È mattina presto, e le ombre degli alberi si allungano oltre le radici, eppure la monotona pianura polacca già boccheggia sotto un sole cocente. Gli alberi tozzi e storti ai bordi della strada sembrano trasformati in pietre. Non un fremito di ramoscelli, non un fruscio di foglie. Non si ode un solo canto d’uccello. Anche i vecchi mulini a vento sono pietrificati; le loro braccia antiche, rattoppate con tegole sottili di ardesia e assicelle rinsecchite, sono immobili. Solo dai prati riarsi si leva l’incessante frinire dei grilli, interrotto di tanto in tanto dallo zillare delle cavallette simile al rumore di un tosaerba. In cima a un mucchio di fieno una cicogna ritta su una zampa sola dorme sopraffatta dalla stanchezza e dalla calura. ![]() |
Israel J. SINGER, A oriente del giardinodell’Eden (tit. inglese East of Eden), traduzione
dall’inglese di Marina Morpurgo, pp.477, Bollati
Boringhieri, 2015
Il romanzo della disillusione
Un magnifico affresco di un'epoca, quella dei primi decenni del Novecento, attraverso personaggi che restano nel cuore e nella mente.
Ambientato nella prima parte negli umili villaggi di campagna della Polonia, poi nei quartieri popolari di Varsavia e per finire nelle tristissime periferie di Mosca.
Protagonisti sono gli umili ebrei polacchi e le loro illusioni e disillusioni.
Mattes, il capofamiglia, povero venditore ambulante piegato dalla miseria e da un'ortodossia religiosa che segna la sua vita e le sue scelte, quando finalmente, dopo una sfilza di femmine, avrà un figlio maschio, Nacham ("il consolatore"), crederà di esser stato premiato dalla sua fede incrollabile. Sogna di farne un dotto e rispettabile rabbino che riscatterà l'onore di tutta la famiglia.
Ma Nacham erediterà dal padre sì il sogno, l'illusione, ma non sarà la fede bensì l'ideologia, la fede politica a plasmare la sua vita.
Padre e figlio pagheranno ad alto prezzo le loro illusioni, annientati da delusioni devastanti. Entrambi rispecchiano l'inadeguatezza del vivere, mentre saranno i personaggi femminili, le donne, figlie, sorelle, mogli a farsi carico di tutto il peso della quotidianità, della vita reale.
Come dimenticare la coraggiosa e instancabile Scheindel o la laboriosa Hannah e tante altre figure che pullulano in questo mondo yiddish così meravigliosamente raffigurato?
Il protagonista, Nachman , è il ritratto dello smarrimento, di chi non può più tornare indietro alla fede dei padri. È il ritratto del tentativo fallito di sostituire la ferrea fede di ieri con il sogno della rivoluzione socio-politica dell'oggi. Finirà con il vagare in una terra di nessuno, fuori dalla terra promessa, dall'Eden incarnando quella dimensione dell'esiliato così peculiare dell'uomo del Novecento e degli ebrei orientali in particolare.
Una lettura straordinaria che da tempo cercavo. Sicuramente fonte preziosa di arricchimento e chiaro esempio di sano Slow Reading grazie anche alla magistrale traduzione di Marina Morpungo.
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22 mag 2015
A oriente del giardino dell'Eden di Israel J.Singer
23 apr 2015
21 apr 2015
Mare nostro di Erri De Luca
La bellissima preghiera laica che lo scrittore dedica alle vittime dell'ultimo naufragio a sud della Sicilia
Mare nostro
che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremite imbarcazioni,
senza una strada sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature
che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati.
Mare nostro,
che non sei nei cieli
all’alba sei colore del frumento,
al tramonto dell’uva di vendemmia,
ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste.
Mare nostro,
che non sei nei cieli
tu sei più giusto della terraferma
pure quanto sollevi onde a muraglia e poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite,
le visite cadute come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
la carezza d’abbraccio
bacio in fronte
di madre e padre prima di partire.
Erri De Luca
20 feb 2015
Perdersi di Lisa Genova
![]() |
| Perdersi di Lisa Genova |
Avere cinquant'anni e scoprirsi all'improvviso malata di Alzheimer. Dover accettare di precipitare giorno dopo giorno in un presente senza più un futuro e neanche un passato. Dover convivere con una percezione di sé e della propria vita svuotata da tutto ciò che fino a poco fa la caratterizzava: senza un lavoro, una famiglia, delle relazioni sociali. Dover rincorrere parole e connessioni logiche fin dentro i più reconditi meandri di un cervello che si sta arrendendo.
No, non credo che riuscirò a liberarmi presto di Alice o di Lydia o di John tanto facilmente. Sono così veri , così poco personaggi e così simili a me, alla mia vita. E ho paura di questa empatia.
Un libro che raccomando di leggere per riflettere su questa aspetto della vita che è la malattia. E benché il tema sia decisamente destabilizzante, l'autrice ha il merito di avere saputo maneggiarlo con maestria e grande garbo senza ruffiane indulgenze alla melassa dei buoni sentimenti.
28 nov 2014
20 set 2013
Un'ombra ben presto sarai
di Osvaldo Soriano
Caminito que el tiempo ha borrado,
que juntos un día nos viste pasar,
he venido por última vez,
he venido a contarte mi mal.
Caminito que entonces estabas
bordado de trébol y juncos en flor,
una sombra ya pronto serás,
una sombra lo mismo que yo.
Desde que se fue
triste vivo yo,
caminito amigo,
yo también me voy.
Desde que se fue
nunca más volvió.
Seguiré sus pasos...
Caminito, adiós.
Caminito que todas las tardes
feliz recorría cantando mi amor,
no le digas, si vuelve a pasar,
que mi llanto tu suelo regó.
Caminito cubierto de cardos,
la mano del tiempo tu huella borró...
Yo a tu lado quisiera caer
y que el tiempo nos mate a los dos.
Mi hai fregato, Soriano; mi hai fregato alla grande.
Sono giorni che ho finito di leggere questo tuo libro; ho ancora provato a iniziare a leggere altro, ma non funziona. Non riesco a liberarmi di te.
Continuo a pensare a cosa resta delle mie illusioni, e non parlo solo delle illusioni sfocate del passato, mi riferisco a quelle di una manciata di mesi fa, a quelle dell’altro ieri.
Credo che non me ne siano rimaste.Una volta mi sono innamorata in maniera disperata. Mi sarei uccisa per lui?Mi vedi, sono ancora qui. Allora devo tirar fuori qualcosa di meglio. Deve essere un bel ricordo.
E già, avrò barattato le illusioni con i ricordi. Deve bastarmi.
La verità è che ho fatto il salto senza rete e siccome sono caduta male me ne sono andata senza salutare. Perché c’è un momento prima che lo spettacolo diventi grottesco,vero Soriano? Quando uno è sulla pista lo capisce. Magari il pubblico applaude come impazzito ma uno, se è un vero artista, lo sa.
Peccato che io non sia un’artista. Devo essermi solo persa. Come
dici, Soriano?
Sulla strada, quando tutto sembra perduto, rimane sempre un’ultima manovra. Un colpo di volante, una rallentata ,qualcosa, ma mai il freno. Si tocca il freno ed è finita.
Allora deve essere andata così.. avrò toccato il freno.
Che colpo basso mi hai tirato, Soriano. Un gran fottuto colpo basso.
¡Hasta luego, escritor! Ora devo riprendere fiato.
Caminito que el tiempo ha borrado,
que juntos un día nos viste pasar,
he venido por última vez,
he venido a contarte mi mal.
Caminito que entonces estabas
bordado de trébol y juncos en flor,
una sombra ya pronto serás,
una sombra lo mismo que yo.
Desde que se fue
triste vivo yo,
caminito amigo,
yo también me voy.
Desde que se fue
nunca más volvió.
Seguiré sus pasos...
Caminito, adiós.
Caminito que todas las tardes
feliz recorría cantando mi amor,
no le digas, si vuelve a pasar,
que mi llanto tu suelo regó.
Caminito cubierto de cardos,
la mano del tiempo tu huella borró...
Yo a tu lado quisiera caer
y que el tiempo nos mate a los dos.
Mi hai fregato, Soriano; mi hai fregato alla grande.
Sono giorni che ho finito di leggere questo tuo libro; ho ancora provato a iniziare a leggere altro, ma non funziona. Non riesco a liberarmi di te.
Continuo a pensare a cosa resta delle mie illusioni, e non parlo solo delle illusioni sfocate del passato, mi riferisco a quelle di una manciata di mesi fa, a quelle dell’altro ieri.
Credo che non me ne siano rimaste.Una volta mi sono innamorata in maniera disperata. Mi sarei uccisa per lui?Mi vedi, sono ancora qui. Allora devo tirar fuori qualcosa di meglio. Deve essere un bel ricordo.
E già, avrò barattato le illusioni con i ricordi. Deve bastarmi.
La verità è che ho fatto il salto senza rete e siccome sono caduta male me ne sono andata senza salutare. Perché c’è un momento prima che lo spettacolo diventi grottesco,vero Soriano? Quando uno è sulla pista lo capisce. Magari il pubblico applaude come impazzito ma uno, se è un vero artista, lo sa.
Sulla strada, quando tutto sembra perduto, rimane sempre un’ultima manovra. Un colpo di volante, una rallentata ,qualcosa, ma mai il freno. Si tocca il freno ed è finita.
Che colpo basso mi hai tirato, Soriano. Un gran fottuto colpo basso.
¡Hasta luego, escritor! Ora devo riprendere fiato.
30 dic 2012
''Io sono la mente, il corpo faccia quello che vuole'"
Addio Rita Levi-Montalcini.
Hai dovuto lottare contro i pregiudizi e il maschilismo per poter studiare ed entrare nei laboratori.
Hai rischiato di vederti strappare le tue scoperte fondamentali, spesso attribuite ai soli colleghi uomini.
Donna eccezionale, esempio di emancipazione, genio e perseveranza.
Le tue conquiste sono state per sempre.
GRAZIE
Hai dovuto lottare contro i pregiudizi e il maschilismo per poter studiare ed entrare nei laboratori.
Hai rischiato di vederti strappare le tue scoperte fondamentali, spesso attribuite ai soli colleghi uomini.
Donna eccezionale, esempio di emancipazione, genio e perseveranza.
Le tue conquiste sono state per sempre.
GRAZIE
18 set 2012
Il naufragio - morte nel Mediterraneo
Due anime convivono parimenti in questo libro: l’anima del grande giornalismo di inchiesta, fatto di indagini e studio dei fatti processuali e l’anima della grande narrativa capace di scatenare nel lettore emozioni quali rabbia, empatia, vergogna e soprattutto rivendicazione di verità e giustizia.
Il naufragio è quello noto come il naufragio del venerdì santo quando nel Canale d'Otranto alle 17.56 del 28 marzo 1997 una piccola motovedetta albanese Kater i Rades viene speronata per due volte da un’altra imbarcazione, la Sibilla, corvetta della Marina militare italiana provocandone l'affondamento.
Morirono 81 persone. Uomini, donne, bambini. Trentuno di loro avevano meno di sedici anni. Molti erano nuclei famigliari.
Leogrande restituisce la voce a chi non ne ha più: ha ascoltato le testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime, è stato in Albania per capire e per raccontare la loro storia.
Come scrive Leogrande
Un naufragio è solo apparentemente un fatto collettivo. Lo è solo nel racconto storico dell’evento, o nella sua percezione giornalistica. Un naufragio è invece la somma di tanti abissi individuali, privati, ognuno dei quali è incommensurabile, intraducibile, mai pienamente narrabile.
Però lui è riuscito a narrare alla grande.
21 dic 2011
NATALE NON E' PER TUTTI
![]() | ||||||
| Illustrazione di Tom Foty |
Conosco questo Natale
questa neve che sa di antico
che scende lenta a parlarci
con il suo tempo che è tempo di sempre.
Non il nostro tempo
ma quello della volpe
che ora mi attraversa la strada
con il suo passo di paura.
Forse, anche per lei sarà Natale
non vi sono orme d'uomo nella neve.
Come è distratto mio figlio
per la testa ha regali da scartare
e si è lasciato sfuggire la madre
che torna alla tana.questa neve che sa di antico
che scende lenta a parlarci
con il suo tempo che è tempo di sempre.
Non il nostro tempo
ma quello della volpe
che ora mi attraversa la strada
con il suo passo di paura.
Forse, anche per lei sarà Natale
non vi sono orme d'uomo nella neve.
Come è distratto mio figlio
per la testa ha regali da scartare
e si è lasciato sfuggire la madre
Conosco l'assenza rigata di pianto.
So che il Natale non è per tutti.
Lontano è il tempo quando bambino
pensavo il Natale nel cuore di ognuno.
Conosco questa strada e questo bosco
che sa di casa mia e il fuoco caldo di sempre.
Poesia del Molise
Luciano D’Agostino
30 nov 2011
La mia recensione pubblicata su "Corriere della Sera"
Una gioia inaspettata, autostima alle stelle...per un po'.
Bella emozione leggere la propria recensione sul supplemento culturale del Corriere della Sera "La Lettura".
Bella emozione leggere la propria recensione sul supplemento culturale del Corriere della Sera "La Lettura".
![]() |
| pagina 20 de "La Lettura" del Corriere della Sera del 27 novembre 2011 |
In fondo a sinistra , nell'angolo de "La recensione dei lettori" è stata pubblicata la mia recensione di "Cecità" di Saramago, già postato in questo blog qualche tempo fa. Qui il post
Una bellissima sorpresa di una domenica mattina di fine autunno.
9 nov 2011
Sic transit gloria mundi
«Il premier si dimetterà dopo la legge di stabilità»: la nota del Quirinale
Il documento dopo che Berlusconi è salito al Colle
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, accompagnato dal Sottosegretario dott. Gianni Letta. All'incontro ha partecipato il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Donato Marra. Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione. (Testo pubblicato su www.quirinale.it)
Un'avventura temeraria che finalmente è stata battuta dalla democrazia delle istituzioni, dell'Europa, della pubblica opinione.
“Ora basta, devi andartene/ più lontano che puoi”. Ecco la nuova canzone di Paola Turci dedicata a misterB con le parole di Marcello Murru. Si intitola Devi andartene. L’album (Le storie degli altri) uscirà a fine gennaio, ma il brano è presentato oggi in anteprima
15 ott 2011
A proposito di Calvino...
Italo Calvino era un uomo di poche parole, quasi brusco. Un po' per timidezza, un po' per abitudine al silenzio o forse un riflesso di difesa nei confronti di genitori autoritari. Del resto lui stesso aveva scritto: "la parola è una cosa gonfia, molle, un po' schifosa, mentre ogni tipo di comunicazione dovrebbe essere improntata a un criterio di precisione, d'economicità."Ecco un aneddoto.
Nella primavera del 1984 Calvino è a Siviglia con sua moglie Esther Judith Singer (affettuosamente chiamata Chichita), argentina di nascita. In un albergo della città Jorg
e Luis Borges, cieco da tempo, incontra degli amici. Arrivano anche Calvino e sua moglie. Mentre Chichita conversa amabilmente con Borges, il nostro scrittore si tiene come al solito in disparte, tanto che la moglie ritiene opportuno avvertire: " Borges, c'è anche Italo..."Appoggiato al bastone, Borges solleva in alto il mento e dice: " L' ho riconosciuto dal silenzio".
24 lug 2011
Mapping the summer
Estate: tempo di viaggi, tempo di letture.
Allora perché non coniugare entrambe le passioni?
Un luogo, un libro, una mappa di letture estive, ma anche no.
Visualizza Mapping the summer in una mappa di dimensioni maggiori
Allora perché non coniugare entrambe le passioni?
Un luogo, un libro, una mappa di letture estive, ma anche no.
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21 giu 2011
A mia sorella
Ci sono giorni interminabili, figli di notti insonni e buie.
Giorni appesantiti scanditi da secondi dilatati .
Giorni che vorresti che volassero via , in un batter ciglio, per ritrovarsi risollevati in uno spazio e in un tempo diverso, lontano.
Giorni che vorresti vivere tutto di un fiato.
Giorni in cui senti un nodo alla gola, un vuoto nella testa, un martellare cupo e profondo al cuore.
E oggi vivo un giorno così
aspettando te, Cecilia
Ama la vita così com'è
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.
Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un po'.
Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.
Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.
Non vivere mai senza vita!
Madre Teresa di Calcutta
14 giu 2011
Il primo vero libro regalatomi dai miei
(Sentita sul marciapiede davanti all'ingresso della libreria.)
Bambino: "Papà, mi compri un libro?"
Papà: "No. Hai già la Wii."
Questo post letto in uno dei miei blog preferiti, l'apprendista libraio, (un luogo straordinario per farsi due belle e sane risate), mi ha trasportata lontano nel tempo, quando un libro ben rilegato poteva fare il suo bel figurone come regalo per un'occasione importante, perfino per festeggiare una Prima Comunione.
E allora perchè non fare un viaggio nel tempo e ricordare quale è stato il libro, il primo o il più prezioso, quello che ci è stato regalato o magari tramandato da nostro padre o da nostra madre . Qual è stato il primo vero libro che con orgoglio abbiamo sistemato sullo scaffale della libreria di casa liberato apposta per noi perchè diventasse anche la nostra libreria?
In seguito un sondaggio dove ho raccolto alcuni titoli, sicuramente non esaustivo e.. meno male!
Come sarebbe bello poi leggere i vostri titoli e magari le storie legate al vostro primo vero libro.
Bambino: "Papà, mi compri un libro?"
Papà: "No. Hai già la Wii."
Questo post letto in uno dei miei blog preferiti, l'apprendista libraio, (un luogo straordinario per farsi due belle e sane risate), mi ha trasportata lontano nel tempo, quando un libro ben rilegato poteva fare il suo bel figurone come regalo per un'occasione importante, perfino per festeggiare una Prima Comunione.
E allora perchè non fare un viaggio nel tempo e ricordare quale è stato il libro, il primo o il più prezioso, quello che ci è stato regalato o magari tramandato da nostro padre o da nostra madre . Qual è stato il primo vero libro che con orgoglio abbiamo sistemato sullo scaffale della libreria di casa liberato apposta per noi perchè diventasse anche la nostra libreria?
In seguito un sondaggio dove ho raccolto alcuni titoli, sicuramente non esaustivo e.. meno male!
Come sarebbe bello poi leggere i vostri titoli e magari le storie legate al vostro primo vero libro.
Il primo vero libro regalatomi dai miei...
13 giu 2011
Frammento di tempesta
Dall'ombra delle cupole nella città delle
cupole,
un fiocco di neve, tormenta al singolare,
impalpabile,
è entrato nella tua stanza e si è fatto
strada fino al bracciolo
della poltrona dove tu, alzando lo sguardo
dal libro, lo hai scorto nell'attimo in cui si
posava. Tutto qui.
Niente altro che un solenne svegliarsi
alla brevità, al sollevarsi e al cadere
dell'attenzione, rapido,
un tempo tra tempi, funerale senza fiori.
Niente altro
se non per la sensazione che questo
frammento di tempesta,
fattosi niente sotto i tuoi occhi, possa
tornare,
che qualcuno tra anni e anni, seduta come
adesso sei tu, possa dire:
"E' ora. L'aria è pronta. C'è uno spiraglio
nel cielo".
L'uomo che cammina un passo avanti al buio
Mark Strand
cupole,
un fiocco di neve, tormenta al singolare,
impalpabile,
è entrato nella tua stanza e si è fatto
strada fino al bracciolo
della poltrona dove tu, alzando lo sguardo
dal libro, lo hai scorto nell'attimo in cui si
posava. Tutto qui.
Niente altro che un solenne svegliarsi
alla brevità, al sollevarsi e al cadere
dell'attenzione, rapido,
un tempo tra tempi, funerale senza fiori.
Niente altro
se non per la sensazione che questo
frammento di tempesta,
fattosi niente sotto i tuoi occhi, possa
tornare,
che qualcuno tra anni e anni, seduta come
adesso sei tu, possa dire:
"E' ora. L'aria è pronta. C'è uno spiraglio
nel cielo".
L'uomo che cammina un passo avanti al buio
Mark Strand
1 apr 2011
Orgoglio e pregiudizio
di Jane Austen
Matrimoni, patrimoni, intrighi, fatti e personaggi di indubbia universalità resi indimenticabili da una struttura narrativa perfetta. Tutte le tensioni si creano e si risolvono nei dialoghi: tra più persone, tra due persone, con sé stessi, nello scambio epistolare. E' un romanzo che ho letto divertendomi tantissimo, con il sorriso sulle labbra e mai ho rischiato di annoiarmi.
La Austen ha piena padronanza del dono forse più prezioso per un romanziere: mantenere sempre alta l'attenzione del lettore. Se dovessi dichiarare quale è il leit motiv che, a mio parere, pervade "Orgoglio e pregiudizio" direi senz'altro l'ironia. Personaggi ritratti con grande maestria, prima fra tutti l'ossequioso e untoso Mr Collins , la stupida Mrs Bennet, ritratti con spietata arguzia ormai sono entrati a pieno titolo nell'immaginario collettivo di noi lettori.
Protagonisti l'affascinante e fiera Elizabeth che fa innamorare di sé l'orgogoglioso e inafferrabile Mr Darcy. Un amore contrastato dalle convenzioni sociali, dalla differenza fra classi sociali, i draghi che il bel tenebroso dovrà sconfiggere per rivendicare il diritto di scelta, il diritto alla felicità. E forse la questione della libertà individuale, il diritto di scelta sono le coordinate entro cui si muove Elizabeth e fanno di "Orgoglio e pregiudizio" un romanzo moderno, dal taglio universale.
Fatti e personaggi sono plasmati dall'ironia della voce narrante permettendo a una trama così decisamente romantica di non scivolare nel sentimentalismo, nella melassa e la rende una lettura capace ancora oggi, a distanza di due secoli, uno dei romanzi più amabili che io abbia mai letto.
Consiglio di vedere la bellissima trasposizione cinematografica di Joe Wright : meravigliosa nella sua fedeltà a non stravolgere il romanzo. La produzione è completamente inglese. Perfetta Keira Knightley nel ruolo di Elizabeth, impertinente e bella. Perfetto, e affascinante come richiede la parte, Matthew Macfadyen nel ruolo di Mr Darcy. Perfetta la ricostruzione degli ambienti e dei costumi e la capacità di offrire allo spettatore immagini e paesaggi incantevoli. Forse Wright ha accentuato l’elemento romantico e sentimentale, lasciando in secondo piano quello ironico di Jane Austen, ne risulta comunque una produzione cinematografica che riesce a incantare ed emozionare.
Molto bella la colonna sonora del film di Dario Marianelli, evocativa e dolcissima, che ha Jean-Yves Thibaudet al pianoforte accompagnato dalla English Chamber Orchestra. Una colonna sonora che mi delizio di acoltare frequentemente, anche adesso mentre sto scrivendo questo mio post...Uno dei pezzi che più amo è "Darcy's letter", di una bellezza struggente.
It is a truth universally acknoledged, that a single man in possession of a good fortune, must be in want of a wifeQuesto il geniale incipit del romanzo più famoso di Jane Austen e subito sono messa in guardia: mi spetta un bel romanzo ironico e anticonvenzionale che ritrae un mondo in miniatura, quello della provincia inglese dell'Inghilterra fra fine Settecento e inizio Ottocento.
Matrimoni, patrimoni, intrighi, fatti e personaggi di indubbia universalità resi indimenticabili da una struttura narrativa perfetta. Tutte le tensioni si creano e si risolvono nei dialoghi: tra più persone, tra due persone, con sé stessi, nello scambio epistolare. E' un romanzo che ho letto divertendomi tantissimo, con il sorriso sulle labbra e mai ho rischiato di annoiarmi.
La Austen ha piena padronanza del dono forse più prezioso per un romanziere: mantenere sempre alta l'attenzione del lettore. Se dovessi dichiarare quale è il leit motiv che, a mio parere, pervade "Orgoglio e pregiudizio" direi senz'altro l'ironia. Personaggi ritratti con grande maestria, prima fra tutti l'ossequioso e untoso Mr Collins , la stupida Mrs Bennet, ritratti con spietata arguzia ormai sono entrati a pieno titolo nell'immaginario collettivo di noi lettori.
Protagonisti l'affascinante e fiera Elizabeth che fa innamorare di sé l'orgogoglioso e inafferrabile Mr Darcy. Un amore contrastato dalle convenzioni sociali, dalla differenza fra classi sociali, i draghi che il bel tenebroso dovrà sconfiggere per rivendicare il diritto di scelta, il diritto alla felicità. E forse la questione della libertà individuale, il diritto di scelta sono le coordinate entro cui si muove Elizabeth e fanno di "Orgoglio e pregiudizio" un romanzo moderno, dal taglio universale.
Fatti e personaggi sono plasmati dall'ironia della voce narrante permettendo a una trama così decisamente romantica di non scivolare nel sentimentalismo, nella melassa e la rende una lettura capace ancora oggi, a distanza di due secoli, uno dei romanzi più amabili che io abbia mai letto.
Consiglio di vedere la bellissima trasposizione cinematografica di Joe Wright : meravigliosa nella sua fedeltà a non stravolgere il romanzo. La produzione è completamente inglese. Perfetta Keira Knightley nel ruolo di Elizabeth, impertinente e bella. Perfetto, e affascinante come richiede la parte, Matthew Macfadyen nel ruolo di Mr Darcy. Perfetta la ricostruzione degli ambienti e dei costumi e la capacità di offrire allo spettatore immagini e paesaggi incantevoli. Forse Wright ha accentuato l’elemento romantico e sentimentale, lasciando in secondo piano quello ironico di Jane Austen, ne risulta comunque una produzione cinematografica che riesce a incantare ed emozionare.
Molto bella la colonna sonora del film di Dario Marianelli, evocativa e dolcissima, che ha Jean-Yves Thibaudet al pianoforte accompagnato dalla English Chamber Orchestra. Una colonna sonora che mi delizio di acoltare frequentemente, anche adesso mentre sto scrivendo questo mio post...Uno dei pezzi che più amo è "Darcy's letter", di una bellezza struggente.
17 mar 2011
150 anni di Italianità
" Io do il mio nome alla Giovine Italiaassociazione di uomini credenti nella stessa fede;
giuro, invocando sulla mia testa l'ira di Dio, l'abominio degli uomini e l'infamia dello spergiuro, s'io tradissi in tutto o in parte il mio giuramento.
Giuro di uniformarmi alle istruzioni che mi verranno trasmesse, nello spirito della Giovine Italia da chi rappresenta con me l'unione dei miei fratelli e di conservarne, anche a prezzo della vita, inviolati i segreti. Giuro di consacrarmi tutto e per sempre a costituire con essi l'Italia nazione una, indipendente libera e repubblicana."
Giuramento dei ragazzi della Giovine Italia-
A seguire la "lectio magistralis" di Roberto Benigni sull' Inno di Mameli:
1° parte
2° parte
3° parte
E ancora: 150 anni di Italia unita
Gli storici si confrontano sulla storia d’Italia. Il Risorgimento, la classe dirigente, la Chiesa, la prima guerra mondiale, il fascismo, la resistenza, la seconda guerra mondiale, l’emigrazione, le trasformazioni sociali: gli storici rispondono alle domande di Giovanni Minoli
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15 mar 2011
Il grande Gatsby
![]() |
| Il grande Gatsby |
Se la letteratura ha come pregio quello di acuire le nostre percezioni, far sentire la complessità della vita e degli uomini, difenderci dall'ipocrisia e dalla meschina certezza dei nostri giudizi che spesso hanno il fetore della condanna, se la letteratura è anche questo, sicuramente "Il grande Gatsby" è uno dei romanzi più straordinari che io abbia letto finora.
Non si può non rispecchiarsi in Nick, l'io narrante, e non provare una certa empatia per Gatsby, l'ideale del sogno americano, l'uomo nato dal nulla e fattore del proprio destino. Il sogno americano: la promessa del futuro, a differenza di noi vecchi europei che abbiamo un passato con cui dobbiamo continuamente confrontarci. Povero e per questo respinto dalla ragazza più desiderata che gli preferisce il brillante e ricco signorotto, Gatsby sin da adolescente sa ciò che vuole essere e venderà persino l'anima per realizzare il suo sogno: diventare sfarzosamente ricco per conquistare Daisy, la ragazza dai modi affettati e dalla voce "full of money", volubile e inafferrabile come lo sono i sogni.
E infatti "Il grande Gatsby" acquista valenza di universalità proprio quando incarna l'illusione di realizzare il sogno. I sogni sono puri finchè c'è il desiderio, etereo, evanescente che li renderli grandi. Ma i sogni sono ideali perfetti e quando si cerca di sovrapporli a una realtà, che per sua natura è imperfetta, incompleta, in continuo divenire, il sogno si distrugge e spesso trascina nel suo vuoto lo stesso autore.
C'è un'immagine in questo romanzo che resterà senz'altro per sempre nel mio immaginario: il colore verde.
Verde, come ci dice lo stesso Fitzgerald, è il colore dell'America, così come la videro gli europei che vi sbarcarono per la prima volta; verde è il colore dei dollari; è il colore del"via libera", del permesso di partire.
Verde è la luce che illumina il pontile della casa di Daisy. Quando Nick incontra Gatsby per la prima volta, lo vede solo nell'oscurità con le braccia protese verso quella luce verde, in direzione dell'estremità del molo dove era la casa di Daisy, quasi ad abbracciare idealmente il sogno di tutta la sua vita.
Ed empaticamente, anche noi, come Gatsby siamo incapaci di resistere al richiamo della luce verde..
Pensai, mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, allo stupore di Gatsby la prima volta che vide la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle(...)Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C’è sfuggito allora ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia...e una bella mattina… Cosi continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato."
10 mar 2011
Un widget per i 150 anni
Alcuni giorni fa ho avuto la faccia tosta di chiedere a Iole, il cui blog è una miniera di idee e risorse, di realizzare un widget per i 150 anni della nascita del nostro Paese. Mi piaceva l'idea di testimoniare, seppure con un semplice simbolo sul blog, il mio sano orgoglio di essere italiana, oggi più che mai.
Con grande disponibilità e generosità Iole ha esaudito la mia richiesta e adesso sul mio blog e, credo e spero su altri blog, sventola un bellissimo tricolore. Grazie Iole
Con grande disponibilità e generosità Iole ha esaudito la mia richiesta e adesso sul mio blog e, credo e spero su altri blog, sventola un bellissimo tricolore. Grazie Iole
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