12 dic 2010

La caffettiera

Ennesimo attacco d'arte della piccola di casa...Una bella poesia, ironica, buffa e divertente.

 La caffettiera mai zitta

Serr, serr,
sgrr, sgrr,
sbruuff, sbruuff,
uchuchuch...
Espresso Pot by Karen Winters

 Eccola qui,
la mia caffettiera
mai zitta;
grigia, bianca
e annerita.

Ogni giorno
borbotta
non sta
mai zitta!
Sbuffa sbuffa
borbotta borbotta  
 brontola brontola
 e non la
 finisce più !

 Serr, serr,
 sgrr, sgrr,
 sbruuff, sbruuff,
 uchuchuch...

       Alessandra




9 dic 2010

Libri sotto l'albero

Libri sotto l'albero, perché no? Tranquilli, qui non troverete il titolo dell'ultimo libro-strennadinatale, né l'ultimo vincitore di uno tanti premi dell'anno, né quello appena pubblicizzato negli ambiti salotti buoni della tv...tanto sono libri già ampiamente sponsorizzati e noti.
Qui solo titoli di libri collaudati personalmente, libri che sono piaciuti e che potrebbero piacere ai più.
Fuori i titoli:

Il buio oltre la siepe di Harper Lee.
Ci sono libri di cui abbiamo "bisogno", libri che devono entrare nella vita di ognuno di noi e aiutarci a far propri i valori di una società civile. "Il buio oltre la siepe" è uno di quei libri. Un grande classico, e che oggi di fronte al nostro razzismo europeo, alle accuse affrettate verso i diversi, alle aggressioni contro gli stranieri, oggi sentiamo il "bisogno" di metterlo nelle nostre mani e in quelle dei nostri ragazzi, come ho già affermato in un post di qualche tempo fa.

 Notte di Natale. Quindici storie sotto l'albero di Hoffmann, Andersen, Stifter, Gogol', Gasiceli, Dickens, Dostoevskij, Maupassant, Van Dyke, Anstey, Le Braz, Hume, Cechov, O. Henry, Yeats.
"Un caleidoscopio di letture per aspettare insieme a quindici grandi autori l'arrivo della notte di Natale. Voci diverse, atmosfere di sogno e di mistero, temi delicati e amari al tempo stesso: le storie qui raccolte ci raccontano miracoli, apparizioni di fantasmi, solitudini e improvvisi stupori. Ma tutte ci parlano di speranza e di magia.".
 Ecco l'elenco dei  quindici racconti:
  • E.T.A. Hoffmann - Le avventure della notte di san Silvestro
  • Hans Christian Andersen - L'abete
  • Adalbert Stifter - Cristallo di rocca
  • Nikolaj Gogol' - La notte prima di Natale
  • Elizabeth Gaskell - La storia della vecchia balia
  • Charles Dickens - Un albero di Natale
  • Fëdor Dostoevskij - Il bambino e l'albero di Natale di Gesù
  • Guy de Maupassant - Racconto di Natale
  • Henry Van Dyke - L'angelo di Natale
  • F. Anstey - La maledizione dei Catafalques
  • Anatole Le Branz - L'avventura del marinaio
  • Fergus Hume - Il tocco del fantasma
  • Anton Cechov - Van'ka
  • O. Henry - Natale per forza
  • William Butler Yeats - La sorte di Frank M'Kenna
Un Natale senza  poesia che Natale è? Allora:
La pubblicazione integrale delle raccolte della poetessa polacca Premio Nobel 1996. Una produzione particolarmente apprezzata per l'ironia e la leggerezza, la capacità disincantata di comprendere e insieme di prendere le distanze, dai sentimenti, dalle illusioni come dalle delusioni. Una sua poesia in questo mio post

 E per i più giovani?
Magari qualcosa che non sia il solito Harry Potter o vampiro di turno. Magari il bellissimo
Per questo mi chiamo Govanni di Luigi Garlando.
Un libro che racconta del senso della giustizia ai ragazzini. Tappa dopo tappa, nel racconto prendono vita i momenti chiave della storia di Giovanni Falcone, il suo impegno, le vittorie e le sconfitte, le rinunce, l'epilogo. Un testo importante e di cui ho scritto qualcosa in questo post. L'augurio che questo libro venga molto letto e commentato, nelle scuole, nelle famiglie. Perchè la mafia va combattuta subito, senza aspettare di diventare grandi. Perchè a forza di accettare l'ingiustizia, non vedrai più l' ingiustizia. 

Altro libro interessante, fatto di storie straordinariamente esemplari per le adolescenti spaesate tra "velinismo" e paure:
 Le tue antenate. Donne pioniere nella società e nella scienza dall'antichità ai giorni nostri di Rita Levi Montalcini.
A loro, ma anche ai loro fratelli e genitori, la più grande scienziata italiana racconta con passione i propri riferimenti personali: figure innovative, fiere e rivoluzionarie che hanno saputo affermarsi e trascinare con sé l'emancipazione della donna nella società occidentale, fino ai giorni nostri.

Per i più piccini niente di meglio che un bel libro di fiabe come il prezioso
 Fiabe d'Italia di Roberto Piumini.
Cosa c'è di più bello che leggere una favola ai propri figli, magari una delle tante favole del nostro patrimonio socio culturale? E Piumini è davvero  un grandissimo narratore di storie, come ho avuto la fortuna di sperimentare un felice pomriggio estivo. Un vero nonno che ammalia con il suo vocione e la sua passione di narratore.

E adesso perdonatemi una nota di fiero campanilismo: due libri di autori della mia terra.
Ad occhi chiusi metterei sotto l'abero di Natale uno degli intriganti libri di
Gianrico Carofiglio, magari Le perfezioni provvisorie,
di cui potreste leggere l'incipit in questo mio post. Con una straordinaria abilità narrativa questo scrittore barese regala storie oggetto di indagini giudiziarie ambientate a Bari, città che con Carofiglio diventa un personaggio vero e proprio, qualcosa di più che un semplice background.

E per concludere un bellissimo libro di favole pugliesi, un libro per grandi e piccini, da gustare insieme.
 
Favole pugliesi  di ManlioTriggiani .
Sessanta parole con sessanta illustrazioni per sessanta favole "ripropone frammenti di sapienza popolare per lo più dimenticati o, al limite, sedimentati nel “DNA culturale” di più generazioni grazie agli insegnamenti che hanno riempito il tempo e lo spazio, dove divengono indistinti l’immaginare del bambino e il narrare dell’adulto. Il recupero di storie dimenticate, spesso nella versione in italiano dall’originario dialetto, non è, tuttavia, il solo fine del libro, né il principale. “Favole pugliesi” propone, piuttosto, una originale esperienza di ascolto e di lettura che mette al centro il legame tra la malia del racconto, l’efficacia didascalica della singola parola, la suggestione dell’illustrazione. L’alleanza tra queste tre dimensioni comunicative propone in nuova veste l’antichissimo piacere della scoperta, nella fiaba e nella favola, di tracce delle nostre tradizioni, di credenze, di ritualità antiche, di una saggezza che non c’è più. Un piacere che non ha tempo e non ha età, che prescinde da appartenenze sociali e ideologiche. Un piacere che diventa immenso quando il racconto si fa occasione di contatto tra generazioni".

Libri per riflettere con il sorriso, libri che si fanno occasione di contatto tra generazioni.
Libri sotto l'albero.

5 dic 2010

Paisaje

Paisaje  
La tarde equivocada
se vistió de frío.
Detrás de los cristales
turbios, todos los niños
ven convertirse en pájaros
un árbol amarillo.

La tarde está tendida
a lo largo del río.

Y un rubor de manzana
tiembla en los tejadillos.



 

3 dic 2010

Elenco del peggio e del meglio della scuola

Dalla puntata del 29 novembre della trasmissione televisiva Vieniviaconme:

1. La scuola peggiore è quella che si limita a individuare capacità e meriti evidenti.
   La scuola migliore è quella che scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero.

2. La scuola peggiore è quella che esclama: meno male, ne abbiamo bocciati sette, finalmente abbiamo una   bella classetta.
   La scuola migliore è quella che dice: che bella classe, non ne abbiamo perso nemmeno uno.

3. La scuola peggiore è quella che dice: qui si parla solo se interrogati.
   La scuola migliore è quella che dice: qui si impara a fare domande.

4. La scuola peggiore è quella che dice: c’è chi è nato per zappare e c’è chi è nato per studiare.
    La scuola migliore è quella che dimostra: questo è un concetto veramente stupido.

5. La scuola peggiore è quella che preferisce il facile al difficile.
    La scuola migliore è quella che alla noia del facile oppone la passione del difficile.

6. La scuola peggiore è quella che dice: ho insegnato matematica io? Sì. La sai la matematica tu? No. 3, vai a posto.
   La scuola migliore è quella che dice: mettiamoci comodi e vediamo dove abbiamo sbagliato

7. La scuola peggiore è quella che dice: tutto quello che impari deve quadrare con l’unica vera religione, quella che ti insegno io.
  La scuola migliore è quella che dice: qui si impara solo a usare la testa.

8. La scuola peggiore rispedisce in strada chi doveva essere tolto dalla strada e dalle camorre.
   La scuola migliore va in strada a riprendersi chi le è stato tolto.

9. La scuola peggiore dice: ah com’era bello quando i professori erano rispettati, facevano lezione in santa pace, promuovevano il figlio del dottore e bocciavano il figlio dell’operaio.
   La scuola migliore se li ricorda bene, quei tempi, e lavora perché non tornino più.

10. La scuola peggiore è quella in cui essere assenti è meglio che essere presenti.
      La scuola migliore è quella in cui essere presenti è meglio che essere assenti.

1 dic 2010

Un incipit al mese: Dicembre

Continuiamo con la rubrica un incipit al mese, ovvero un post dedicato alla trascrizione delle prime righe del libro che ho in lettura. Un post al mese, ogni primo giorno del mese.

Questo mese sto leggendo un libro di uno scrittore che amo particolarmente. Appena letto le prime righe è stato come riabbracciare un vecchio e caro amico.
Ho ritrovato la vecchia atmosfera, lo stile asciutto e pulito, l'autoironia leggera e melanconica, i flashback nel passato, le citazioni, il background musicale. Sì, leggere questo romanzo, come del resto ogni libro di questo scrittore, mi dà lo stesso dolce piacere di quando  prendo un tè con una vecchia amica del liceo.

Dicembre - secondo incipit da "Le perfezioni provvisorie" di Gianrico Carofiglio

Tutto cominciò con un'innocua telefonata di un vecchio compagno di università.
Sabino Fornelli fa l'avvocato civilista. Quando un suo cliente ha un problema penale, lui chiama me, mi passa il caso e poi non vuole saperne più niente. Come molti civilisti, pensa che gli uffici giudiziari penali siano posti malfamati e pericolosi, e preferisce tenersene alla larga.
Un pomeriggio di marzo, mentre ero impegnato a studiare un ricorso che avrei dovuto discutere il giorno dopo in cassazione, Sabino Fornelli mi chiamò. Erano parecchi mesi che non ci sentivamo
«Ciao Guerrieri, come stai?».
«Bene, e tu?».
«Come sempre. Mio figlio è andato a farsi tre mesi di scuola negli Stati Uniti».
«Bello. Ottima idea, avrà qualcosa da ricordarsi».
«Anch'io avrò qualcosa da ricordarmi: da quando è partito mia moglie mi massacra con la sua ansia, e io sto per diventare pazzo».


Gianrico Carifiglio,  Le perfezioni provvisorie,  Sellerio editore Palermo

Questo il libro che sto leggendo, e il tuo?

24 nov 2010

E' la neve

Oggi la piccola di casa mi ha letto una sua poesia.
Bellissima, candida come la sua tenera età, dolce come l'innocenza dei suoi nove anni.
E qui, ancora una volta, l'orgoglio di mamma è stato pienamente appagato.

Illustrazione di Linda Bronson
 

 E' la neve

E' la neve
fredda pallida
lenta incomincia a cadere
avvolge raffredda
incanta
imbianca città.

E cristalli bianchi
scivolano
fioccano dal cielo
candidamente

E nevica.

                                                                                  Alessandra

13 nov 2010

Coming back home/2

Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui
ma adesso forse ti puoi riposare
un bagno caldo e qualcosa di fresco
da bere e da mangiare

ti apro io la valigia mentre tu resti li
e piano piano ti faccio vedere
c'erano solo quattro farfalle
un po' più dure a morire ...

Adesso tì puoi riposare.
Hai salito scale, girato angoli, a volte camminato nel buio, nell'incerto. Ora è tempo di prendere fiato, disfare le valigie.
Sei partita ancora bambina con uno zaino rosso sulle spalle e una valigia troppo pesante da sollevare.
Non c'era mai tempo per salutarti come avrei voluto. Abbracci rubati, soffocati, spezzati da porte di treni  che ti strappavano da me.
Il  tuo sguardo da cerbiatto un pò spaventato mi parlava più della tua bocca determinata. 
Tornavi con odori nuovi, profumi di case nuove, a me estranee.
Tornavi come una meteora, la tua valigia sempre aperta accanto al letto, mai completamente disfatta, pronta per una nuova partenza, un viaggio nuovo.
 
Ma adesso, forse, ti puoi riposare.
 
Ti ho visto mettere ordine nel tuo armadio, riporre libri, appendere quadri, sistemare abat-jour, archiviare documenti.
Ti ho visto disfare la valigia.
Ti ho aspettato e sei tornata, Anna.

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