finalmente, dopo una sfilza di femmine, avrà un figlio maschio, Nacham ("il consolatore"), crederà di esser stato premiato dalla sua fede incrollabile. Sogna di farne un dotto e rispettabile rabbino che riscatterà l'onore di tutta la famiglia.
Ma Nacham erediterà dal padre sì il sogno, l'illusione, ma non sarà la fede bensì l'ideologia, la fede politica a plasmare la sua vita.
Padre e figlio pagheranno ad alto prezzo le loro illusioni, annientati da delusioni devastanti. Entrambi rispecchiano l'inadeguatezza del vivere, mentre saranno i personaggi femminili, le donne, figlie, sorelle, mogli a farsi carico di tutto il peso della quotidianità, della vita reale.
Come dimenticare la coraggiosa e instancabile Scheindel o la laboriosa Hannah e tante altre figure che pullulano in questo mondo yiddish così meravigliosamente raffigurato?
Il protagonista, Nachman , è il ritratto dello smarrimento, di chi non può più tornare indietro alla fede dei padri. È il ritratto del tentativo fallito di sostituire la ferrea fede di ieri con il sogno della rivoluzione socio-politica dell'oggi. Finirà con il vagare in una terra di nessuno, fuori dalla terra promessa, dall'Eden incarnando quella dimensione dell'esiliato così peculiare dell'uomo del Novecento e degli ebrei orientali in particolare.
Una lettura straordinaria che da tempo cercavo. Sicuramente fonte preziosa di arricchimento e chiaro esempio di sano Slow Reading grazie anche alla magistrale traduzione di Marina Morpungo.
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22 mag 2015
A oriente del giardino dell'Eden di Israel J.Singer
3 gen 2011
Un incipit al mese: Gennaio
Continuamo la rubrica "Un incipit al mese".
Ho voluto iniziare il nuovo anno alla grande con la lettura di un classico della letteratura russa:
Ho voluto iniziare il nuovo anno alla grande con la lettura di un classico della letteratura russa:
Nell'androne d'una locanda della città di N., capoluogo di governatorato, entrò una graziosa, piccola vettura a molle, di quelle in cui viaggiano gli scapoli: tenenti colonnelli a riposo, capitani in seconda, proprietari di campagna che possiedono un centinaio d'anime di contadini: in una parola, tutti quelli che si dicono signori di mezza taglia. Nella carrozza sedeva un signore, che non era proprio un bell'uomo, ma non era neppure di brutto aspetto, né troppo grosso né troppo esile; non si poteva dire che fosse anziano, ma neppure, d'altronde, che fosse troppo giovane. Il suo arrivo non sollevò in città il minimo scalpore, e non fu accompagnato da alcunché di singolare: solo due mužík russi, piantati sulla porta d'un'osteria di faccia alla locanda, fecero qualche osservazioncella, che si riferiva del resto piuttosto alla carrozza, che non a colui che vi sedeva dentro. – Non vedi? – disse uno dei due. – Guarda che ruota! Che dici, tu: ci arriverebbe quella ruota lí, mettiamo caso, fino a Mosca, o non ci arriverebbe? – Ci arriverebbe, – rispose l'altro. – Ma fino a Kazàn', dico io, mica ci arriverebbe? – Fino a Kazàn' non ci arriverebbe, – rispose l'altro; e con questo la conversazione ebbe termine. C'è ancora da aggiungere che nel momento in cui la carrozza s'accostava alla locanda, un giovanotto s'era trovato a passare, in bianchi calzoni di bambagino assai stretti e corti, con un frac che aveva grandi pretese di moda, e lasciava risaltare la pettina della camicia, chiusa da una spilla di Tula con pistola di bronzo. Il giovanotto s'era voltato indietro, aveva guardato la carrozza, s'era acchiappato con la mano il berretto, lí lí per volar via con una ventata, e se n'era andato per la sua strada.Nicolaj Gogol', LE ANIME MORTE - traduzione di Nicoletta Marcialis - La Biblioteca di Repubblica 2004 - Gruppo Editoriale L'Espresso
1 dic 2010
Un incipit al mese: Dicembre
Continuiamo con la rubrica un incipit al mese, ovvero un post dedicato alla trascrizione delle prime righe del libro che ho in lettura. Un post al mese, ogni primo giorno del mese.
Questo mese sto leggendo un libro di uno scrittore che amo particolarmente. Appena letto le prime righe è stato come riabbracciare un vecchio e caro amico.
Ho ritrovato la vecchia atmosfera, lo stile asciutto e pulito, l'autoironia leggera e melanconica, i flashback nel passato, le citazioni, il background musicale. Sì, leggere questo romanzo, come del resto ogni libro di questo scrittore, mi dà lo stesso dolce piacere di quando prendo un tè con una vecchia amica del liceo.
Dicembre - secondo incipit da "Le perfezioni provvisorie" di Gianrico Carofiglio
Gianrico Carifiglio, Le perfezioni provvisorie, Sellerio editore Palermo
Questo il libro che sto leggendo, e il tuo?
Questo mese sto leggendo un libro di uno scrittore che amo particolarmente. Appena letto le prime righe è stato come riabbracciare un vecchio e caro amico.
Ho ritrovato la vecchia atmosfera, lo stile asciutto e pulito, l'autoironia leggera e melanconica, i flashback nel passato, le citazioni, il background musicale. Sì, leggere questo romanzo, come del resto ogni libro di questo scrittore, mi dà lo stesso dolce piacere di quando prendo un tè con una vecchia amica del liceo.
Dicembre - secondo incipit da "Le perfezioni provvisorie" di Gianrico Carofiglio
Tutto cominciò con un'innocua telefonata di un vecchio compagno di università.
Sabino Fornelli fa l'avvocato civilista. Quando un suo cliente ha un problema penale, lui chiama me, mi passa il caso e poi non vuole saperne più niente. Come molti civilisti, pensa che gli uffici giudiziari penali siano posti malfamati e pericolosi, e preferisce tenersene alla larga.
Un pomeriggio di marzo, mentre ero impegnato a studiare un ricorso che avrei dovuto discutere il giorno dopo in cassazione, Sabino Fornelli mi chiamò. Erano parecchi mesi che non ci sentivamo
«Ciao Guerrieri, come stai?».
«Bene, e tu?».
«Come sempre. Mio figlio è andato a farsi tre mesi di scuola negli Stati Uniti».
«Bello. Ottima idea, avrà qualcosa da ricordarsi».
«Anch'io avrò qualcosa da ricordarmi: da quando è partito mia moglie mi massacra con la sua ansia, e io sto per diventare pazzo».
Gianrico Carifiglio, Le perfezioni provvisorie, Sellerio editore Palermo
Questo il libro che sto leggendo, e il tuo?
31 ott 2010
Facciamo un gioco: un incipit al mese
Sarà che... si sente nell'aria, sarà... il tam tam dai vari blog su libri e letture, sarà perché...semplicemente mi piace l'idea, con quest post voglio dare inizio a un gioco: un post per un incipit al mese. Traduco: all'inizio di ogni mese pubblicherò un post dove trascriverò l'incipit del libro che ho in lettura.
Sarebbe interessante se poi qualcuno volesse trascrivere l'incipit del proprio libro in lettura nella sezione commenti e/o lasciare un link verso il proprio post. Chiaramente recensioni, opinioni, commenti riguardo i libri in questione arricchirebbero notevolmente il gioco.
Il premio? L'opportunità di assaggiare libri anche di un genere diverso dalle nostre abitudini e magari invogliarne la lettura.
A che pro trascrivere l'incipit di un romanzo?
Perché l'incipit è "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" e questo "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe". da Wikipedia
Nel leggere infatti la prima pagina noi non veniamo a conoscenza, ovviamente, di tutto il romanzo, ma ci creiamo dei percorsi mentali lungo i quali orienteremo la nostra lettura, così come facciamo in libreria quando sfogliamo un libro prima di sceglierlo, comprarlo.
Questo il mio incipit. A voi la palla....
Sarebbe interessante se poi qualcuno volesse trascrivere l'incipit del proprio libro in lettura nella sezione commenti e/o lasciare un link verso il proprio post. Chiaramente recensioni, opinioni, commenti riguardo i libri in questione arricchirebbero notevolmente il gioco.
Il premio? L'opportunità di assaggiare libri anche di un genere diverso dalle nostre abitudini e magari invogliarne la lettura.
A che pro trascrivere l'incipit di un romanzo?
Perché l'incipit è "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" e questo "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe". da Wikipedia
Nel leggere infatti la prima pagina noi non veniamo a conoscenza, ovviamente, di tutto il romanzo, ma ci creiamo dei percorsi mentali lungo i quali orienteremo la nostra lettura, così come facciamo in libreria quando sfogliamo un libro prima di sceglierlo, comprarlo.
Iniziamo, dunque.
Novembre - primo incipit da "Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares" di Fernando Pessoa
Penso a volte che non uscirò mai da questa Rua dos Douradores. e se lo scrivo, mi sembra l'eternità.
Il viaggio dentro la testaDal mio quarto piano sull'infinito, nella plausibile intimità della sera che sopraggiunge, a una finestra che dà sull'inizio delle stelle, i miei sogni si muovono con l'accordo di un ritmo, con una distanza rivolta verso viaggi a paesi ignoti, o ipotetici, o semplicemente impossibili.
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Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares, traduzione di Maria José de Lancastre e Antonio Tabucchi, Universale Economica FeltrinelliQuesto il mio incipit. A voi la palla....
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